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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



24 nov 2014

GRIGIO



(Felice Casorati Le due bambine)


Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita.... se io potessi scegliere un colore per la mia infanzia diverso dal grigio...
Per carità, non mi è mancato nulla di fondamentale, di certo non l'amore dei miei genitori, ma quel colore su ogni cosa...
Vivevo in una vecchia città, tutta grigia e così sporca! Grigio era il colore delle case, grigio l'asfalto delle vie e dei marciapiedi, così pochi gli alberi e i giardini...! Oggi, il suo centro storico è considerato un piccolo scrigno, ma quando ero piccola io, era solo sporco e imbruttito dal tempo e dalle mancate manutenzioni. Tutto era di un colore uniforme, come il grigio di certe giornate d'inverno, magari di nebbia...
Grigia era la casa in cui si viveva, la sua luce era grigia per gran parte dell'anno...le alte finestre di un edificio che era stato nel tempo convento, carcere e infine caserma, non lasciavano entrare molta luce, se non d'estate, e c'era quel lungo corridoio scuro, dove si aprivano le stanze e che io di sera percorrevo di corsa, temendo che  un folletto maligno fosse lì in agguato per acchiapparmi un angolo del vestito e portarmi chissà dove.
Avrei dovuto vivere altrove...conoscere per tempo il mare e le tante sfumature dorate, rosa, rosse, delle sue albe e dei suoi tramonti.
Anche se, a pensarci bene, il primo giorno del mio arrivo al Lido di Venezia, era un grigio giorno di novembre...e il cielo e l'acqua della laguna avevano solo quest'uniforme colore.
Il cappello di mio padre volò lontano per il forte vento mentre io mi guardavo attorno, in fondo non sorpresa per tutto quel grigio, ma sorpresa per l'odore nuovo che arrivava alle mie narici, un forte odore di salso che non conoscevo, che mi afferrò all'istante e che non avrei più smesso di amare.
A dispetto del grigio tutt'intorno e di una campanella invisibile, perduta tra l'acqua e il cielo, che
annunciava il calare della nebbia. 

Rosella

1 commento:

Betty ha detto...

Un'infanzia all'insegna del grigio è certo malinconica, ma nel finale del tuo scritto trapela la luce sempre affascinante, se pur velata di nebbia, della laguna Veneziana.
La vita ti ha fatto un bel regalo Rosella facendoti capitare in quel luogo.
Mi ha emozionato il tuo scritto.
Grazie per la condivisone