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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



26 gen 2011

LEGGENDO ACCABADORA



Non è facile la sospensione del giudizio di fronte al gesto estremo drammatico dell' Accabadora chiamata ad essere l'ultima madre, non è facile di fronte a quell'atto terribile e...
pietoso..ecco il mio pensiero forse è lì in quest'ultimo aggettivo

“Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata”

Nel leggere queste righe ho sentito subito un sottile filo che si legava ad una mia esperienza lontana,ma ancora così drammaticamente viva.
Ho circa 25 anni, sono da poco diventata mamma; la vita che preme con forza e la morte che insensibile e sfacciata si presenta a stravolgere i disegni..
Mi trovo così ad assistere all'ultimo atto della vita di mia madre.
Sono passati undici anni da quando è morto papà, ma allora non ho vissuto la sua morte come oggi vivo quella di mamma.
La sua era arrivata con un preavviso che forse non avevo nemmeno percepito “ Non tornerà più. Non lo vedrai più”
E in me è rimasto il ricordo e il rimpianto della vita, le carezze, la protezione, la sicurezza...
Ma ora, ora sono costretta ad assistere impotente a questa sofferenza che avrà un'unica soluzione, ma pur nel vedere la vita sospesa nella fatica di un respiro, caparbiamente contro ogni logica, continuo a sperare, a voler ignorare, pregando, illudendomi.
Fino al giorno, era quasi Natale, che con voce sfinita, mentre tentavi ancora un sorriso, portandoti le nostre mani sul ventre, che è stato la nostra prima casa, in un soffio arrivano quelle parole: “Sono stanca, mi dispiace tanto per voi, ma io sono troppo stanca!”
Allora la preghiera si infrange, in quel respiro che ritorna affanno, nelle tue mani ora abbandonate sul lenzuolo in un gesto quasi di resa, di accettazione; la preghiera si trasforma si fa voce che chiede aiuto, perché tutto finisca presto, perché anche al dolore ci deve essere un limite, perché anche alla speranza c'è un limite e l'amore cede, diventa rassegnazione, la speranza si spezza....e si può, sì, si può arrivare a chiedere un gesto di pietà.

“Non dire mai : di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata.”

1 commento:

Betty ha detto...

Sempre molto delicati e molto curati i tuoi scritti, anche quando trattano un argomento così potente.
Un abbraccio