BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



22 apr 2015

IN COLLEGIO


Care Amichedipenna
Prima di passare alla seconda e ultima puntata dell'ultimo Laboratorio inserisco questo racconto, anch'esso a puntate per non annoiarvi con lunghe letture. Giusto per farvi capire di cosa parlo quando affermo di essere stata in collegio.



Non me lo avevano chiesto esplicitamente. 
Così, come per caso zia Lina, provò a interrogarmi per capire cosa ne pensassi dell’idea del collegio.
Alla domanda finale: “Vorresti andare in collegio con Tarcisia?” risposi con un sì esitante, ma non avevo idea di cosa fosse un collegio.  
Forse era come la colonia di Roverè … si stava via un po’ con altre ragazzine, si giocava, si facevano passeggiate, si cantava, la sera si facevano commedie improvvisate e poi si tornava a casa in famiglia?
“Una cosa così” concluse zia Lina.
Io, che  avevo sempre  invidiato alla cugina Tarcisia Francesca Maria i tre nomi con cui si presentava, cosa che mi costringeva a sdoppiare il mio in Maria Luisa (a cui arbitrariamente aggiungevo Anna  pur di essere pari), non potevo assolutamente dire di no. Ne andava del mio orgoglio.
Il collegio mi sembrò  un gioco originale, competitivo come quello dei tre nomi, una gita tra amiche  e poi  si tornava a casa.
Fu così che mi ritrovai in Via San Giuseppe numero quindici, collegio delle Suore Canossiane.

L’ingresso principale era presidiato da una Suora Portinaia, una monaca priva di altra identità e di mezzo busto; la sua postazione era una finestrella chiusa da vetri scorrevoli da cui interloquiva con i visitatori che varcavano il portone,  aperto dalla sette e trenta alle diciannove.
Quando si alzava sentivi chiaramente il tintinnio del grande mazzo di chiavi che aveva attaccato in cintura. 
"Come farà a riconoscerle tutte!" pensavo.
La suorina chiedeva  le generalità e il motivo della visita; poi si attaccava al telefono interno di bachelite, nero, lucido  e ingombrante, con una serie di bottoni che corrispondevano agli interni. 
Nel conferire urlava. 
Forse era un po’ sorda o forse la voce alta la faceva sentire Prima Padrona (almeno in ordine di apparizione) di quel grande complesso di corpi e di anime; anime sante, o da santificare quanto prima in virtù della mission indicata dalla Reverendissima Beata Maddalena di Canossa.
Ottenuto il permesso dalla Suora Portinaia si entrava in un corridoio ampio, rivestito di marmi lucidi con a fronte una  grande vetrata. 
Svoltando a destra si andava nella bella cappella barocca, dov’era conservata sotto una teca di vetro  la salma pallida della Beata Canossa.
Impressionante.
Un cadavere  in vetrina. Una certezza: pensavo che a me non sarebbe piaciuto morire e farmi vedere morta dagli altri. Avevo undici anni ma questi pensieri mi abitavano, alimentando i miei turbamenti di adolescente.

Davanti a quell’altare noi educande lasciavamo tutte le mattine (alle ore sette in punto) l’ultimo sonno. Con il piede tiepido orfano del calore del letto e con il capo chino sulle mani giunte, si fingeva una profonda devozione.
Come diversivo c'era il gioco dei Santini che consisteva nel mostrare e scambiare i santi e le sante in base a classifiche non chiare; dipendeva dall'abilità di chi scambiava. L'unica cosa che nn potevi fare era farti cogliere mentre parlavi o stare muta quando c'era la preghiera collettiva e il canto corale.


Dalla vetrata del corridoio d’ingresso si usciva in un cortile chiuso, in origine un chiostro, dove Maddalena spulciava le povere indigenti. Questo racconto veniva ripetuto a tutti i visitatori, elogiando la dama di nobili natali e discendenze per la dedizione alla causa degli umili; dedizione così grande da rinunciare a una vita di lussi per fondare l’Ordine.

(alla prossima puntata)

2 commenti:

Marisa ha detto...

Il copia-incolla fa brutti scherzi. Nonostante la mia insistenza a riprovare i caratteri non concordano tra loro. Se qualcuna riesce a rimediare la ringrazio vivamente. Infine perdonatemi se ci sono errori, invecchiando dicendo poco attenta e più superficiale.

Betty ha detto...

Ho cercato nuovamente di rimediare...non tutti i caratteri concordano, ma di meglio non riesco.