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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
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di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



19 gen 2015

I MIEI COMANDAMENTI


Ho visto lo spettacolo di Benigni in televisione e mi è piaciuto. L'ho trovato appassionato e condivisibile in tante sue affermazioni. Eppure, a mano a mano che proseguiva nel racconto, io avevo sempre più l'impressione che qualcosa rimanesse fuori... mi riconoscevo solo in parte, perché c'era sempre uno scarto, una differenza in campo...
Sono da tantissimo tempo convinta che non esiste il neutro universale, che la differenziazione tra i sessi riguardi, tra l'altro, il modo di sentire le cose, il modo di darne lettura e di interpretarle.
Ecco, Begnini parlava da uomo. Per questo io mi riconoscevo in parte. Per questo, avvertivo sempre che rimaneva fuori dal racconto un altro sguardo, un altro modo di leggere e interpretare quei codici antichi e fondamentali per la storia dell'umanità di questi ultimi due millenni.
Ho pensato allora ad un incontro di ormai parecchi anni fa con una artista importante per Verona, ma non solo, Andreina Robotti. L'incontro avvenne a casa sua e fu un pomeriggio per me molto emozionante. Abitavo da poco in questa città, ero alle prese con gli inizi di un difficile lavoro e la forza immaginifica e la rappresentazione di istanze anche femministe nelle opere che veniva mostrandoci, mi conquistò subito. Sentivo che quella donna, quell'artista, coglieva e diceva delle cose che mi riguardavano, come donna prima di tutto.
Alla fine del pomeriggio uscii dalla sua casa con in mano una sua stampa, che oggi fa bella mostra di sé nel soggiorno di casa mia.
Vi è rappresentata una donna-angelo, con i capelli al vento, in mano una scopa, su un fondo blu cobalto bellissimo. Disseminati qua e là ci sono dei ritagli bianchi. Andreina Robotti mi disse di riempirli con le scritte che più mi piacevano e mi suggerì di richiamare il dettato dei dieci comandamenti, però in chiave diversa da quella ufficiale.
Accolsi con entusiasmo la sua idea e così feci.
Queste enunciazioni rispondono ancora oggi al mio sentire, anche se hanno la forma tipica degli slogan degli anni settanta. Ne cito alcune:
'Nomina il nome di Dio invano, dato che sostiene di averti fatto dalla costola di Adamo'
'Non onorare né il padre né la madre se loro non onorano te'
'Non ammazzare per evitare di scimmiottare il maschio che, se tu abortisci, grida che è omicidio, ma poi lui scatena la guerra'
'Non desiderare l'uomo di altre, non ne vale la pena'
'Non desiderare la roba d'altri, a meno che tu non abbia poco e gli altri molto'...
Hanno tutta l'aria di rivendicazioni e di affermazioni oggi non di moda, eppure in quelle parole c'è un nucleo di verità che io sento con la stessa convinzione degli anni della mia giovinezza.



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