BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



24 giu 2014

Proposta di lettura



La bocca più di tutto mi piaceva di Nadia Fusini è uno dei libri proposti dal gruppo di lettura di Corinna. Non conoscevo questa scrittrice, ma dopo questo approccio mi riprometto di approfondire la sua conoscenza.
Si tratta di un romanzo autobiografico, che racconta l'amore sfrontato, quasi morboso verso il padre e quello conflittuale con una madre, bellissima, ma “con una bocca incapace di baciare”.
Alle soglie dell' adolescenza nell'affrontare questi sentimenti contrastanti, l'autrice precipita nel vortice dell'anoressia, confusa inoltre da un'istintiva e contraddittoria attrazione per la morte.
Un romanzo intenso che affronta temi durissimi, dai risvolti psicologici pesanti.
Personalmente ho trovato noiose le lunghe descrizioni, di luoghi e paesaggi, che mi distoglievano dall'essenza della vicenda.
Ma molti sono stati gli spunti per una interessante e profonda discussione da parte del nostro gruppo che hanno guidato anche la scelta di un'altra lettura da proporre.
Ho trovato nel libro della Fusini alcuni passaggi e riflessioni affini al mio essere..
[….Ero malinconica già da piccola, diceva la zia Gilda:una bella disgrazia. Lei si vantava di non aver mai avuto nemmeno l'ombra di quella uggia insistente, tenace, che bisogna fuggire perchè è maledetta e con lei compaiono certe chimere, che sono inganni dei sensi e della mente..]
Anch'io avevo una zia affascinante e briosa che, da bambina, vedendomi solitaria e taciturna, ci teneva a spronarmi più o meno con le stesse parole. Ottenendo così il risultato di farmi sentire ancora peggio e ancora più “diversa”.
Un'altra parte del racconto mi rammenta l'esperienza della scrittura autobiografica con la ricerca del nostro vissuto, nell'affiorare dei nostri ricordi.
[...I ricordi sono così, somigliano ai frammenti di una cosa che scoppia, alcuni volano via lontano e non li ritroveremo mai più, altri volano vicino e si posano lì dove possiamo andare a riprenderli...]
A mio parere basterebbero riflessioni come queste e quell'interrogarsi sulla necessità di inventare parole nuove per descrivere le emozioni, perché questo libro si faccia ricordare.



1 commento:

Betty ha detto...

Durante l'estate mi riprometto di leggerlo.
Grazie Luisa