BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



30 nov 2014

Carissime,

vi segnalo questa serata di dibattito organizzata dal Gruppo ConcretaMente di Verona.
Si tratta di un gruppo apartitico, che si rivolge ad una platea il più possibile eterogenea e specialmente di giovani, impegnandosi a contribuire personalmente, nel loro piccolo, alla formazione di una coscienza critica.

Questo incontro nasce da una riflessione sulla criminalità organizzata, in particolare sulla sua diffusione nel nord Italia, nel Veneto e nella nostra Verona. 

L'incontro "MAFIE KM 0" si terrà mercoledì 3 dicembre p.v. a Montorio, nella sala polifunzionale in Piazza Penne Nere 2, inizio ore 20.45. 

Intervengono:
Dott. Pierpaolo Romani 
Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico 

Dott. Gianni Belloni
Coordinatore dell'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Veneto 

Moderatore:
Dott. Giampaolo Chavan 
Giornalista de L'Arena

In allegato la locandina.
Vi chiedo cortesemente di diffondere l'invito.
Grazie, un caro saluto,

Gabriella

Ricordiamo Etty Hillesum nell'anniversario della sua morte





“Mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore s'innalza sempre una voce - non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare - e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo  pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi 

stessi.”

24 nov 2014


GRIGIO



(Felice Casorati Le due bambine)


Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita.... se io potessi scegliere un colore per la mia infanzia diverso dal grigio...
Per carità, non mi è mancato nulla di fondamentale, di certo non l'amore dei miei genitori, ma quel colore su ogni cosa...
Vivevo in una vecchia città, tutta grigia e così sporca! Grigio era il colore delle case, grigio l'asfalto delle vie e dei marciapiedi, così pochi gli alberi e i giardini...! Oggi, il suo centro storico è considerato un piccolo scrigno, ma quando ero piccola io, era solo sporco e imbruttito dal tempo e dalle mancate manutenzioni. Tutto era di un colore uniforme, come il grigio di certe giornate d'inverno, magari di nebbia...
Grigia era la casa in cui si viveva, la sua luce era grigia per gran parte dell'anno...le alte finestre di un edificio che era stato nel tempo convento, carcere e infine caserma, non lasciavano entrare molta luce, se non d'estate, e c'era quel lungo corridoio scuro, dove si aprivano le stanze e che io di sera percorrevo di corsa, temendo che  un folletto maligno fosse lì in agguato per acchiapparmi un angolo del vestito e portarmi chissà dove.
Avrei dovuto vivere altrove...conoscere per tempo il mare e le tante sfumature dorate, rosa, rosse, delle sue albe e dei suoi tramonti.
Anche se, a pensarci bene, il primo giorno del mio arrivo al Lido di Venezia, era un grigio giorno di novembre...e il cielo e l'acqua della laguna avevano solo quest'uniforme colore.
Il cappello di mio padre volò lontano per il forte vento mentre io mi guardavo attorno, in fondo non sorpresa per tutto quel grigio, ma sorpresa per l'odore nuovo che arrivava alle mie narici, un forte odore di salso che non conoscevo, che mi afferrò all'istante e che non avrei più smesso di amare.
A dispetto del grigio tutt'intorno e di una campanella invisibile, perduta tra l'acqua e il cielo, che
annunciava il calare della nebbia. 

Rosella

23 nov 2014

TRE GRANDI PITTORI ITALIANI






ALESSANDRO FO





Là in alto era l'amore, all'ombra
di una storia famosa, la cui tempra 
già toccava progetti di bambini.

Dal terrazzo si poteva ascendere,
volendo, fino a Dio,
se non come Agostino,
gettandosi lo stesso
oltre i dubbi in un salto
verso la luna, verso l'Orsa Maggiore,
magari, come un ragazzo, alla Fosbury.

                                                      Però
nulla è mai davvero come sembra,
ma almeno sette volte più complesso.



(tratta dall'ultima raccolta del poeta Mancanze)

21 nov 2014

PER ESSERE ALBERO





Per essere albero
devi imparare, almeno una volta, a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria
come il segno di tempi che si rincorrono
 lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare.

  (Guatan Tavara)

GIORNATA DELL'ALBERO




http://www.repubblica.it/ambiente/2014/11/20/news/intervista_alberi_tiziano_fratus-101027707/

20 nov 2014

OTTOBRE



Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
 dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,


di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.

Sole d'autunno inatteso,
 che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite?
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
 tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.



Vincenzo Cardarelli



17 nov 2014

IL PRANZO DI BABETTE

Di  Karen Blixen.
Sarà il libro di cui parleremo nel prossimo appuntamento l'11 Dicembre presso la libreria Gengis Khan. 
Si tratta dell'ultimo libro pubblicato in vita dalla Blixen, cinque fra i suoi racconti più belli e significativi, il primo racconto è Il pranzo di Babette.




DOPO LA NEBBIA






Dopo tanta 
nebbia
a una 
a una
si svelano
le stelle.
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo. 


Mi riconosco
i
mmagine
passeggera
presa in un giro
immortale.



Giuseppe Ungaretti


GHERARDO COLOMBO




Lunedì 24 Novembre alle ore 17.30, presso l'Università di Verona,
Polo Zanotto, Gherardo Colombo parlerà di Cultura ed educazione a partire dal dettato Costituzionale. 


15 nov 2014

LASCIA SIA IL VENTO




Lascia sia il vento a completar le parole
che la tua voce non sa articolare.
Non ci occorrono più le parole.
Siamo entrambi il medesimo silenzio.
Come due specchi, svuotati d' ogni immagine,
che l'uno all'altro rendono
un semplice raggio. E ci basta.

Margherita Guidacci

13 nov 2014

IO GUARDO SPESSO IL CIELO





Io guardo spesso il cielo.
Lo guardo di mattino 
nelle ore di luce
e tutto il cielo s'attacca agli occhi 
e viene a bere,
e io a lui mi attacco, 
come un vegetale che si mangia la luce.


Mariangela Gualtieri

COME FARTI CAPIRE



Come farti capire che c'è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che non è proibito amare,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l'affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che trovarsi è molto bello,
Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
Che nessuno vuole essere solo,

Che per non essere solo devi dare,


Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che chi semina muri non raccoglie niente,


Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche
avanzare,

Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c'è sempre tempo?


Mario Benedetti

12 nov 2014

Cimitero verticale privato a Fondo Frugose (lascito Achille Forti, dietro complesso Villa Mattarana)

Una torre di 35 piani alta 100 metri: uno scempio.
Durante l'assemblea pubblica convocata ieri sera a San Michele con illustrazione del progetto è stata indetta una protesta dei cittadini per sabato prossimo 15 novembre alle ore 11:00 davanti al Comune di Verona, in piazza Brà.

Art. 9 della Costituzione: la Repubblica tutela il paesaggio

Il verde pubblico, dal quale molto dipende la qualità delle nostre vite, e le speculazioni legate al territorio da parte dei nostri amministratori riguardano tutti i cittadini! 

Solo se uniti possiamo ottenere rispetto: partecipiamo numerosi alla protesta!

Con preghiera di massima diffusione.
Gabriella

LA MIA CUCINA





La mia fanciullezza si è radicata in due luoghi molto vicini l’uno all’altro: il piazzale imbiancato di ghiaia sottile che si allargava sul davanti del piccolo condominio in cui abitavo e la cucina, una stanza dilatata a dismisura dai miei occhi di bimba. Ogni mattina al mio risveglio venivo da Virginia issata su una sedia posta vicino alla stufa che già da ore ingoiava avida ciocchi di legna rimandando, come grata, tepore profumato di bosco. Virginia mi vestiva e mi pettinava con i suoi gesti lenti e misurati. La mamma, intanto, rivolta alla grande tavola che occupava il centro della stanza, preparava il pranzo, precoce in casa nostra: papà a mezzogiorno esatto usciva dalla fabbrica sulla sua nera e pesantissima bicicletta e rientrava dopo un’ora al suono lacerante di una sirena.
 La mamma generalmente preparava il ragù per il pranzo e il minestrone per la cena. Virginia poteva solo lavare le verdure. Con la mezzaluna , sul tagliere di legno, la mamma iniziava sminuzzando gli “odori”: sedano, carota, cipolla, che venivano messi ad imbiondire nella pentola con un bel pezzo di burro o una fetta di lardo, poi aggiungeva il trito di carne di manzo e maiale e ogni tanto rimescolava questo intingolo che piano piano spandeva per la cucina un leggero vapore odoroso.
La mamma, sempre così riservata e spesso nervosa, cucinando distendeva i lineamenti del viso in una espressione assorta, quasi beata.
Lo scorrere dell’acqua nel secchiaio e il tac deciso e ritmico della lama del coltello contro il legno del tagliere non sembravano alterare il silenzio di fondo che univa quelle due persone abituate alla vicinanza reciproca nel lavoro in comune. A me regalavano il ritmo del tempo e della vita, nel tepore di un nido, accudita dalle due persone che più mi amavano. 

Bona

10 nov 2014

OPERAZIONE SPROGRAMMAZIONE





(Hammershoi)

Cerco di eludere
gli inganni del tempo,
mi arrendo docile
all’incessante via vai
che sta nella mia anima,
mi lascio andare
senza progetti e programmi.
Oggi è ciò che voglio,
ieri è stato ciò che volevo,
domani sarà ciò che sarà…
Perché mica sempre funziona
la sprogrammazione!