BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



21 mar 2011

il palombaro

Dedicato a Luisa.
Quanto gli altri possano aiutarti, supportarti, illuminarti, appoggiarti, sostenerti, agevolarti, ecc. ecc. “dio solo lo sa”. Io so per certo che il gruppo Sole, con cui ho intrapreso e concluso il percorso ad Anghiari, è stato sostanziale ed oserei dire essenziale per arrivare in fondo. Quindi a te un grazie per tutte le parole che mi hai donato, ma, come potrai ben vedere da ciò che segue, gli altri, ognuno con il proprio ruolo e le proprie competenze, sono per noi indispensabili.


Il palombaro


“Da Dentro le parole di Dacia Maraini:
-Scrivendo sprofondo dentro le masse di acqua marina come un palombaro in cerca di navi e oggetti perduti. Poi, venendo fuori, metto ad asciugare sulle rive i tesori che ho trovato; poi ragiono su come comporli, come renderli riconoscibili e identificabili-.

Cara, saggia Maraini, le sue parole, e non solo queste, mi sono state di grande aiuto.
Sì! Proprio così perché sono le persone come lei che riflettono, pensano, si struggono e poi riescono a regalarti parole, frasi, pagine, capitoli, ed infine libri su cui riflettere, che aiutano anche te a fermarti a pensare.
Fermarti e prendere in mano quello che già è dentro di te.
Da sola non sei riuscita, o semplicemente non hai avuto il tempo, il coraggio, o l’opportunità, o l’occasione di entrare e cercare.

Ed ecco quindi che ragiono sulla grande, preziosa opportunità offertami dalla LUA (libera università dell’autobiografia).
La LUA ha organizzato un percorso durante il quale ogni partecipante, in totale protezione e fornito di assistenza tecnica, come un palombaro entra in acqua e cerca.
Quando il palombaro si immerge viene attrezzato di bombole d’ossigeno, muta, pinne, maschera, … cioè dell’attrezzatura che gli permette di immergersi in sicurezza. In superficie poi vi è sempre chi fornisce assistenza tecnica.

Durante le varie immersioni il palombaro cerca … vede oggetti e li porta fuori.
In mare c’è già tutto: qualcosa luccica ed è molto evidente, qualcosa è seminascosto, qualcosa è sommerso dalla sabbia o nascosto in qualche pertugio, ma piano piano ogni cosa viene portata fuori.
Oggetti deformati dall’acqua, trasformati dal tempo, forgiati dai pesci e dalle alghe, ahimè spesso diversi da come li aveva visti nel mare.
Allora li prende e li stende. Poi li asciuga, li rivede, li riguarda e poi li ordina.
Qualche oggetto viene anche scartato, seppur nell’acqua sembrava così bello per la sua luce e dimensione.
Come li ordina?
Come li ricompone?
Ogni palombaro ha un suo metodo:
dal più piccolo al più grande,
per colore,
per effetto speciale,
perché utile,
perché rotto e bisogna aggiustarlo,
perché serve per fare un regalo importante,
ecc. ecc. ecc. …
e poi li riguarda, ci ripensa , cambia qualcosa,
… e ne nasce una nuova composizione.
Anghiari 12 sett.2010”


A fine percorso dell’anno propedeutico Graphein organizzato dalla LUA ad Anghiari, ci è stato chiesto di scrivere in sintesi un biglietto sincero di congedo alla Lua, relativamente al percorso che si andava concludendo con l’ultimo laboratorio di settembre 2010.
Mi era piaciuto molto il pensiero di Dacia Maraini sul palombaro e quindi ho lavorato su questo piccolo pensiero perché mi ci sono ritrovata pensando al percorso che ho fatto e concluso con la Lua, ed ho quindi scritto e presentato quanto sopra ho riportato.
Ritengo infatti indispensabile avere chi ti attrezza:
• chi ti fornisce gli strumenti per non perderti, per seguire un percorso, un filo conduttore per poter riflettere a fondo, per incanalare pensieri e paure,
• chi ti aiuta nel sentirti meno sola se ti confronti con il dolore,
• chi ti guarda e fa sì che, attraverso la circolarità del gruppo, tu possa fare tesoro dello sguardo altrui in cui riconoscerti per arrivare ad essere attore e spettatore della conoscenza di te stesso.
• chi sa tenere insieme un gruppo in cui ogni persona pur lavorando sullo stesso obbiettivo, cioè la ricerca di se stessi, ha motivazioni diverse, caratteristiche diverse, atteggiamenti ed interrogativi diversi.

Per sottolineare l’importanza del lavoro in gruppo e con il gruppo ho dedicato, a fine percorso, al meraviglioso gruppo Sole questo piccolo pensiero:
“Oggi lascerò questo mio angolo buio che ho scelto come dimora per questi giorni di riflessione.
La luce mi arriva attraverso gli altri che direttamente la ricevono e me la rimandano.
Cosicché questi molteplici raggi di luce hanno rischiarato il mio angolo buio”.


venanzia

1 commento:

Anonimo ha detto...

Immagino che un lavoro così intenso, un viaggio così intimo alla ricerca di se, richieda una guida, persone preparate e sensibili che sappiano fornire gli strumenti per non "annegare" nel mare dei ricordi, ed è indispensabile imparare a "compensare" adeguatamente per scendere a fondo in apnea e risalire poi in tutta sicurezza riuscendo a portare all'asciutto anche i sentimenti che abbiamo tentato di far affogare.
Il risultato non può essere che spossante, ma gratificante, simile alla sensazione che si prova quando ci si abbandona sulla spiaggia dopo una lunga nuotata.
(adoro l'acqua)

Bello...ancora grazie Luisa