BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



15 gen 2012

DALL'AUTOBIOGRAFIA




Era una gelida serata di gennaio dei lontani anni ’50 quando vidi la luce. Forse le otto o le nove, la mamma non seppe mai dirmi l’ora precisa. Ricordò però che già al mattino presto aveva rotto le acque e che le doglie tardavano ad incominciare. Era tutto pronto: il pentolone dell’acqua calda, la pila dei panni bianchi, il disinfettante, anche la levatrice era stata avvertita. I miei fratellini erano stati allontanati, c’era solo la zia Franca come assistente.
 E il papà? Come ad ogni parto, Salvatore aveva baciato con affetto la moglie ed era partito per Milano, in visita alla sorella. Che mandassero subito un telegramma, si raccomandò, e sarebbe presto ritornato.
Era ormai sera quando arrivò la signora Pina, la comare di famiglia, una donna della stazza di un quintale, che si muoveva a bordo della sua Appia nera, allora una delle poche macchine del paese, guidata dal marito, di professione suo autista.
Le doglie c’erano, ma non tali da consentire l’espulsione.
Il travaglio si annunciava lungo, un parto asciutto. Forse, pensai poi, non volevo semplicemente nascere.
Concepita per sbaglio, nonostante il papà quella volta avesse rassicurato la mamma dicendo che era stato
proprio bravo, forse, a differenza dei miei fratelli, non mi sentivo attesa, accettata fino in fondo.
Infine la Pina decise. Con fare esperto annegò allora le grandi mani nell’alcool e, fra le urla di mia madre,
dilatò manualmente l’utero facendomi finalmente uscire. Avevo reagito a quella violenza strillando come
una matta. Ero nata sotto il segno del Capricorno, pesavo quattro chili e avevo la voce della Nilla Pizzi. Mi sarei chiamata Corinna, come la nonna materna.
Al mattino bastò aprire le finestre perché la bella notizia corresse di casa in casa per tutto il rione.
Quando il papà ritornò ci coprì sì di baci, ma non ci fu nessuna festa per il lieto evento, a differenza della
indimenticabile cerimonia organizzata per la nascita di Annamaria, la primogenita, e del festeggiamento per Franco, il figlio maschio.
Capitavo in un momento poco opportuno per la mia famiglia. Mamma e papà infatti, già presi da due figli, che si erano rincorsi l'un l'altro, erano affaccendati a ricostruire, a reinventare la propria vita in quell'Italia del dopoguerra.


Corinna

4 commenti:

Marisa ha detto...

Il donnone sull'Appia nera guidata da un marito (forse) mingherlino e rassegnato al perenne ruolo di spalla ... da farci un film.

Francesca ha detto...

Corinna cara
mi ha fatto molto piacere leggere
la Tua nascita. un forte abbraccio
e grazie.

Lucia ha detto...

Mi avevi piacevolmente colpito quando ci hai letto la tua nascita in occasione del tuo compleanno. Ora l'ho letto con calma e mi piace moltissimo.
E' molto umano, anche se di una capricorno, e mi ha fatto sentire molto più vicina a te.
Grazie, un abbraccio.

Lucia ha detto...

Mi avevi piacevolmente colpito quando ci hai letto la tua nascita in occasione del tuo compleanno. Ora l'ho letto con calma e mi piace moltissimo.
E' molto umano, anche se di una capricorno, e mi ha fatto sentire molto più vicina a te.
Grazie, un abbraccio.