BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



30 dic 2014

ANCHE NOI A CACCIA DI PAROLE




Ispirate da Jhumpa Lahiri, io e Luisa abbiamo deciso di ri-andare alla ricerca di parole desuete, perdute o anche solo amate. I pensieri sono andati ai laboratori svolti insieme e alla mail art, con i quali avevamo iniziato con passione scritti e creazioni.
Parole in grado di evocare, parole musicali, parole dure, parole infantili, parole dimenticate, giochi di parole, parole per giocare. 
E attraverso le parole riuscire a mantenere un filo sottile, ma robusto, che ci unisca sempre.


LE PAROLE CHE VOI BUTTATE


Le parole che voi buttate
vuoto a rendere ai bordi delle strade
le parole come poveri stracci
consumate rotte calpestate
le parole che avete consumato
e poi buttato

le parole che a voi non servono,grazie,
io voglio raccoglierle
e pronunciarle,
le parole come caldo e come freddo
e come tu e come io
e come tutto il mio 
malinteso amore
le parole che a me servono,grazie,
e ancora
a pronunciarle mi salvano.


Walter Cremonte



PAROLE PAROLE PAROLE


Cercare parole desuete
parole che sfuggono, o che irrompono,
parole che inciampano nei ricordi e si nascondono
parole irriverenti,
parole inconsistenti,
accentate o parole dimenticate,
frasi mozzate
rime innamorate,
parole incomprese,
su labbra indifese.
Parole timide che cercano una penna,
o una bocca dove poter fiorire.
Parole perdute, complicate.
Parole abbarbicate alla memoria
della mia storia,
parole dissolte,
annebbiate sfumate
per celia o per difetto,
dimenticate o volate con il vento.

Luisa




SCIVOLO


Scivolo e incespico sulle parole sdrucciole,
scavalco quelle tronche,
mi arrampico sugli apostrofi,
trattengo una romantica gioiosa parola perla 
naufragata dal mare per me
dallo sciabordio lieve di un'onda sciolta, 
da una rima stolta,
da una frase senza senso che ha dentro solo il suono del vento.

Vento come musica,
fronde di alberi che stormiscono come fossero melodie
che diventano parole.
Suoni, musiche, melodie, parole...
Ecco ora insieme ballano, piangono, 
contestano, si mescolano, si allontanano, 
si ritrovano e sì fondono in un unico grande girotondo
sin da riempire tutto il mondo!


Betty





In principio era il Verbo.
Poi vennero il nome,
il pronome,
l'aggettivo;
l'articolo,
la prassi, la frase
il sostantivo
maschile,
femminile.

E non capimmo più niente.


Roberto Vecchioni




NOZZE DESUETE


La casta fanciulla giunse all'altare
come tremula foglia frale.
Innanzi allo sposo cagionò mancamento,
ma si riebbe ognor in tempo
per pronunciare il tanto decantato SI.
Quando s'avvide che il suo siffatto 
destino era compiuto,
si riebbe improvvisa dall'emozione
e colta da tremore, terrore 
ed improvvisa follia,
raccolse il lungo strascico e fuggì via.
Tra un brusio generale ed inusuale
corse verso la libertà
spalancando rapida il grande portale.
Grani di riso le piovvero addosso,
ma allorché gli ospiti si accorsero 
che la sposa era senza lo sposo,
si bloccaron di sasso in quel gesto gioioso.
"Io perduta oramai corro ove il core mi conduce
e che la fortuna m'arrida
perché questa è una gran sfida,
ma io amo Alvise che verso l'America s'invola,
mi attende sul molo, corro volooo!
A voi la preghiera poiché possiate consolare
il dolente marito mio...
e con ciò vi dico addio!"

Betty





  Mi pare proprio strano che chi usa le parole non possa inventarne delle altre, e si debbano ripetere sempre le stesse.....
Eppure da quando sono nata è stato inventato di tutto: Perché allora non nuove parole?
Parole, ad esempio, in cui affiorino e traspaiano sentimenti e sensazioni altrimenti chiusi nell'anima?
Ma poi sarà vero che proviamo nuove emozioni ? A volte mi pare di sì;  mi pare di provare emozioni che non sono mai state espresse. E cerco di dirle con le parole che conosco.
Ma non mi bastano. Non mi bastano mai le parole; come quando voglio dire nostalgia del colore del cielo
e della laguna in certe giornate di fine settembre, e lo trovo impossibile.
Perché il colore della memoria si mescola col sentimento che provo a pensarlo e il sentimento di prima si perde in quello di ora e si strozza in gola e non esce a parole, ma forse verrebbe a singhiozzi se uno li accettasse come parole...]

 
 Da "La bocca più di tutto mi piaceva"  Nadia Fusini




COME SASSI


I pensieri fanno nuvole nere
preparando
un temporale di parole,
scagliate come sassi,
a ferire
a scalfire sentimenti,
a costruire muri inaccessibili.
Annaspo
in questa insensata tempesta
e mi sento naufraga,
mentre mi aggrappo alla zattera
delle parole
... le mie.

Luisa



IL VIAVAI DELLE PAROLE


Dovrei mettere qualche semaforo, delle strisce zebrate o delle rotonde, urge una segnaletica insomma per mettere ordine alle parole che mi abitano.
Perché capita alle volte che le mie parole transitino su sentieri a strapiombo in piena bufera, spavalde e impavide senza scrupolo alcuno. Un comportamento da brivido!
Mentre altre sono parole di piatta pianura, così sdraiate senza possibilità di scampo, bloccano ogni pensiero.
Le mie parole spesso si scontrano, alcune volte si incontrano, qualche volta si riconoscono. Ma non sempre senza provocare danni.
Capita che nuotino libere e felici in limpidi oceani o ristagnino in paludi inevitabilmente deprimenti.
Quando cinguettano lievi in cieli turchini sono anche simpatiche, ma non  durano.
Atre incalzano a tamburo battente. Stuferebbero anche la persona più paziente.
Frullano alcune parole eleganti che si posano tra nubi candide, ma purtroppo sono spesso irraggiungibili.
Mi ritrovo pure a sguazzare tra parole sciocche di canzoni tristi che muovono ricordi antichi.
Parole di poesie che mi risultano incomprensibili si vanno a nascondere bizzarre per non farsi svelare, oppure sono parole di poesie festose e delicate che abitano in luoghi tranquilli. Loro sono molto disciplinate e non richiedono alcun semaforo.
Ci sono poi parole che provengono da libri imponenti, regalo per la mia mente, che dinanzi a loro si ritrova impotente.
E’ tutto un via vai, un farneticare, un brulichio.
Quale strada seguire, quale mare solcare o montagna scalare?
Non mi resta altro da fare; dall’anno prossimo mi riprometto di iniziare lavori per arginare frane di pensiero, con questa situazione caotica la sola segnaletica non è più sufficiente.
(chissà se poi potrò dedurre le spese dalle tasse!)


Betty







Dal Libraio Di Selinunte  di Roberto Vecchioni


... e le parole come musica di seta 

mi prendevano per mano, 
e mi portavano lontano dove il cuore 
non si sente più lontano: 
dentro le immagini, nei libri e nella pelle 
di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me; 
nella follia d'essere uomo e nelle stelle 
per andare oltre il dolore più inguaribile che c'è; 
e le parole si riempivano d'amore.....



BUON ANNO A TUTTE

Luisa e Betty 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buon anno a voi e a tutte e tutti
ciao Silvana

Adriana Tedesco Sabbadini ha detto...

I miei complimenti. Siete davvero brave.