BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



28 lug 2014




Ciao a tutte,
inserisco un testo che Bona ha piacere di condividere con voi. Corinna



VIVI  L’ATTIMO
Molto in voga ultimamente il motto “vivi l’attimo “, divenuto oramai quasi l’anima della corrente filosofica attuale, ispirato forse al titolo di un film di grande successo “ l’attimo fuggente “.
Niente di nuovo sotto il sole: i nostri antenati, i latini, ripetevano: hic  et nunc, qui e ora, per non parlare delle vecchie favole che ci raccontavano le nonne, come “La ragazza con la ricottina” o “Scarpette rosse”, che ci ammonivano a non sognare troppo, a non fare progetti troppo ambiziosi per il futuro. Per non parlare delle opere teatrali, da Brecht  con “Aspettando Godot”  a Edoardo de Filippo “Deve passare la nottata”.
Coloro che attendono l’arrivo, sempre rinviato, del fantomatico Godot  sono condannati all’immobilità, nella speranza dell’arrivo di qualcuno che venga a risolvere tutti i loro problemi e risponda a tutte le loro domande.
Eppure De Filippo ci dice che la vita è attesa, viviamo sorretti dalla speranza anche se spesso la speranza si mescola all’angoscia.
Si sente spesso dire che si è saggi solo da bambini, quando non si sa cosa siano i progetti, si gioca, si gioca, con qualsiasi cosa si abbia sottomano, si vive immemori senza un dopo. E certo è importante non perdere mai la capacità di sorprendersi e la naturale curiosità.  
Ma già gli adolescenti iniziano ad attendere, anche se non sanno cosa stanno aspettando, certo la vita donerà loro cose meravigliose, certamente arriverà l’amore. Guardiamoli gli adolescenti, nelle nostre case, per le strade, a scuola: sono sempre trasognati, distratti, assenti, sbigottiti, non ascoltano voci esterne, calpestano senza rendersene conto gli oggetti che trovano sulla loro strada, se insistiamo con le nostre domande rispondono  in malo modo e ce lo meritiamo, ci siamo introdotti senza permesso  in un  mondo fatto di sogni ed attese.
Le mie figlie adolescenti mi innervosivano e mi irritavano, ma adesso rimpiango quel periodo, in fondo anch’io vivevo dei loro sogni e delle loro aspettative. E’ triste quando non si attende più perché non c’è più niente da attendere, o si ha paura ad attendere.
Per riuscire a vivere  il presente in completa serenità e gratificazione  occorre  la spensieratezza dei bambini o la saggezza di alcuni grandi uomini. Io ne ho conosciuto uno, Renzo, un sacerdote cattolico molto particolare.
Da anziano, ammalato, giaceva nel letto o seduto in poltrona sereno, ascoltando il suo respiro. La consapevolezza del movimento dell’aria che entrava e usciva dai suoi polmoni lo appagava, sentiva dentro di sé la vita, la sentiva come dono , un dono di quel Padre  che lo aveva sempre avvolto nel suo amore. Per lui il Padre, la Vita, l’Amore erano un tutt’uno. Non sapeva quanto futuro avesse davanti e non se lo chiedeva, non lo chiedeva ai medici. Si godeva il suo respiro, la vita, attimo per attimo, con consapevolezza.
Bona Fiori  

1 commento:

Betty ha detto...

Trasformare l'attimo fuggente in estasi perenne?
Per me è utopistico, soprattutto se mi trovo a vivere una malattia. Ma esistono molti gradi di spiritualità ed io sicuramente occupo uno dei gradini più bassi. (ed inoltre fatico a progredire)
Però sono una grande cacciatrice di attimi fuggenti e quando mi capitano a tiro li colgo, li accolgo, li coccolo, li trattengo, davvero fosse per me non vorrei proprio lasciarli andare.... ma tant'è loro sono attimi e da bravi attimi stanno con me solo degli attimi, poi sfuggenti, fuggono.
D'altronde, se mi metto un "attimo" solo nei loro panni, è più che comprensibile la coerenza del comportamento.
Grazie in ogni caso a Bona per aver condiviso con noi il suo pensiero.