BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



22 feb 2012

TRA RELIGIONE E SUPERSTIZIONE " Santi e Patroni di casa mia"

La mia famiglia è sempre stata in bilico fra Santi da una lato e figure Comuniste rilevanti dall’altro.
Ricordo che quand’ero piccina, nella mia casa faceva bella mostra un grande quadro appeso in una parete del tinello di Santa Teresa del Bambino Gesù ( alla quale mia mamma mi aveva raccomandata per via del mio braccio paralitico dalla nascita) la Santa era molto bella, vestita da suora con un gran tralcio di rose in braccio.
Nell’altra parete invece i quadri, anch’essi grandi, di Lenin, Gramsci, Togliatti in bianco e nero a far da contrappeso, questi rappresentavano per noi la speranza nel riscatto del lavoro e dalla povertà.
Non vedevamo nessuna contraddizione in tutto questo, ognuno aveva dei compiti ben precisi e diversi La prima si occupava del corpo si, ( per via del braccio) ma soprattutto dell’anima, mentre gli altri svolgevano lavori di presa di coscienza per far star meglio la mente e il corpo.
San Giuseppe era il Santo del compleanno di mamma, ma era anche patrono dei falegnami e noi appunto, lavoravamo il legno, ed era anche la festa del Papà.
Quindi a San Giuseppe FESTA GRANDE !
Santa Lucia era il mio onomastico, questa Santa era conosciutissima perché portava i doni ai bambini. Io conoscevo bene la sua storia di Martire siciliana che si era strappata gli occhi per non indurre in peccato un romano che se ne era invaghito, io l’ho amata anche per questo, però devo dire che non sono stata contraccambiata, perché a me di doni ne ha portati ben pochi ( forse perché cieca, non mi aveva ancora vista ? O perché sicula non capiva bene il veneto ? Intanto speravo.)
Doveva passare quasi mezzo secolo perché si mettesse in ascolto delle mie preghiere. Ricordo che ero a Venezia davanti al suo corpo e chiesi di illuminarmi, e lei mi esaudì. Non lo dimenticherò mai.
Poi c’era San Biagio ai primi di febbraio, patrono di Bovolone, dove quel giorno si inaugurava anche una fiera di paese, e ti curava dal mal di gola se andavi a messa alla mattina e portavi una candelina lunga e stretta detta della “Zeriola “.
Un gran miscuglio di pensieri, speranze, voglie di Miracoli, anche se dentro di noi sapevamo bene, troppo bene, di non poterci contare troppo.
“ … Iutete che te iuto “… Questo era il moto più serio e realistico di casa mia.
Ma una figura che a me piaceva tantissimo, era L’Angelo di Dio, il mio custode, che io immaginavo sempre dietro di me, bello, alto, con grandi ali azzurre che mi salvava sempre dai pericoli.
Ancora adesso credo che mi sia vicino e che mi protegga.
Quando sto male mi rannicchio mentalmente nelle sue ali di piume azzurre e morbide e lui mi culla come fossi una bimba piccola e mi rassicura.
Come si dice : “ Fede nel santo par vedar el miracolo “…
                                                                                          30 gennaio 2012

4 commenti:

Betty ha detto...

La tua storia è una testimonianza di contraddizioni e di quanto queste possano arricchire e rendere speciale una persona.
Ti abbraccio

Marisa e Luisa ha detto...

Grazie Lucy di aver mandato i testi, chissà, forse riusciamo nel nostro progetto.
Marisa e Luisa

Anonimo ha detto...

Grazie Lucia, sempre straordinari i racconti della tua infanzia.
A martedì , un bacio Luisa

Anonimo ha detto...

cara Lucia,graziedel tuo scritto
ciao a giovedì
Silvana