BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



28 dic 2014

A CACCIA DI PAROLE



Jumpa Lahiri in questo  nuovo romanzo   La moglie ci racconta la storia di due fratelli nati nella Calcutta degli anni '40: Udayan e Subhash, così uguali nel fisico, così diversi nel carattere. Se il primo deciderà di rimanere lì per partecipare al movimento maoista, il secondo andrà a studiare e a vivere in America.
La moglie è Gauri, la figura più importante del romanzo e dal forte valore emblematico, di cui però non vi svelerò nulla proprio per non rovinarvi il gusto della sorpresa.
L'autrice nata a Londra di origini Bengalesi, vincitrice del premio Pulitzer, ama moltissimo l'Italia e sopratutto la nostra lingua, ha tenuto per anni una rubrica sulla rivista Internazionale. Ecco  uno stralcio di un suo articolo in cui  descrive la sua continua ricerca delle parole. Lo trovo affascinante.




"Sono di continuo a caccia di parole. Descriverei il processo così: ogni giorno entro in un bosco con un cestino in mano. Trovo le parole tutt’attorno: sugli alberi, nei cespugli, per terra (in realtà: per la strada, durante le conversazioni, mentre leggo). Ne raccolgo quante più possibile. Ma non bastano, ho un appetito insaziabile. Raccolgo sia le parole che mi sembrano oscure (sciagura, spigliatezza) sia quelle che riesco facilmente a capire ma vorrei conoscere meglio (inviperito, stralunato). Raccolgo delle belle parole che non hanno equivalenti in inglese (formicolare, chiarore). Raccolgo una valanga di aggettivi (malmesso, plumbeo, impiastricciate) per descrivere migliaia di situazioni. Raccolgo innumerevoli parole che non mi serviranno mai.
Alla  fine della giornata il cestino è pesante, traboccante. Mi sento carica, arricchita, frizzante. Sembrano più preziose dei soldi, le mie parole. Come se fossi una mendicante che scopre un mucchio d’oro, un sacco di gemme. Ma quando esco dal bosco, quando vedo il cestino, rimane appena una manciata di parole. La maggior parte sparisce. Evaporano nell'aria, colano come l’acqua tra le dita. Perché il cestino non è altro che la memoria, e la memoria mi tradisce, la memoria non regge.
Sento un legame con ogni parola che raccolgo. Provo affetto, insieme a un senso di responsabilità. Quando non riesco a ricordarle, temo di averle abbandonate....."


Jumpa Lahiri

1 commento:

Betty ha detto...

Grazie Luisa per segnalare anche alle lettrici del blog questo libro. Libro che tu mi hai imprestato e del quale mi sono innamorata immediatamente.
Molto bella la storia e pure lo stile, così limpido e profondo, in grado di delineare i personaggi e i luoghi con maestria.
Ora sto leggendo; "Una nuova terra", una serie di racconti altrettanto magnifici.