BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 dic 2011

BUON ANNO!

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler
A TUTTE BUON ANNO NUOVO, Corinna

29 dic 2011

"Kafka sulla spiaggia" di Murakami Haruki

"Ogni oggetto è immerso in un movimento costante. La terra, il tempo, le idee, l'amore, la vita, la fede, la giustizia, il male, tutto possiede un'esistenza liquida e transuente. Niente si ferma nello stesso posto e con la stessa forma in eterno. Lo stesso universo non è altro che una gigantesca ditta di spedizioni." 



28 dic 2011

LO SCAMBIO DEI LIBRI

Ho ricevuto questa immagine da un amico con l'invito a usare  ... le parole desuete.
Con soddisfazione ho pensato "già fatto!"

27 dic 2011

IL CICLO DELLA VITA



Mentre si celebra la nascita  ci sono persone che hanno lasciato i luoghi terreni e dalle quali vogliamo accomiatarci con un affettuoso saluto.
Sono  morti la mamma della nostra  Linda e il papà di Alessandro Albertin, nostro Docente di Dizione e Lettura espressiva.
A Linda e a Alessandro le nostre condoglianze e un abbraccio commosso da noi tutte Donneinpuntadipenna.

Per loro 
(di attribuzione incerta ma sicuramente è uno scritto  bello e consolante)

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.



23 dic 2011

LA CANTA DE VERONA






Se mi dovesse far un bel Presepe
par farghe un nial al fiol de la Madona
me bastaria guardar la me Verona
e restaria incantà fin San Giusepe
    se mi dovesse far un bel Presepe.


Me par che un  più bel sito no 'l ghe sia,
nato così dal sogno e da l'amor;
è passà 'n angioleto con un  fior:
l'à dito pian pianin "Ave Maria"
    me par che un più bel sito no 'l ghe sia.

Ghè le ciesete, le casete rosa
co i copi rossi, el verde fiumesel
che 'l te fa un schiribisso, el so castel
d'Erode, là, che 'l domina ogni cosa
    ghè le ciesete, le casete rosa.

E l'aria imboressada che te incanta,
in ciel un sol che mete 'n'alegria,
la note po' l'è tuta poesia,
par sempre festa granda, festa santa
   e l'aria imboressada che te incanta.

Se mi dovesse far un bel Presepe
par farghe un nial al fiol de la Madona
me bastaria 'n'ociada a ti Verona
e restaria de stuco San Giusepe
   se mi dovesse far un bel Presepe.

Basta un s-ciantin de quela fantasia
che dona Monte Baldo a quei che sente
che vien dal cor, sensa strussiar la mente
par far 'na costrussion d'ingegneria
    basta un s-ciantin de quela fantasia.

Comprar 'na stala co le piere rosa
par metarghe la grepia con el fien
i è tuti schei butadi : no convien;
mi faria presto a sistemar 'sta cosa
    sensa la stala co le piere rosa.

Un Bepi, 'na Madona, un buteleto
trovadi lì par lì in te 'nà casa
e regalarghe, proprio parchè i tasa,
un mussetin, un bò, un cesteleto
     par farghe col bombasin el leto.

Eco el Presepe che voria far mi.
Un pò de pace al fiol in te la cuna
a far da stela pensaria la luna
bassa, nel centro giusta, messa lì :
     eco el Presepe che voria far mi.

Quando le piere canta in poesia
tase 'l fringuel par ascoltar 'sta canta
e tase  'l vento, no se moe 'na pianta,
ghè la Madona drento 'st'armonia
     quando le piere canta in poesia.

E la Madona l'è tuta Verona
el ciel l'è 'l sò vestito celestin
in meso a le coline gh'è 'l Bambin
e San Giusepe l'è  "la gente bona"
     e la Madona l'è  tuta Verona


Mario Salazzari


Che sia per tutte un sereno Natale, ancora Auguri. 




                                                                 

VOGLIO



Voglio un Natale esagerato, 
voglio un Natale spericolato.
Voglio un Natale grande,
rotondo, perfetto,
un Natale senza difetto...
Un Natale dove io possa
trovare forma e sostanza,
un Natale dove il cuore in tripudio danza.
Voglio pace,
voglio amicizia,
voglio cioccolato e ogni delizia.
Voglio un viaggio e voglio amore,
voglio pace e calore,
ma soprattutto vorrei essere migliore...
E' questa la mia più grande pretesa
davanti alla quale ancora non mi sono arresa.




Dopo un lungo periodo di silenzio, (situazione ottimale per il blog) causato da mancanza di "ispirazione", sono tornata con una mia filastrocca.... tanto mi conoscete e so che siete comprensive.
Un augurio e un abbraccio a tutte voi di un sereno Natale

AUGURI!

Il Mistero di Natale
La Luce guardò in basso
e vide le Tenebre:
“Là voglio andare”
disse la Luce.
La Pace guardò in basso
e vide la Guerra:
“Là voglio andare”
disse la Pace.
L’Amore guardò in basso
e vide l’Odio:
“Là voglio andare”
disse l’Amore.
Così apparve la Luce
e risplendette.
Così apparve la Pace
e offrì riposo.
Così apparve l’Amore
e portò vita;
questo è il mistero del Natale.
L. Hausman
Di nuovo affettuosi auguri a tutte, Corinna

N'ALTRA OLTA NADAL



Varda i prà i è bianchi
i oseleti tuti ransignadi
speta el sol
par sercar 'na baca rossa
un fruto desmentegà
da ci sa ci.

Ti caro amigo...
cossa feto tuto sto fracasso
par 'na fregola de teneressa!...

Ancò l'è giornada ca de sfroso
i ricordi i vol vegnar fora...
Serchemo de far pian
sensa scombussolamenti...
Varda l'è n'altra olta Nadal

E sì...
Gh'erimo restà propio mal
da rente al primo presepio
che emo visto!

Incantà i disea : che belo, le casete,
le lussiete,
la lavandareta,
la pastorela co la pegoreta,
e l'asinel ch'espression!...
el bambinel che meraveia!...
El ze el più bel butin de tuti...
E noialtri a sercar de vedar tra la paia ne la cuna
el butin de l'asilo ch'el m'avea ciapà la man.

Va ben, va ben...
Non stà batar cosita forte...
Varda l'è n'altra olta Nadal!... 

Che giro ghemo fato
par no farse ciapar da la malinconia
sto chi l'è el Nadal
sensa la mama
sensa diaoleti ai dei sensa rosaria

Pian pianin stì penseri
i vola come lussiole
i sluse come stele...

E... amigo mio vestemose a festa
butemose in meso ai slusighini
femo finta de gnente...

Varda l'è n'altra olta Nadal.

Francesca Natale 2011

LA GONDOLA Venezia 31 dicembre 2008



Ogni anno Beppe ed io abbiamo comprato un oggetto, un ninnolo, una palla per abbellire l’albero. Questo per quarant’anni.
Mai  un oggetto qualunque ma un addobbo  che ben rappresentasse l’anno trascorso.
L’ultimo l’abbiamo scelto durante un  soggiorno a Venezia, dopo una lunga ricerca, per ricordare una gita particolare.
Abbiamo sempre liquidato le gondole e i gondolieri veneziani come attrattive per turisti, pur nella consapevolezza della lunga storia di questa imbarcazione .
Quel pomeriggio però, sarà stata l’aria di neve che si sentiva nelle narici, sarà stata l’aria di festa intorno a noi o forse  il presentimento che poi nulla sarebbe stato come prima … mi sono messa a contrattare con l’uomo della gondola.
Prezzo per veneti e richiesta di scoprire la vera Venezia, quella più nascosta e intima , quella non affollata di turisti.
Beppe rideva e scuoteva la testa. Idea bizzarra la mia … cosa gli stavo facendo fare! Giocare ai turisti a Venezia!
Ci coprimmo con i plaid, il freddo era pungente, nonostante il sole.
Ed eccola scorrere la nostra Venezia …
… ponticelli dove a malapena la gondola riusciva a passare, con l’urlo del gondoliere per chiedere la precedenza;  piccole porte nascoste con lo stipo corroso, coperto di muschio; serrature intriganti, finestrelle da casa delle fate, antri di striosse acquatiche; ariose finestre in gotico veneziano; balconcini per leggiadre cortigiane mascherate; lillipuziani giardini misteriosi rigogliosi anche d’inverno; terrazzi aerei sui tetti dei palazzi, come nidi di trampolieri, gradini  affogati che spariscono in acqua (approdi per naviganti e amanti)  … .
Questa era la Venezia di quell’ultimo dell’anno del 2008. E noi ce la godevamo.
Ritornati vicino a Rialto cercammo a lungo un addobbo per ricordare la dolcezza di quel pomeriggio tra calli e canali .
“Una gondola, voglio un gondola per l’albero”, dissi.
Cominciò così una lunga ricerca, finita dietro piazza San Marco con l’acquisto di una gondolina di vetro soffiato.
Tornati al camper, dopo una frugale cena e un brindisi anticipato, ci preparammo per la notte e ci addormentammo subito.
 Un tichettio soffice, delicato, un tocco leggero ma continuo,  appena percettibile, ci svegliò.
“Nevica. Dai che usciamo”.
Con il piumone  sopra al pigiama ci dirigemmo verso il mare, a pochi metri dal camper.
E in quel momento successe una cosa incredibile: una enorme nave mercantile  passò accanto alla riva. Una fantastica apparizione tra il nevischio e la foschia.
Era addobbata con luci natalizie colorate e intermittenti e scivolava silenziosa, sovrastandoci.
Restammo fermi, in silenzio, emozionati come davanti ad una visione surreale.
“Sembra il passaggio del Rex”,  disse Beppe.
“Sì, Amarcord di Fellini, te lo ricordi”.
Poi rimanemmo zitti. Mancavano le parole.
Ora sull’albero, legata con un nastrino di velluto rosso, la gondola racconta questa storia e io ancora l’ascolto. E questa sera l’ho raccontata anche a voi.

Buon Natale e l'augurio di un nuovo sereno anno a tutte le Amichedipenna.

19 dic 2011

LETTURE PER GIOVEDI' 22 DICEMBRE

Carissime,
raccogliendo la proposta di Francesca, al nostro incontro augurale di giovedì; portiamo un breve racconto, o poesia, a tema natalizio,  lo condivideremo poi con i presenti
Luisa

CERCASI CASA!

Ciao a tutte,
Elisabetta, un'amica di lettura....., è in cerca di un appartamento piccolo con terrazzo o  giardino,  in zona Montorio o dintorni. Se ne avete notizia, battete un colpo, a presto, Corinna

TEATRO

Grazie per essere stati presenti ad incoraggiarci e per la bella cena in compagnia!

07 dic 2011

ANCHE QUEST'ANNO NATALE ASSIEME



Carissime donneinpuntadipenna,
vogliamo rinnovare anche quest'anno  la tradizione di farci gli auguri di Natale con una cenetta all'Arci ?
Come di consueto ci scambieremo un libro, sarà un bel momento per stare di nuovo
" tutte assieme appassionatamente "
La data proposta è il  22 dicembre alle ore 20.
Siete cortesemente pregate di dare conferma
Un abbraccio, a presto  Luisa

05 dic 2011



"Leggere con il chiaro ticchettio di un orologio:
lettura responsabile.
Leggere con tutti gli orologi fermi: lettura felice!"

(Canetti Elias)

04 dic 2011

02 dic 2011

APPUNTAMENTO

L'albero e il cielo

Un albero vaga nella pioggia,
ci passa in fretta davanti nel grigio scrosciante.
Ha un affare da sbrigare. Prende vita dalla pioggia
come un merlo in un frutteto.

Appena smette di piovere l'albero si ferma.
S'intravede dritto e fermo nelle notti chiare,
come noi in attesa dell'istante
in cui i fiocchi di neve si rovesciano nello spazio.
Tomas Transtromer

Care arcilettrici
augurandovi un buon fine settimana, vi ricordo l'appuntamento con il libro di lunedì 5 dicembre ore 20.30.  Un caro saluto, Corinna