BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



12 nov 2014

LA MIA CUCINA





La mia fanciullezza si è radicata in due luoghi molto vicini l’uno all’altro: il piazzale imbiancato di ghiaia sottile che si allargava sul davanti del piccolo condominio in cui abitavo e la cucina, una stanza dilatata a dismisura dai miei occhi di bimba. Ogni mattina al mio risveglio venivo da Virginia issata su una sedia posta vicino alla stufa che già da ore ingoiava avida ciocchi di legna rimandando, come grata, tepore profumato di bosco. Virginia mi vestiva e mi pettinava con i suoi gesti lenti e misurati. La mamma, intanto, rivolta alla grande tavola che occupava il centro della stanza, preparava il pranzo, precoce in casa nostra: papà a mezzogiorno esatto usciva dalla fabbrica sulla sua nera e pesantissima bicicletta e rientrava dopo un’ora al suono lacerante di una sirena.
 La mamma generalmente preparava il ragù per il pranzo e il minestrone per la cena. Virginia poteva solo lavare le verdure. Con la mezzaluna , sul tagliere di legno, la mamma iniziava sminuzzando gli “odori”: sedano, carota, cipolla, che venivano messi ad imbiondire nella pentola con un bel pezzo di burro o una fetta di lardo, poi aggiungeva il trito di carne di manzo e maiale e ogni tanto rimescolava questo intingolo che piano piano spandeva per la cucina un leggero vapore odoroso.
La mamma, sempre così riservata e spesso nervosa, cucinando distendeva i lineamenti del viso in una espressione assorta, quasi beata.
Lo scorrere dell’acqua nel secchiaio e il tac deciso e ritmico della lama del coltello contro il legno del tagliere non sembravano alterare il silenzio di fondo che univa quelle due persone abituate alla vicinanza reciproca nel lavoro in comune. A me regalavano il ritmo del tempo e della vita, nel tepore di un nido, accudita dalle due persone che più mi amavano. 

Bona

Nessun commento: