BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 dic 2011

BUON ANNO!

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler
A TUTTE BUON ANNO NUOVO, Corinna

29 dic 2011

"Kafka sulla spiaggia" di Murakami Haruki

"Ogni oggetto è immerso in un movimento costante. La terra, il tempo, le idee, l'amore, la vita, la fede, la giustizia, il male, tutto possiede un'esistenza liquida e transuente. Niente si ferma nello stesso posto e con la stessa forma in eterno. Lo stesso universo non è altro che una gigantesca ditta di spedizioni." 



28 dic 2011

LO SCAMBIO DEI LIBRI

Ho ricevuto questa immagine da un amico con l'invito a usare  ... le parole desuete.
Con soddisfazione ho pensato "già fatto!"

27 dic 2011

IL CICLO DELLA VITA



Mentre si celebra la nascita  ci sono persone che hanno lasciato i luoghi terreni e dalle quali vogliamo accomiatarci con un affettuoso saluto.
Sono  morti la mamma della nostra  Linda e il papà di Alessandro Albertin, nostro Docente di Dizione e Lettura espressiva.
A Linda e a Alessandro le nostre condoglianze e un abbraccio commosso da noi tutte Donneinpuntadipenna.

Per loro 
(di attribuzione incerta ma sicuramente è uno scritto  bello e consolante)

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.



23 dic 2011

LA CANTA DE VERONA






Se mi dovesse far un bel Presepe
par farghe un nial al fiol de la Madona
me bastaria guardar la me Verona
e restaria incantà fin San Giusepe
    se mi dovesse far un bel Presepe.


Me par che un  più bel sito no 'l ghe sia,
nato così dal sogno e da l'amor;
è passà 'n angioleto con un  fior:
l'à dito pian pianin "Ave Maria"
    me par che un più bel sito no 'l ghe sia.

Ghè le ciesete, le casete rosa
co i copi rossi, el verde fiumesel
che 'l te fa un schiribisso, el so castel
d'Erode, là, che 'l domina ogni cosa
    ghè le ciesete, le casete rosa.

E l'aria imboressada che te incanta,
in ciel un sol che mete 'n'alegria,
la note po' l'è tuta poesia,
par sempre festa granda, festa santa
   e l'aria imboressada che te incanta.

Se mi dovesse far un bel Presepe
par farghe un nial al fiol de la Madona
me bastaria 'n'ociada a ti Verona
e restaria de stuco San Giusepe
   se mi dovesse far un bel Presepe.

Basta un s-ciantin de quela fantasia
che dona Monte Baldo a quei che sente
che vien dal cor, sensa strussiar la mente
par far 'na costrussion d'ingegneria
    basta un s-ciantin de quela fantasia.

Comprar 'na stala co le piere rosa
par metarghe la grepia con el fien
i è tuti schei butadi : no convien;
mi faria presto a sistemar 'sta cosa
    sensa la stala co le piere rosa.

Un Bepi, 'na Madona, un buteleto
trovadi lì par lì in te 'nà casa
e regalarghe, proprio parchè i tasa,
un mussetin, un bò, un cesteleto
     par farghe col bombasin el leto.

Eco el Presepe che voria far mi.
Un pò de pace al fiol in te la cuna
a far da stela pensaria la luna
bassa, nel centro giusta, messa lì :
     eco el Presepe che voria far mi.

Quando le piere canta in poesia
tase 'l fringuel par ascoltar 'sta canta
e tase  'l vento, no se moe 'na pianta,
ghè la Madona drento 'st'armonia
     quando le piere canta in poesia.

E la Madona l'è tuta Verona
el ciel l'è 'l sò vestito celestin
in meso a le coline gh'è 'l Bambin
e San Giusepe l'è  "la gente bona"
     e la Madona l'è  tuta Verona


Mario Salazzari


Che sia per tutte un sereno Natale, ancora Auguri. 




                                                                 

VOGLIO



Voglio un Natale esagerato, 
voglio un Natale spericolato.
Voglio un Natale grande,
rotondo, perfetto,
un Natale senza difetto...
Un Natale dove io possa
trovare forma e sostanza,
un Natale dove il cuore in tripudio danza.
Voglio pace,
voglio amicizia,
voglio cioccolato e ogni delizia.
Voglio un viaggio e voglio amore,
voglio pace e calore,
ma soprattutto vorrei essere migliore...
E' questa la mia più grande pretesa
davanti alla quale ancora non mi sono arresa.




Dopo un lungo periodo di silenzio, (situazione ottimale per il blog) causato da mancanza di "ispirazione", sono tornata con una mia filastrocca.... tanto mi conoscete e so che siete comprensive.
Un augurio e un abbraccio a tutte voi di un sereno Natale

AUGURI!

Il Mistero di Natale
La Luce guardò in basso
e vide le Tenebre:
“Là voglio andare”
disse la Luce.
La Pace guardò in basso
e vide la Guerra:
“Là voglio andare”
disse la Pace.
L’Amore guardò in basso
e vide l’Odio:
“Là voglio andare”
disse l’Amore.
Così apparve la Luce
e risplendette.
Così apparve la Pace
e offrì riposo.
Così apparve l’Amore
e portò vita;
questo è il mistero del Natale.
L. Hausman
Di nuovo affettuosi auguri a tutte, Corinna

N'ALTRA OLTA NADAL



Varda i prà i è bianchi
i oseleti tuti ransignadi
speta el sol
par sercar 'na baca rossa
un fruto desmentegà
da ci sa ci.

Ti caro amigo...
cossa feto tuto sto fracasso
par 'na fregola de teneressa!...

Ancò l'è giornada ca de sfroso
i ricordi i vol vegnar fora...
Serchemo de far pian
sensa scombussolamenti...
Varda l'è n'altra olta Nadal

E sì...
Gh'erimo restà propio mal
da rente al primo presepio
che emo visto!

Incantà i disea : che belo, le casete,
le lussiete,
la lavandareta,
la pastorela co la pegoreta,
e l'asinel ch'espression!...
el bambinel che meraveia!...
El ze el più bel butin de tuti...
E noialtri a sercar de vedar tra la paia ne la cuna
el butin de l'asilo ch'el m'avea ciapà la man.

Va ben, va ben...
Non stà batar cosita forte...
Varda l'è n'altra olta Nadal!... 

Che giro ghemo fato
par no farse ciapar da la malinconia
sto chi l'è el Nadal
sensa la mama
sensa diaoleti ai dei sensa rosaria

Pian pianin stì penseri
i vola come lussiole
i sluse come stele...

E... amigo mio vestemose a festa
butemose in meso ai slusighini
femo finta de gnente...

Varda l'è n'altra olta Nadal.

Francesca Natale 2011

LA GONDOLA Venezia 31 dicembre 2008



Ogni anno Beppe ed io abbiamo comprato un oggetto, un ninnolo, una palla per abbellire l’albero. Questo per quarant’anni.
Mai  un oggetto qualunque ma un addobbo  che ben rappresentasse l’anno trascorso.
L’ultimo l’abbiamo scelto durante un  soggiorno a Venezia, dopo una lunga ricerca, per ricordare una gita particolare.
Abbiamo sempre liquidato le gondole e i gondolieri veneziani come attrattive per turisti, pur nella consapevolezza della lunga storia di questa imbarcazione .
Quel pomeriggio però, sarà stata l’aria di neve che si sentiva nelle narici, sarà stata l’aria di festa intorno a noi o forse  il presentimento che poi nulla sarebbe stato come prima … mi sono messa a contrattare con l’uomo della gondola.
Prezzo per veneti e richiesta di scoprire la vera Venezia, quella più nascosta e intima , quella non affollata di turisti.
Beppe rideva e scuoteva la testa. Idea bizzarra la mia … cosa gli stavo facendo fare! Giocare ai turisti a Venezia!
Ci coprimmo con i plaid, il freddo era pungente, nonostante il sole.
Ed eccola scorrere la nostra Venezia …
… ponticelli dove a malapena la gondola riusciva a passare, con l’urlo del gondoliere per chiedere la precedenza;  piccole porte nascoste con lo stipo corroso, coperto di muschio; serrature intriganti, finestrelle da casa delle fate, antri di striosse acquatiche; ariose finestre in gotico veneziano; balconcini per leggiadre cortigiane mascherate; lillipuziani giardini misteriosi rigogliosi anche d’inverno; terrazzi aerei sui tetti dei palazzi, come nidi di trampolieri, gradini  affogati che spariscono in acqua (approdi per naviganti e amanti)  … .
Questa era la Venezia di quell’ultimo dell’anno del 2008. E noi ce la godevamo.
Ritornati vicino a Rialto cercammo a lungo un addobbo per ricordare la dolcezza di quel pomeriggio tra calli e canali .
“Una gondola, voglio un gondola per l’albero”, dissi.
Cominciò così una lunga ricerca, finita dietro piazza San Marco con l’acquisto di una gondolina di vetro soffiato.
Tornati al camper, dopo una frugale cena e un brindisi anticipato, ci preparammo per la notte e ci addormentammo subito.
 Un tichettio soffice, delicato, un tocco leggero ma continuo,  appena percettibile, ci svegliò.
“Nevica. Dai che usciamo”.
Con il piumone  sopra al pigiama ci dirigemmo verso il mare, a pochi metri dal camper.
E in quel momento successe una cosa incredibile: una enorme nave mercantile  passò accanto alla riva. Una fantastica apparizione tra il nevischio e la foschia.
Era addobbata con luci natalizie colorate e intermittenti e scivolava silenziosa, sovrastandoci.
Restammo fermi, in silenzio, emozionati come davanti ad una visione surreale.
“Sembra il passaggio del Rex”,  disse Beppe.
“Sì, Amarcord di Fellini, te lo ricordi”.
Poi rimanemmo zitti. Mancavano le parole.
Ora sull’albero, legata con un nastrino di velluto rosso, la gondola racconta questa storia e io ancora l’ascolto. E questa sera l’ho raccontata anche a voi.

Buon Natale e l'augurio di un nuovo sereno anno a tutte le Amichedipenna.

19 dic 2011

LETTURE PER GIOVEDI' 22 DICEMBRE

Carissime,
raccogliendo la proposta di Francesca, al nostro incontro augurale di giovedì; portiamo un breve racconto, o poesia, a tema natalizio,  lo condivideremo poi con i presenti
Luisa

CERCASI CASA!

Ciao a tutte,
Elisabetta, un'amica di lettura....., è in cerca di un appartamento piccolo con terrazzo o  giardino,  in zona Montorio o dintorni. Se ne avete notizia, battete un colpo, a presto, Corinna

TEATRO

Grazie per essere stati presenti ad incoraggiarci e per la bella cena in compagnia!

07 dic 2011

ANCHE QUEST'ANNO NATALE ASSIEME



Carissime donneinpuntadipenna,
vogliamo rinnovare anche quest'anno  la tradizione di farci gli auguri di Natale con una cenetta all'Arci ?
Come di consueto ci scambieremo un libro, sarà un bel momento per stare di nuovo
" tutte assieme appassionatamente "
La data proposta è il  22 dicembre alle ore 20.
Siete cortesemente pregate di dare conferma
Un abbraccio, a presto  Luisa

05 dic 2011



"Leggere con il chiaro ticchettio di un orologio:
lettura responsabile.
Leggere con tutti gli orologi fermi: lettura felice!"

(Canetti Elias)

04 dic 2011

02 dic 2011

APPUNTAMENTO

L'albero e il cielo

Un albero vaga nella pioggia,
ci passa in fretta davanti nel grigio scrosciante.
Ha un affare da sbrigare. Prende vita dalla pioggia
come un merlo in un frutteto.

Appena smette di piovere l'albero si ferma.
S'intravede dritto e fermo nelle notti chiare,
come noi in attesa dell'istante
in cui i fiocchi di neve si rovesciano nello spazio.
Tomas Transtromer

Care arcilettrici
augurandovi un buon fine settimana, vi ricordo l'appuntamento con il libro di lunedì 5 dicembre ore 20.30.  Un caro saluto, Corinna

25 nov 2011

giornata contro la violenza alla donna

Playlist - La violenza sulle Donne















Oggi molto più di un pensiero...
direi una preghiera con il cuore
una nenia di consolzione cantata sottovoce
e un urlo di ribellione alla violenza sulle donne
di tutto il mondo e di tutti i tempi...
anche perchè il dolore e le cicatrici non scompaiono mai.
Rina

23 nov 2011

I RICORDI MI VEDONO

Un mattino di giugno, troppo presto
per svegliarsi, troppo tardi per riprendere sonno.

Devo uscire nel verde gremito
di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.

Non si vedono, si fondono totalmente
con lo sfondo, camaleonti perfetti.

Così vicini che li sento respirare
benché il canto degli uccelli sia assordante.

Tomas Transtromer
poeta svedese Premio Nobel per la Letteratura 2011

14 nov 2011

SILENZIO: SI LEGGE

"....La porta è meglio chiuderla;di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: "no, non voglio vedere la televisione!" Alza la voce, se no non ti sentono:


Sto leggendo!
Non voglio essere disturbato!

(Italo Calvino, ",Se una notte d'inverno un viaggiatore")

11 nov 2011

DONNEINLETTURA
di Corinna Albolino
                                                                                                                            Leggere
                                                                                                                            perché i libri
                                                                                                                            ci rendono migliori,
                                                                                                                            più allegri e più liberi
                                                                                                                                       Corrado Augias


L’idea di un gruppo di lettura, presso alcune librerie e associazioni della città di Verona, intende rappresentare per le donne un atto di resistenza, un gesto di etica del rifiuto al degrado culturale che ci circonda. Nasce infatti dalla consapevolezza che la lettura è cibo per la mente in quanto educa l’intelligenza emotiva, arricchisce il linguaggio, insegna ad esprimersi e soprattutto dà forma al pensiero e sviluppa il senso critico. Una buona pratica intellettuale insomma per comprendere anche quello che sta succedendo alle donne, così da reagire, ribellarsi indignate a un Paese che da tempo, come bene ci ricorda la filosofa Marzano, le offende, violenta, uccide.
Più oltre la proposta muove dalla considerazione che oggi si assiste ad un venir meno di questo interesse. Le inchieste sociali dicono che si legge molto poco, nonostante le librerie abbondino di testi perché tutti scrivono e pubblicano, nonostante i rinomati festival, sebbene le biblioteche si siano trasformate in spazi accoglienti, moderni e attrezzati.
"Non ho tempo per leggere", questa frase è diventata un luogo comune nella nostra società. In una società del fare, che privilegia l’efficienza, la visibilità, l’utile immediato, questo esercizio è considerato infatti un’occupazione faticosa, che richiede attenzione, impegno, riflessione. Nell’accelerazione del quotidiano viene quindi vissuta come una perdita di tempo. Accade così che la lettura del testo, alla quale forse siamo stati educati, che forse abbiamo coltivato in un’epoca diversa della nostra esistenza, non costituisca più un nostro rifugio, un nostro interesse.
Ebbene, questa iniziativa mira proprio a risvegliare questo piacere. Perché? Semplicemente perché leggere fa bene all’anima, ci rende migliori, più consapevoli come persone. Leggere per riappropriarci di questo gusto, per riscoprire che un romanzo ci può avvincere, un saggio farci meditare, la poesia toccare in profondità. Per riscontrare che sappiamo ancora immergerci nelle storie, identificarci con i personaggi, calarci nelle loro emozioni. Perché, come dice Emily Dickinson:  
"Non c’è naviglio come un libro/ per portarci in terre lontane/ né destrieri come una pagina/ di poesia scalpitante." Tutti i libri sono infatti un viaggio verso l’ignoto. Consci inoltre che ogni narrazione ha il potere di far crescere, di trasformarci dentro. Ma non solo. La peculiarità che contraddistingue invero questi gruppi di lettura è quella della condivisione, del dialogo, del confronto. La proposta consiste perciò nel leggere individualmente un libro suggerito e poi ritrovarsi, una volta al mese, per discuterne insieme. In questi incontri avviene allora che il racconto, nel cortocircuito dei diversi linguaggi emotivi, delle differenze di pensiero, sorprendentemente si apra alle mille interpretazioni, offrendo contributi di scambio, di riflessione. Capita spesso, in queste occasioni, che il leggere sia un ri-leggere, un soffermarsi su pagine, espressioni singolari del testo, passaggi che si rivelano, alla luce della discussione, più significativi. In particolare, per noi donne, questi appuntamenti sono diventati momenti speciali per stare insieme, una piccola cura dell’anima, un’amorevole concessione strappata ad un tempo convulso, ad una quotidianità sovraccaricata da mille opache incombenze. Scandiscono finalmente quel tempo per sé importante per conoscersi, per imparare a saper scegliere. Sono l’opportunità di ripensarsi rispetto al proprio vissuto, alle battaglie in tema di emancipazione, di uguaglianza e diritti, conquiste rispetto alle quali ci troviamo oggi incredibilmente regredite. In un’Italia che festeggia i suoi 150 anni negli scandali e nelle nefandezze, in cui si è perso il senso delle istituzioni e lo spirito della legge, forse solo la cultura può soccorrerci e offrire gli strumenti per imporci come rinnovati soggetti sul teatro della storia.
La lettura, la riflessione, lo stare in colloquio, diventano allora per noi donne dispositivi necessari, indispensabili per capire, riacquisire responsabilità, per non cadere nella rassegnazione, nella sudditanza, nella strumentalizzazione di un potere ignobile. Una risposta all’indignazione morale che come ci ricorda Etty Hillesum "è la virtù del non volersi assuefare alle ingiustizie, del non diventare vittime dell’indifferenza e dell’impotenza che potrebbero giustificare così il nostro disinteresse e la nostra passività." Per essere donne che fanno della  disobbedienza la propria virtù.
Articolo pubblicato da "Verona In" nell’aprile 2011

05 nov 2011

SE VA PAR FOIE

A novembre se va par foie.
A novembre se va longo i viali abbandonà
se vaga tra panchine ude e
na piova de foie colorade

Momenti grandi de silensi
domande cucià lì in fondo a l'anema
penseri da cunar par ritrovar voci
profumi de ancò e del pasà.

A novembre se camina legeri tra foie profumà
se camina par giardini silensiosi a sercar
un ragio de sol che te fa ricordar
el sbociar de le rose del tempo andà.

Sto quà l'è el mese dei morti,
penseri, discorsi che par preghiere
vola alti nel turbinar del vento
tra foie giale come sfarfalar de ale.

A novembre quando presto scura el cel,
verso Sirmion in ritardo vola l'ultimo gabian,
nei vicoleti streti de Verona vecia
ghe poca luce, ma tanta pace.

Francesca, novembre 2011

25 ott 2011

Scrittura autogestita

Nell'incontro di venerdì 21 Ottobre le Donne presenti hanno  manifestato il desiderio di continuare anche quest'anno ad incontrarsi una volta al mese per una "seduta" autogestita di scrittura autobiografica; passata la prima esperienza,  è  emerso anche il bisogno di confrontarsi su come organizzare gli incontri.

Si è pensato perciò di ritrovarsi al Circolo ARCI,

lunedì, 7 Novembre alle ore 20.30

per concordare modalità e date dei prossimi incontri e magari  scaldare le penne con un po' di scrittura spontanea.

Chi potrà esserci?

24 ott 2011

Piccole criminali crescono

"Voglio volare"
Ride, sorride, strizza gli occhi, si accarezza con la manina le guance, le braccia e ancora passa le dita sulle ali della sfortunata farfalla per poi ripassarle sulle guance imbrattate...ma è lì tutta soddisfatta.
"Vedi nonna, se io mi metto questa polverina colorata e magica che hanno le farfalle sulle ali, poi riesco a volare anch'io!"
Oddio! Lì per lì non so cosa dire. Tra l'erba le due piccole farfalle stropicciate mi rattristano, ma penso che una sgridata non avrebbe senso...Due farfalle resteranno il prezzo di un sogno innocente.
La mia piccola e scellerata nipote mi ha fatto ricordare quando a mia volta tenendo un tenero pulcino stretto al petto, senza rendermene conto, l'ho soffocato. Anzi ricordo che proprio non capivo la confusione che ne seguì...probabilmente il pulcino semplicemente dormiva..no?
Ecco dunque un malinconico nastro rosso sangue, legare me alla mia Alice...
Piccole crudeltà ma fatte con amore.Una strana eredità tramandata di generazione in generazione...come un perverso tesoro.

Un super saluto alle ragazze frementi e smaniose di partecipare alle serate di scrittura autogestita, dunque a presto!

20 ott 2011

Ricordando il poeta

Mucchietti di fieno, la mattina presto

Mucchi di fieno
che sembrano cespugli
colore del  ferro
qua e la'
per i prati
rasi di rugiada
stecchi e fili
di erbette
arruffate stregate
diventate storte
diventate morte
diventate gonfie
diventate zuppe
diventate diventate diventate
Andrea Zanzotto

Marotei, de matina bonora

Grune de fen
che i par bar
color de fer
qua e là
pa' i pra
rasadi de rossada
stech e fii
de erbete
ingattiade strigade
deventade storte
deventade morte
deventade sgonfie
deventade stonfe
deventade deventade deventade
Andrea Zanzotto

Corinna

16 ott 2011

Avvento di donna

No!...oggi no!
Oggi voglio essere diversa da ieri...
Oggi voglio essere diversa dagli altri...

Proprio perchè vi amo
voglio essere diversa da tutti
Oggi uscirò dal calore del branco

al vento freddo della solitudine...
Ma mi vedranno fiammeggiare
da miglia di distanza

Oggi niente maschere, niente ruoli
nessun inganno
nessun giullare dell'apparenza...

perchè...oggi, proprio oggi...
comincia la mia pazzia!

di Alfredo Poli

RITROV - ARCI ULTIMISSSSSSIIIIIIIIIME...............

Ciao a tutte; facciamo il punto per l'incontro di venerdì 21 ottobre.
Alcune di noi possono essere presenti solo per la cena (ore 20.00) e il dopo cena.
Per le ore 18.00 ho, al momento, pochissime adesioni; è forse meglio trovarci alle 20.00?
Sarebbe utile cont-Arci per meglio organizz-Arci.
Forse qualcuna è interessata all'incontro sotto specificato? Ci potrebbe, come tempi, stare.
Un abbraccio
Giovanna

Gianrico Carofiglio è alla FNAC venerdì 21 ottobre ore 18, presenta il suo ultimo romanzo “Il silenzio dell’onda” (Rizzoli). Bacio, Corinna



p.s.
vi regalo una bellissima poesia di un amico poeta Alfredo Poli
(nel mese di dicembre presenterà al circolo ArciMontorio il suo secondo libro di poesie).

11 ott 2011

Poesia

Esistono parole che costeggiano
il pensiero e lo attraversano
dolcemente oblique come lacrime.
Come ospiti dimenticati si aggirano
segrete per le stanze,
ogni cosa toccando.
Il loro andare sembra l'offerta lenta
di un frutto della terra.
Valerio Magrelli

Parole...immagini...pensieri che vagano, Corinna

09 ott 2011

Aggiornamento

Care tutte,
dopo un'estate per me un po' faticosa, raccolgo molto volentieri l'invito di Giovanna per un aperitivo. Una buona occasione per rivederci, conversare un po' e...... verificare qualche nuova proposta da condividere.  Bacio, Corinna

03 ott 2011

Filosofia

Care tutte,
vi segnalo il 1° appuntamenro del Seminario di Diotima di venerdì 7 ottobre-ore 17.20- Aula T4 della Facoltà di Lettere e Filosofia. Interverranno le filosofe Laura Zamboni e Luisa Muraro.

Tema: 'Cambiano le donne, cambia il mondo'.

A presto, Corinna

21 set 2011

ESTATE

"Vi serve un po' d'estate?
La nostra è assai gustosa! Spezie?
Noi le vendiamo!
Siete malati?
Abbiamo bacche contro l'arsura!
Siete stanchi?
In tal caso, piume per riposare!
Perplessi?
Estensioni di tranquille violette!
Prigionieri?
Il sollievo delle rose per voi!
Fiacchi?
Bottiglie d'aria!........
(Emily Dickinson)


Un abbraccio a tutte ed un arrivederci a presto  Luisa








19 set 2011

Duro colpo al nostro immaginario

Cara Adriana, grazie per le foto pubblicate, anche se è un duro colpo al nostro immaginario
di agili e snelle silfidi...
Ebbene,  si, amiamo la buona tavola, il buon cibo, la convivialità, la vita !

14 set 2011

Duccio Demetrio

Ancora ciao,
per chi fosse interessata, avverto che sabato 24 settembre ore 17, presso l'Auditorium del Conservatorio, ci sarà Duccio Demetrio, all'interno delle iniziative del Tocatì. Corinna 

Filosofando

Ciao a tutte, come state?Trascorsa una buona estate?
Nel caso aveste ancora un po' di tempo per voi, vi segnalo il programma del Festivalfilosofia che si terrà prossimamente a Modena Carpi Sassuolo. Potete reperire tutto su Google.
La tematica affrontata quest'anno riguarda la 'Natura' e a parlarne con competenza saranno filosofi, scienziati, sociologi, architetti, ma anche fotografi, artisti.....tutti contributi molto interessanti, conditi anche da gustose pause culinarie. Come sottolinea l'inserto del Sole di domenica scorsa, "voci, suoni, cibi e visioni per pensare con tutti i sensi".
Sfogliando gli eventi troverete anche nomi ricorrenti nelle nostre conversazioni filosofiche.
Un abbraccio, Corinna

07 set 2011

A BETTY E LUISA

Grazie care amiche per l'elegante, ottima e generosa cena.
E' stato davvero molto bello ritrovarci così numerose .
Ogni volta che ci incontriamo, accade il miracolo dello "stare
bene INSIEME " , e questo si sente . Peccato per le assenti,
giustificate sul nostro blog. Ci saranno altre occasioni perché
un filo molto forte ci unisce.
Ve ne sono grata e vi abbraccio tutte forte, forte

30 ago 2011

PIC NIC




Luisa e Betty sono liete di invitarvi per martedì 6 settembre verso le ore 18, ad un pic nic di fine estate nel parco di villa Guerrina.
Sarebbe bello ritrovarci numerose, perciò telefonateci o mettete un commento.
Sono gradite collaborazioni culinarie di qualsiasi tipo.
Un abbraccio a tutte voi, Betty e Luisa

Altra proposta 
Che ne pensate se anticipassimo il pic nic all'ora di pranzo? Villa Guerrina chiude alle 22, mentre se ci trovassimo nella tarda mattinata potremmo stare più tempo insieme e godere (speriamo) di questi ultimi tepori.
Nell'attesa di vostre risposte, vi riabbracciamo




Decisione finale
Vi aspettiamo verso le ore 18... sperando solo che il bel tempo sia dalla nostra!!!!!





25 ago 2011

Due righe a tutte le amiche



Volo de foie

L' avea rugolà par tuta la giornada
epo de boto l'era scòpià.

Un temporal tremendo
coi toni che fasea tremar tuta la tera
le site le s-ciàrava el cel scuro da le nuvole,
parea note.

A scominsià a supiar un vento forte,
le folade le fasea cuciar i cipressi e i pini tuti,
mentre Castel San Piero el resistea forte,
la scombussolà i albari visin all'Adese
tute le foie le volava de qua e de là,
non le podea restar, le dovea andar.

Mi soto sto pontesel, streta tra mi e mi
guardo ste foie, che prima ciapà dal mulinel
le turbolava alte e adesso iè
par tera, incantonà, strapasà e strache...
lontan da le so sorele...
lontan da le so raise

E mi che de mio in fondo me sentoun po' migrante
mi che gho visto comparir e scomparir pian pian le stagioni
un pochrtin me se strenze el cor.

E par mandar via sta malinconia gò respirà st'aria bona e
fina, gò alsà i oci par mirar l'arco colorà
che sora de mi savea formà.
L'era tuto illuminado l'era tuto imbrillantà.

Me ven in mente quando da picinina, meraveià, guardavo
e ringrasiavo par sti regali che dal cel iera rivà...

Con la foia verda ghe fo na cotolina
con quela granda ghe fo na barchetina e ghe meto insima
na formighina...

Francesca    agosto 2011



16 ago 2011

PLENILUNIO E FIOR DI LOTO DELLE GRAZIE.

Carissime amiche festaiole e goderecce, sono tornata sul luogo del delitto.

Il 13 Agosto ho fatto il percorso con il battello tra Mincio e Lago di Mantova.
Ho raccolto per voi i fior di loto e  catturato la LUNA PIENA.



Buone Vacanze!!!!

03 ago 2011

ACQUA E GOCCE DI POESIA

Carissime,

I Liberi Lettori (di cui faccio parte) tengono un reading sabato 6 agosto alle ore 18.30
alla festa democratica del PD di Quinzano (vicinanze piscina Santini).
Se siete in città e disponibili, vi aspetto.
Un abbraccio. Corinna

 

02 ago 2011

letture

Mi piace segnalare alcuni libri che mi hanno tenuto compagnia in questo periodo:
"L'eredità di Eszter" di Sandor Marai (1900 - 1989) scrittore e giornalista ungherese.
"Un filo d'olio" di Simonetta Agnello Hornby.
"Il linguaggio segreto dei fiori" di Vanessa Diffembaugh.
"Il gioco degli specchi" di Andrea Camilleri.
Buona lettura a tutte e buone vacanze. Venanzia
 

01 ago 2011

Ritornata!

Ciao a tutte,
tornata dalle vacanze, sono felice di ritrovarvi attive sul blog.
Ho seguito la vostra performance di recitazione attraverso le belle fotografie ed i testi allegati e mi pare sia risultata proprio carina. Per chi di voi in agosto fosse in città e per caso passasse per piazzetta Pescheria, un caffè e quattro ciacole sono sempre gradite. Un abbraccio, corinna 

30 lug 2011

A SENTIRE NUNZIA

Giovedì 4 agosto andiamo a sentire Nunzia nel chiostro di S. Maria in Organo, ingresso accanto alla chiesa (a sx).
Chi vuole aggiungersi? 
Marisa Anita e Paola

21 lug 2011

PER IVANO: UN COMPAGNO DI VIAGGIO CHE CI HA LASCIATO

13/set/2010
Acqua
EAU TU N'AS NI GOUT NI COULEUR NI AROME;
ON NE PEUT PAS TE DEFINIR,
ON TE GOUTE SANS TE CONNAITRE.


Acqua tu non hai sapore, colore, aroma;
Non puoi essere definita,
Ti gustiamo senza conoscerti.

(Saint Exupéry)
ore 17:02 1 commenti Link a questo post

16 lug 2011

La " Pina Cica-Spua"



 
Quand’ ero piccola, nell’immediato dopo guerra, arrivava nella nostra casa una strana figura; la Pina, che tutti chiamavano“Pina Cica-Spùa”molto diversa da tutte le altre donne che conoscevo.
Curioso il suo modo di vestire; indossava vecchie palandrane sopra pantaloni larghi e sdruciti, che allora portavano solo gli uomini; in testa aveva sempre un basco di panno blu, sia d’inverno che d’estate, dal quale spuntavano cortissimi capelli pepe-sale.
Era magra, il viso scuro, pieno di rughe e due occhietti furbi e neri come punte di spilli.
Teneva stretta fra le labbra, all’angolo della bocca, sempre una cicca di sigaretta, che sputava solo quando si scottava; da qui“Pina Cica-Spùa”
La Pina era seria e non dava confidenza, mai. Credo vivesse sola.
Si guadagnava da vivere catturando le rane nei fossi di notte con una lampada a carburo. Si, proprio le rane che, nella bassa dove abitavo, erano assai diffuse e si mangiavano fritte e nel risotto.
La Pina cacciava le rane di notte e da sola, non aveva paura di niente, nonostante che allora, il buio fosse molto fitto, e ne prendeva sempre tantissime perché era brava e conosceva il suo mestiere.
Quindi, le infilzava ancora vive, una per una, in fili di ferro di varie misure; un filo più lungo con tre dozzine di rane, diventava una cintura, un filo con due dozzine, diventava una collana, con meno, una corona attorno alla testa.
Siccome di rane ne catturava parecchie, di fili ne faceva molti; poi, tutti questi fili pieni di rane vive e saltellanti se li metteva addosso e andava ad offrirli alle famiglie.
Non ho mai dimenticato l’impressione che provavo quando appariva a casa nostra tutta ricoperta di rane dalla testa alla cinta, che, ancora vive, si muovevano tutte.
Mamma comprava sempre due “cinture” di rane, essendo la nostra una famiglia numerosa e le faceva fritte. Le pagava con uova di gallina che allora erano considerate denaro contante.
Io, appiccicata alla gonna di mamma, restavo incantata a guardare la Pina Cica-Spùa, immaginavo fosse una “Stria”e, provavo si paura, ma altrettanta ammirazione; trovavo che era una creatura fantastica e molto coraggiosa.
Lucia

13 lug 2011

PAPAVERI E PAPERE a Casetta Maritati

La serata ha avuto uno svolgimento molto tranquillo e festoso.
I nostri fans ci hanno applaudito, noi siamo felici delle nostre
"performance". Potrete verificarlo dalle nostre foto. Grazie alla
accurata preparazione di Luisa, a Thea e a Ulisse e la sua musica.
Ferragosto e festa dell’Assunzione.
Avevo 7 anni, mia sorella 4. Mia madre propose e dispose per una visita al Santuario della Madonna della Grazie a Mantova.
C’era e c’è tutt’ora una fiera legata alla festa Patronale.
Il tragitto fu molto movimentato, bicicletta, treno e autobus. Oggi diremmo un tour completo.
Le strade non erano tutte asfaltate, qualche tratto era polveroso.
Entrambe con il vestitino della Domenica e il cappellino di paglina bianca. Anche mamma e papà erano eleganti.
Salimmo sulla loro bicicletta fino alla stazione, io seduta sulla canna e mia sorella in piedi come una vedetta, sul legnetto che si introduceva nelle bici da donna.
Alla stazione mi parve di sognare. Quante cose scoprii per la prima volta!!!
In treno la mia emozione crebbe, i sedili erano di legno, il treno faceva ciuf ciuf. Io osservavo le persone sole senza la mamma e mi chiedevo se loro sapessero dove andare?
L’autobus fu l’ultimo mezzo che ci avvicinò al Santuario.
Attraversammo il piazzale tra ambulanti urlanti e sudati per il caldo.
In chiesa la folla era impenetrabile.
Noi due sorelle restammo immobili e sorprese ad osservare questo andirivieni di gente molto più grande di noi, mentre i miei si confessarono per poi comunicarsi.
Dopo la messa, la famigliola si ricompose.
In Chiesa ci fecero osservare il grande coccodrillo imbalsamato appeso al soffitto.
La sua cattura, nel lago Superiore, che è attiguo alla Chiesa, fu un miracolo!! Pare stesse addentando una donna. Tutt’ora è un richiamo turistico!!
Il lago sfoggiava una sorprendente e spettacolare fioritura di fior di loto. Anche qui altri ambulanti, ma di ristorazione.
Dopo il digiuno, un bel panino con il salame o la salsiccia, fu l’ideale.
Girammo un po’, mangiammo e la mamma sempre propositiva,
disse: venite che ci facciamo una fotografia per ricordo!!!
Tutti e 4 in posa, davanti al treppiedi.
Il fotografo vi spari dietro, seguito da una polvere bianca pochi secondi dopo. Tornammo a ritirare le foto nel pomeriggio!!
Riprendemmo il movimentato viaggio di ritorno a casa felici, benedetti e fotografati!! Ornella

GINO BARTALI
Era una domenica pomeriggio di fine settembre del 1958.
Giungendo al bar dello zio, notai subito una grande eccitazione fra gli abituè del bar. Chi giocava a carte, chi a bigliardo, chi partecipava guardando pigramente.
Nel suo grembiule colorato zia Gemma portava le ordinazioni, contenta
Notai che i giocatori, a turno e di gran fretta, lasciavano il loro gioco, andavano alla porta, scrutavano fuori e ritornavano al loro posto.
Quando arrivai fui accolta con gioia da tutti e subito mi proposero, in cambio di un gelato, di rimanere fuori dalla porta a vetri a guardare la strada, chiedendomi di avvisarli subito appena vedevo qualcuno in fondo alla via.
Sul Lungadige Re Teodorico le ore scorrevano lente e uguali una dopo l’altra ma ugualmente intense. Guardavo i Tigli che avevano perso il profumo di maggio e le chiome verdi già indoravano un po’ nel sole del primo pomeriggio. Preludio di autunno imminente.
Aspettavo saltellando sul marciapiedi, guardando l’Adige che verde, scorreva allegro da Ponte Pietra a Ponte Nuovo e assaporando golosamente l’ennesimo ricoperto “Montanina” che mi avevano regalato.
Da vedetta attenta e accorta a sei anni, quella domenica, mi guadagnai più gelati.
Improvvisamente vidi un gruppetto compatto di ciclisti in fondo alla via che si avvicinava in volata pedalando velocissimi, a testa bassa.
Gridai: “ Arrivano ……. arrivano ……. !!!”.
Tutti gli avventori del bar lasciarono carte e bigliardo e corsero fuori.
I ciclisti si erano fermati proprio davanti al bar dello zio. Tra loro c’era un uomo avanti negli anni a cui tutti dimostravano immenso affetto:
Chi applaudiva, chi gli stringeva la mano, chi gli offriva da bere, era circondato da tutti e amato. Sorrideva.
Si fermò una decina di minuti davanti al bar, Poi ripartì assieme al gruppo.
Uno degli appassionati mi regalò una fotografia in bianco e nero formato cartolina con l’immagine di Gino Bartali ridente,immortalato nel momento della vittoria del 1948 al Tour de France, dicendomi: ecco ti sei meritata la foto di un grande campione ma, soprattutto di un grande uomo”.
In quel momento non capii quelle parole, ma dopo, negli anni, il senso di quella frase che con tanta emozione aveva trovato posto in un cantuccio del mio cuore mi fu chiara. Francesca 2011


I GIOCHI DELLA MEMORIA
Penso e ripenso, sorrido e mi perdo, nell'allegria di allora.
Che magia quei cortili, che scenari immensi avevamo da costruire,
calpestare, conquistare.
La "corte" era la regina dei nostri giochi la dea bendata
che accompagnava, dispanava, inventava, le nostre giornate.
Quanti ricordi sereni e un pò di nostalgia per quel tempo che fu.
Che grande vuoto per i nostri figli non avere lo spazio, il tempo,
l'opportunità di vivere quelle stupende avventure.
Tra i tanti bellissimi giochi che riaffiorano, (la peta, el pindolo, le figurine, el sciopeto con le camaradarie, le pirole, el campanon, la soga ect.),
un posto particolare nella valigia dei miei ricordi è riservato ai giochi chesi facevano nel periodo di carnevale, e solo allora, durante gli anni delle scuole elementari presso le suore Campostrini di Montorio.
Erano giochi speciali, che si ammantavano ai miei occhi di bambina,
di una coltre magica.
Consistevano in un torneo che si svolgeva nel grande (allora) cortile della scuola; noi bambini ci dovevamo cimentare con delle prove di equilibrio,
velocità, concentrazione, agilità.
Il poter accedere al grande cortile anche noi bambine, era già un fatto eccezionale: normalmente lo spazio era prerogativa per i giochi maschili,
noi dovevamo limitare la nostra esuberanza e fare solo giochi consoni a
delle "brave" bambine.
Si faceva la corsa con i sacchi, il percorso con il cucchiaio tra i denti e la biglia sopra, la corsa con la candela accesa, ma soprattutto si faceva
la corsa a tre gambe.
Il gioco consisteva in una corsa tra piu' coppie, dove la mia gamba destra era legata con la gamba sinistra della mia compagna, Carla.
Era senza dubbio il mio gioco preferito, agognato per un intero anno, dove
riuscivo sempre a vincere, trainata dalla mole di Carla che mi sovrastava letteralmente, ma con la quale ero in perfetta sincronia.
L'ambito premio di questi giochi erano dei dolci particolari chiamati in dialetto "favette o castagnole"e che per tanto tempo ho idealizzato in modo assurdo, perchè solo in quella occasione le mangiavo.
Quando un pò di anni piu' tardi (prima non ne aveva il tempo) mia mamma
le ha cucinate, è stata una sorpresa e una delusione; di sicuro è stata la fine di un "mito".
Forse se chiudo gli occhi, sento ancora il sapore dolce di quei bei tempi andati ma che fortuna averli, anche, gustati. Giovanna

Nonna Angela

Si può dire che ho vissuto con lei,ho dormito con lei ,andavo dappertutto con lei.
Nonna Angela,aveva i capelli gialli,ma non erano biondi.Ne aveva pochi e tutti tirati all’indietro.Aveva la crocchia fermata da forcine.
Non era alta e sembrava grassoccia anche perché aveva tanti indumenti addosso compreso il grembiule.
Quando parlava era tutto un lamento.La vita era stata dura per lei.
Quando il nonno morì lei fu totalmente a carico del mio papà,
Non percepiva nessuna pensione e spesso mi diceva:
seto Silvana l’è dura no averghe gnanca diese franchi par torme le mente
Invece le “mente”me le faceva trovare sempre,quelle bianche ,tonde e grandi.
Mi sembra di vederle ancora, sparpagliate senza la carta nel cassetto del comodino quando andavo a dormire con lei.
Un bel ricordo è anche Quando scrivevo per lei.
Nonna Angela era analfabeta,però la sua firma la sapeva fare e anche i numeri conosceva.
Scrivevo a sua sorella che abitava a Marano di Valpolicella, ma a quei tempi senza mezzi era come se abitasse in un altro Stato.
Lei era brava a dettare e sapeva cosa dire e io ero la sua piccola scrivana.
Finita la lettera mi faceva girare il foglio tutto intorno e riempivo gli spazi rimasti in bianco.
Si commuoveva sempre:”Salutami tutti anche le strette nipotine e quando vengo a trovarvi fatemi il caffè;quello buono non quello di cicoria”
Una volta l’ho vista allegra ed è stato quando l’ECA,un ente benefico le elargì dei soldi, erano poche migliaia di lire, ma per lei era un riconoscimento.Ho sentito la nonna cantare e ora posso dire che anche i soldi danno felicità. Silvana

LA BALLERINA
Talvolta, nella tarda mattina, accompagnavo il papà al bar vicino a casa.
Di solito il premio per una giornata da brava bambina era una spuma dalla tinta vivace, di colore arancio finto.
Solo in casi eccezionali, come la promozione, Natale o S. Lucia, la spuma era accompagnata da un boero incartato con una scoppiettante carta stagnola rossa. Conservavo a lungo e con cura la stagnola nel quaderno di scuola, come un tesoro prezioso e raro e affrontavo il boero succhiandolo con gusto, attenta

a non perdere neanche una goccia del liquore zuccherino e denso che copriva la ciliegia.
Avevo sei anni, ero alta, esile e sognavo di fare la ballerina.
Al bar del Memo, sotto gli sguardi compiacenti dei pochi avventori e lo sguardo orgoglioso del mio papà, si ripeteva ogni volta lo stesso rituale:
Memo chiedeva: “Dime qua bela, cossa vuto far da grande?”
Io rispondevo, con un sorriso nell’anima e con gli occhi scintillanti:

“La ballerina”.
E il Memo: “Ma va' dai … Sìto almànco bona de balàr?”.
E io, che apposta mi ero messa le pantofole morbide di feltro, mi alzavo sulle punte, allungandomi verso l’alto e librandomi verso futuri quanto improbabili successi di palcoscenico.
Poi i passaggi degli aerei nel cielo, con lunghe scie bianche che rigavano la valle da est a ovest si fecero più frequenti ed io, seguendo nuovi sogni e nuove aspirazioni, cominciai a dirottare le mie attenzioni verso nuovi obiettivi.
Fare l'hostes doveva essere proprio un bel mestiere ...! MARISA


PICCOLI RICORDI

Spesso a primavera i passeri facevano il nido sotto le tegole del tetto della nostra casa e capitava che qualche piccolo implume cadesse, lo sentivamo pigolare debolmente e andavamo a cercarlo per soccorrerlo.
Erano passerotti sparuti con un becco sproporzionato e sempre aperto in attesa di cibo.
Papà li raccoglieva da terra con una delicatezza che contrastava con la figura alta ,poderosa, li sollevava con dolcezza a volte accostandoli alla guancia, a mo di carezza, quasi a consolarli e chiamava noi bambini per aiutarlo a soccorrerli .
Allora preparavamo una scatola con del cotone, per cercare di ricreare il nido perduto, papà prendeva un po' di mollica e ridotta in briciole la metteva in un piattino con del latte e con pazienza infinita, usando uno stuzzicadenti, cercava di nutrirli; i primi tentativi non avevano un gran successo, ed io e Franco temevamo di non riuscire a farli mangiare e che morissero.
Ma qualche volta le nostre cure venivano premiate e piano piano quei passerotti si irrobustivano e dovevamo mettere un coperchio, con i buchi, alla scatola per paura che tentassero di volare via ancora troppo deboli per sopravvivere.
Quando finalmente ci sembravano pronti, papà li portava in cortile e quasi li lanciava verso il cielo aiutandoli così a spiccare il volo, noi bambini seguivamo, tutta l'operazione trattenendo il respiro, battendo poi le mani, felici, nel vederli volare.   LUISA

sarebbe bello pubblicare i testi che abbiamo letto. Se me li inviate, li aggiungo sotto ogni foto.