BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



27 feb 2011

OGNI CASO



Dunque ci sei? Dritto dall'attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c'è fine al mio stupore, al mio tacere.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.


Wislava Szymborska

22 feb 2011

I CIELI SONO UGUALI


I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Pedro Salinas

A proposito di Tempo

I
TEMPO

di Antonia Pozzi

Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.

La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.

Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei làrici
e le nubi.

II

Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.
E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.

28 maggio 1935

17 feb 2011

LIBERTA' NON E' UNO SPAZIO LIBERO

La libertà
Giorgio Gaber
(1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da "Dialogo tra un impegnato e un non so"

16 feb 2011

IZA DAL CUORE DI PIETRA




Ho iniziato piano piano ad amare Iza dal cuore di pietra.
Ho pianto per Iza proprio perché è di pietra, d'acciaio, di ghiaccio.
Iza non si commuove.
Iza organizza tutto.
Iza non si piega mai.
Come si può provare simpatia per un simile personaggio? Men che meno amarlo.
Eppure a me è accaduta questa strana cosa proprio in questo strano periodo della mia vita.
Credo ancora profondamente che i cuori di pietra siano quelli più bisognosi d'amore.

Giorgio Gaber - La libertà

15 feb 2011

EUTANASIA DI UN PAESE

Moni Ovadia


L'Italia democratica nacque su un patto costituzionale fondativo di un'alleanza. Alleanza fra i ceti sociali per garantire libertà, giustizia e uguaglianza a tutti i cittadini di ogni condizione e stato, alleanza per progettare il futuro tramite la collaborazione e il rispetto fra le generazioni, alleanza fra donne e uomini per istituire una nuova modalità di relazioni fra i generi, non più basata sul predominio maschile per la sottomissione del ruolo femminile, ma con un'idea di pari dignità, di pari accesso al lavoro, alla conoscenza, al governo della cosa pubblica nel quadro della valorizzazione delle specificità. Alleanza fra impresa e lavoro per riconoscere al lavoratore il suo ruolo di cittadino e di motore nella costruzione di una democrazia compiuta. La destra berlusconiana ha infranto il patto e spazzato via il concetto stesso di alleanza. Non poteva essere altrimenti visto che ha introdotto nel tessuto del sistema democratico italiano il virus del capo carismatico, del signore feudale che ha ragione per statuto e definizione. Il lettore ci avrà ovviamente fatto caso. Non una sola volta il Cavaliere ha fatto un'ammissione di errore o di colpa, non compare il termine autocritica. La parola dialogo per lui ha un solo significato: parliamo per stabilire che io ho ragione e gli oppositori torto. Disponendo egli di una ricchezza smisurata e di un potere comunicativo senza controlli, egli ha fatto del governo del principe il suo unico riferimento. La sua concezione della politica non prevede nessun patto, né tantomeno una vera alleanza che non sia fondata sulla cieca fede e la ottusa fedeltà alla sua persona. Il comportamento dei suoi cortigiani ne è la prova evidente. Nessun patto democratico è possibile fin quando lui condiziona la politica, chi fa finta di non capirlo è complice del suo operato.

14 feb 2011

DALLE SUORE ALLE PROSTITUTE,LE DONNE VOGLIONO CAMBIARE

February 14, 2011

Solo le donne hanno dimostrato quel coraggio che all'estero non vedevano. È la forza della dignità - della donna e della persona - scritta nella Costituzione. Trasversali, coerenti, indignate, stanche di essere umiliate dal potere: abbiamo mostrato che sappiamo “fare politica” (e comunicare) meglio di lorsignori

Le donne non hanno solo manifestato. Hanno dimostrato forza politica alternativa. Pensate che i politici “dei poteri” abbiano capito il danno che fanno alla società tutta intera – formata da due generi – sottraendo non la partecipazione omologata, ma il libero pensiero e l’autonoma volontà politica delle donne?

Sarà disastroso se ricominceranno, come sono abituati, a pensare di doverci dare, ebbene sì, due o tre posti in più da qualche parte. Per evitare le distorsioni, occorre rafforzare la consapevolezza della prova di forza che – senza che noi volessimo fosse una prova di forza – abbiamo dato.

Di fronte alla situazione fallimentare del governo non c’è stato un partito, un sindacato, un’associazione nazionale che abbia lanciato una protesta di tutto il paese in tutte le piazze a difesa dei principi. Perfino all’estero hanno fatto eco solo le donne. Perfino in Mozambico. Perfino con il tricolore….

Solo le donne hanno dimostrato coraggio e capacità politica alternativa. La parola “dignità“, risuonata in tutte le città, è il termine con cui la Costituzione dà significato alla cittadinanza. Nella protesta ha rivestito non il generico valore ideale, ma quello che coinvolge tutta la persona umana, anche il corpo. Infatti, nessuno può mai prescindere dalla corporeità, di cui il maschile si serve senza assumerla come valore e che usa nella competizione anche militare, nello sport, nelle relazioni interpersonali anche d’amore. Anche molti uomini hanno manifestato per la dignità delle donne: “io non mi comporterei mai come Berlusconi”, dicevano (ma qualcuno tacitamente lo invidiava); senza accorgersi che più ancora di quello delle donne è stato umiliato il loro corpo. Disperante che quasi nessuno se ne renda conto: le donne non possono sostituirli anche nella difesa della loro dignità. Se escludiamo questa coscienza per i due generi, la compravendita che fa reato sarebbe solo quella del vendere per denaro il voto o l’appartenenza politica.

Le amiche che, dall’interno della comunità femminile, temevano la discriminazione di donne perbene contro donne permale si saranno rese conto di essere fuori tema: era il momento di “fare politica di donne”, non di discutere se è scelta libera il vendere sesso (oppure organi da trapiantare). Anche se né il corpo del singolo – della singola – né la metafora del corpo sociale, del “corpo delle leggi”, dell’ habeas corpus sono merce: di per sé, tuttavia, contengono ancora il senso umano pieno perché prescindono dal significato non rigidamente astratto del termine. Anche questi corpi esigono una cura. Mite, nella responsabilità.

Un altro dato da rilevare, non senza connessione con la corporeità, è quello della comunicazione intuitiva che ha prodotto l’organizzazione. E’ bastato uno slogan (“se non ora quando?”) per realizzare in ogni città un minimo di intesa su ora e luogo d’incontro e le donne sono arrivate, ovunque con largo anticipo e senza carte di identità politica. Trasversali. Coerenti con gli obiettivi.

Mi piace sempre fare il punto sugli estremi, da una come la Bongiorno (che non accetta che il vendersi legittimi la designazione alle cariche istituzionali) o dalle prostitute (che hanno capito di non essere discriminate e si sono portate i loro bravi ombrelli rossi) fino alle suore. A Roma una ha preso la parola, ma guardando internet il caso non è stato isolato. Il sito delle comboniane in apertura accoglieva la denuncia delle stanchezze che esasperano le donne: “Stanche di essere più istruite e meno occupate. Stanche di non potersi concedere più di 1,4 figli a testa, per impossibilità di guardare il futuro. Stanche di arrivare sui giornali, quotidianamente, per mesi, ancora e solo per un machismo che pensavano superato. Stanche di essere maggioranza muta. Stanche di firmare contratti di assunzione accompagnati da lettere di dimissioni in caso di maternità. Stanche di sopportare da sole il peso della cura dei familiari. Stanche di dover scegliere tra lavoro e famiglia per colpa di uno Stato assente. Stanche, indignate, ma ancora una volta forti e in piedi, a mostrare l’autorevolezza di un genere che nel quotidiano sceglie tutti i giorni strade forse normali, comuni, ma di una dignità impagabile che oggi, più che mai, deve mostrarsi. Mostrare il volto migliore di un’Italia che resiste e che necessita la faccia di ciascuna di noi.”

Non aggiungono “stanche di questa chiesa governata da uomini che non tengono in conto la dignità delle donne ma neppure la propria, compromettendo le ragioni di una scelta religiosa per brama di denaro e potere oppure ricusando di assumere il corpo nel concetto anodino di persona”. Ma lo diciamo noi, per reciprocità intuitiva.

Giancarla Codrignani, docente di letteratura classica, giornalista, politologa, femminista. Parlamentare per tre legislature

PER VEDERE IL VIDEO DELLE DONNE IN PIAZZA

La manifestazione di domenica in un video di VeronaIn. Collegatevi con www.veronainblog.it

14 febbraio 2011 da SHAKESPEARE a HIKMET

"Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte
inciampi nei miei più segreti pensieri?"


(Romeo e Giulietta W.Shakespeare)

SEI

Sei la mia schiavitù
sei la mia libertà sei la mia carne che brucia,
come nuda carne nelle notti d'estate
sei la mia patria
tu, con i riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in
cui ti afferro.

(Nazim Hikmet)

ALDA MERINI " A TUTTE LE DONNE"


Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

(Alda Merini)

12 feb 2011

MANIFESTAZIONE PER LA DIGNITA' DELLE DONNE IN PIAZZA ISOLO

CARISSIME,
CI VEDIAMO DOMANI ALLA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA ISOLO

Vi propongo una buona lettura. Che ne pensate voi?
Un abbraccio Adriana

Professione psichiatra, esercita nella "clinica" di Montecitorio. Lasciamo ai lettori valutare la differenza tra la partigiana che fu presidente della Camera e una donna che ne ha preso il posto: Irene Pivetti, finita in tv con Platinette a ballare sotto le stelle

DOSSIER DONNE (1) – Berlusconi come Togliatti? Ci fu un suo deputato che paragonò Nilde Jotti alle ragazze pon pon delle mille e una Arcore
10-02-2011
di Pietro Ancona

Forse, nel baillame di tutto ciò che sta accadendo, c’è chi può aver dimenticato che un po’ di tempo fa in tv, ospite di Lilly Gruber a La 7, un tale Ciccioli, deputato marchigiano del Pdl e psichiatra, in discussione con il professore Rodotà sul caso Ruby, contrapponeva l’allegria, la gioia di vivere, la propensione al divertimento della destra italiana alla tristezza, alla noia, al grigiore della sinistra. Mi domando se è davvero così e in che cosa consiste l’allegria di Berlusconi.

Mi domando quanta allegria e gioia di vivere ci possano essere nel sesso a pagamento per una persona che usa una quantità davvero industriale di donne attratte dal suo enorme potere e della sua immensa ricchezza e che agognano di essere collocate in una delle sue tv. Diceva Berlusconi nel recente passato: io amo la vita e mi piace rilassarmi un poco dopo avere tanto lavorato. Ma andare con la D’Addario e altre professioniste del sesso è davvero amore per la vita? Non è invece un surrogato, una sorta di droga, qualcosa che si fa per non stare un minuto solo con se stesso, per non prendere atto di una solitudine e di un deserto morale e sentimentale senza limiti?

Usare questa enorme quantità di donne disponibili spinte dalla molla del bisogno o del desiderio di fare carriera (a volte anche solo per un posticino in un angolo del piccolo schermo) ha molto in comune con la quantità enorme di residenze di B. sparse per l’Italia ed il mondo. Ha detto di avere venti case. Venti immense ville, piene di mobili e quadri preziose che tuttavia non sembra facciano una sola casa, il rifugio che ognuno di noi ha su questa terra, anche il più povero, il luogo dove si ritorna da qualsiasi punto del mondo, l’Itaca di Ulisse o il povero basso sognato dall’emigrante napoletano in America, o la terra degli ulivi di cui parla un personaggio di Rocco ed i suoi fratelli.

Lo psichiatra deputato del Pdl ha tentato di depistarci, dopo avere dipinto la sinistra come i piagnoni seguaci di Savonarola o una compagnia di sfigati angosciati, catastrofisti, noiosi, moralisti, incapaci di godersi la vita come fanno Berlusconi, Bertolaso e tanti altri a destra. Ha assimilato il modus vivendi di Berlusconi a quello di Clinton e di Togliatti.

Togliatti sarebbe stato un libertino perché “conviveva” con Nilde Jotti pur essendo sposato ad altra donna. Ora il paragone, oltre che non reggere, è offensivo per la comune intelligenza della gente e per la memoria di Togliatti e di Nilde Jotti, che non era una escort e nemmeno Irene Pivetti, da presidente della Camera a showgirl che balla sotto le stelle con Platinette. Jotti era una forte e grande donna della Resistenza e del movimento comunista. Era ricca di valori morali profondamente radicati nella tradizione della famiglia e dell’Italia dei forti sentimenti che non ha nulla a che spartire con i postriboli lussuosissimi e squallidi di Berlusconi di Arcore, Villa Certosa e Palazzo Grazioli e poi l’altro argomento del Ciccioli, frutto di evidente ignoranza è questo: ma voi, a sinistra, che avete fatto il ’68 e avete predicato il libero amore, perché vi stupite di quello che fa Berlusconi con Ruby, con Noemi, e con le centinaia di donne?

Non credo proprio che l’idea dell’amore scaturito dal ’68 possa essere usato dal Ciccioli o da altri per dimostrare la presunta incoerenza della sinistra. L’idea dell’amore del ’68 è basata sulla parità scaturita dalla emancipazione della donna, si nutre di motivi del movimento femminista (una delle più grandi rivoluzioni del Novecento e della storia della società umana), che fa del rapporto amoroso e sessuale tra due esseri non l’uso di uno sull’altra che può arrivare ad essere financo a pagamento come succede a Berlusconi ma una simbiosi. L’idea dell’amore della sinistra è della piena comunione fisica e mentale tra due persone che prima di tutto si rispettano e non si considerano oggetti l’uno dell’altro Io credo profondamente che non sia la sinistra ad essere triste e noiosa se si accosta con serietà, consapevolezza, rispetto ai rapporti interpersonali.

Quando Berlusconi ha pagato cinque mila euro una ragazzina per vederla nuda o averla nel letto per ritrovarsi solo con l’odore lasciato nelle lenzuola da una estranea che magari non rivedrà domani perché vorrà provarne un’altra e poi ancora un’altra non sarà più felice di un ragazzo dei centri sociali che ha grandi difficoltà a sopravvivvere ma che ha la ricchezza sconfinata l’amore della sua ragazza. Insomma, la sinistra non è triste. È soltanto seria e continua a credere nei sentimenti. C’è tantissima allegria e gioia in quello che alla destra sembra tristezza. È triste la destra che riduce tutto a merce e che mercifica tutto quello che tocca e che scambia lo sfrenato consumo sessuale delle orge di palazzo come gioia di vivere.

12 febbraio 2011

Ciao donne,è nata Sabrina, una nuova donna ed è la mia nipotina.
Un dono per me e il mondo

11 feb 2011

PROMEMORIA

Ciao a tutte,
nell'augurarvi un buon fine settimana all'insegna della partecipazione, vi ricordo il nostro appuntamento di lettura di martedì 15 febbraio con Magda Szabò. Bacio Corinna

10 feb 2011

INSIEME!

Come donneinpuntadipenna siamo con affetto e commozione vicine a Francesca per la perdita della mamma.

Corinna

8 feb 2011

DIRITTI IMPRESCINDIBILI DEL LETTORE

I Diritti del Lettore (Daniel Pennac)


1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere

7 feb 2011

Quando tu sarai vecchia William Butler Yeats

POESIA

Ciao, ciao,
vi comunico che se siete interessate a Mariangela Gualtieri i posti sono limitati e a pagamento. Per informazioni rivolgersi all'Associazione Mimesis. Un abbraccio, Corinna

P.s:vi ricordo sempre di dedicarvi alla lettura di Magda Szabò

6 feb 2011

Sorelle d'Italia

Una democristiana, l'altra comunista, una prima donna ministro, l'altra prima donna Presidente della camera. Entrambe unite dall'amore per la democrazia forgiato dalla lotta partigiana. Tina Anselmi e Nilde Iotti sono le protagoniste di " Sorelle d'Italia", il nuovo documentario del ciclo di "Correva l'anno" sul 150° anniversario dell'unità d'Italia. In conclusione, l'editoriale di Paolo Mieli.

Lunedì 7 febbraio,23.10- Rai 3

5 feb 2011

Un giorno dopo l'altro

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

L. Tenco

4 feb 2011

APPUNTAMENTO

Il 26 febbraio presso la Chiesa di San Domenico a Verona Mariangela Gualtieri presenterà: "Bestia di gioia".

Potrebbe essere una bella occasione per rivedere, o vedere per la prima volta, questa speciale e straordinaria poetessa.

PROFUMO DI PRIMAVERA



Sento già nell'aria ancora fredda,
ma che pare quasi più leggera,
folate del profumo di primavera.
Come in un eco si spande
la promessa e la certezza
che s'insinua nel pensiero
facendosi respirare davvero.
Sono piccoli segnali,
delicati accenni
che si fanno notare se li sai osservare.
O forse è solo il desiderio
che prende alla fine di un lungo inverno.
Desiderio di azzurro e poesia,
di verde e d'allegria.
Di nuvole festose
che si rincorrono schiamazzando
perché sentono ridestarsi quel bel canto.

Un profumo?

Di dopobarba, al mattino, combinato a quello di caffè, che schiuma nella moka da due.
Un profumo che ti fa sentire in compagnia; che ti avvolge stretta, ti rimanda alla presenza dell’altro. Un augurio per una buona giornata di sole, anche se fuori è ancora buio.
E’ un profumo che ti accompagna in auto, anche dopo che lui è sceso in Bra con un frettoloso ”Ciao, ci vediamo questa sera al solito posto” oppure “In centro per l’aperitivo?”

Il flacone del profumo è rimasto e troneggia sulla mensola del mio bagno; lui se n’è andato.
Ogni tanto, con delicatezza, mi spruzzo un po’ di quel profumo maschile. Lo faccio pensando a lui; un gesto intenzionale per fingere che lui è qui. Ecco, ora cerca la sciarpa ... ora si allaccia le scarpe, il Woolrich, controlla il cellulare, le chiavi … ma dove sono?! Si incazza perché gli sposto sempre i guanti e poi non li trova … Dai che è tardi!
Tutti gesti banali e prevedibili e ogni tanto una carezza leggera, un gesto gentile, un bacio. Di lui a me, di me a lui.
Due, con una moka da due, con due tazzine spaiate, con due orari di lavoro che coincidono, che ci separano ma ci fanno ritrovare puntuali, ogni giorno.

Ora mi faccio un caffè veloce, con la capsula Nespresso. Nessun profumo nell’aria. Le due tazzine si sono rotte. Le ho sostituite; prima una poi l’altra.
Il vuoto nella mia vita non riesco a colmarlo con niente.

2 feb 2011

PROFUMI


IL GLICINE

Poche cose, quanto i profumi, sanno evocare ricordi, far rivivere sensazioni. Come un nastro che si riavvolge su se stesso velocemente, mi ritorna alla mente il glicine, la cascata dei suoi fiori, l'intensità del profumo.
A volte andavo a giocare da una bambina, che abitava vicino a me, la casa di Roberta era bella, un po' particolare, ”mossa”, come si direbbe ora, si sviluppava cioè su più livelli, ma il ricordo fotografico più netto è della grande terrazza :così ampia, assolata, interamente ricoperta da un imponente glicine che con i suoi rami avviluppati su se stessi, la abbracciava tutta ricoprendola con grappoli di fiori, ed ero quasi stordita da quel penetrante profumo che mi accoglieva.
Li il sole si nascondeva tra i rami, scossi dalle lievi brezze di primavera. Non rammento molto dei nostri giochi, ma ricordo le sfumature di quei lunghi grappoli di un intenso viola riposante nei punti più ombreggiati, che sfumavano in tenue, luminoso lilla, dove la luce abbagliante, si insinuava perentoria...e
quel profumo..
Quel profumo che mi rimanda a un altro ricordo meno lontano:
1979 un pomeriggio d'aprile ; dopo essere andata a prendere Massimo all'asilo (ora scuola dell'infanzia) con la sua manina stretta nella mia e nelle orecchie il chiacchiericcio, sul resoconto dei giochi e lavoretti della giornata, mi avvio a ritirare l'esito delle analisi di gravidanza.
La busta, con il risultato, mi prude nella mano, non resisto, devo sapere, subito, adesso : la apro!
Mi fermo, c'è un glicine che percorre per parecchi metri il marciapiede delimitando i giardini delle case; sollevo Massimo e lo faccio sedere sul muretto, per poterlo guardare diritto negli occhi quando dico, mostrandogli la busta: “Sai cosa c'è scritto qui? Presto arriverà un fratellino o una sorellina!”
Rammento lo sguardo interrogativo e poco impressionato di mio figlio, lo abbraccio, con la gola stretta dalla commozione, affondo il viso nel calore del suo collo e quel profumo stupendo di bimbo si mescola e poi viene sopraffatto dall'intensa fragranza, dolce...decadente, del glicine, mentre i suoi fiori
ci accarezzano il viso.
Riprendo la strada verso casa stringendone tra le mani un piccolo ramo.

Laura si è annunciata tra quell'inebriante profumo.