BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



21 dic 2010

Pantelleria

L’isola delle sorprese
A prima vista ci appare come un’isola aspra, selvaggia: le sue coste frastagliate a picco sul mare con le rocce nere, niente spiagge e scarsi accessi al mare.
Si susseguono muretti a secco fitti fitti di pietra lavica che contengono modesti appezzamenti di terra scura e secca dove crescono viti molto basse e bassi ulivi senza fusto con i rami adagiati a terra e carichi di olive piegati dai venti che spesso sferzano l’isola
Le piante di cappero, fiore all’occhiello di quest’isola, resistono e sono un po’ dappertutto.
Ci lasciamo subito accecare dai colori del cielo, dell’acqua e delle pietre. Il mare è ciò che prioritariamente ci interessa e, se pur difficilissimo da raggiungere, esploriamo e conquistiamo quei pochi spazi dove poter godere di acqua e sole.
Le sorprese che quest’isola ci riserva arrivano a poco a poco quando curiosando qua e là decidiamo di staccarci dalla costa e salire per esplorare l’interno dell’isola.
Ci addentriamo percorrendo strade strette, a volte sterrate, saliamo, attraversiamo contrade e piccoli paesi, e scopriamo piane, avvallamenti, dolci pendii e qui, dove il vento è meno battente, è tutto un vigneto. Distesi, adagiati sul terreno filari di vigne, ulivi, capperi. e qua e là piante di agrumi.
Ci inerpichiamo fino alla sommità della montagna grande e la scopriamo ricca e folta di vegetazione, nonostante il vento furioso che con la sua violenza sembra voler frustare ogni albero.

Un’autentica sorpresa e una gradevole scoperta, una delizia per gli occhi, per l’anima e per il corpo è stato per me “il giardino”. Viene attualmente chiamato giardino pantesco ma il suo vero nome è giardino arabo in quanto, come i dammusi a cui è annesso, è una costruzione di sicura origine araba.
I dammusi antichi, o comunque costruiti nel tempo rispettando la tradizione, hanno a lato un giardino rotondo cinto da alte mura di pietra lavica, di varie dimensioni.
Originariamente il giardino serviva a racchiudere e proteggere dai venti un albero di limoni che, così protetto, poteva crescere dritto e donare i suoi frutti. Questa era la sua originaria funzione, oggi, pur contenendo al suo interno una pianta di agrumi, non è più così: può essere un fresco riparo alla calura estiva, o semplicemente una parte di arredo del giardino della casa, chi lo possiede lo attrezza a modo suo.

Anche noi abbiamo avuto il nostro giardino! Vi si accedeva direttamente dal dammuso. Sicuramente antico ed autentico. Arredato con panche e cuscini che correvano tutto intorno al muro e al centro un tavolo in pietra la cui forma si adattava ai rami della pianta di agrume.
Un luogo fresco, ma soprattutto un luogo magico dove stare con se stessi, dove puoi pensare, meditare, dove puoi scrivere. Un luogo che ispira, che incanta.



sensazione


questo muro circolare di antica pietra lavica

ti avvolge,

ti protegge,

ti abbraccia,

ti tiene stretta con te stessa,

ti invita ad abbracciarti,

ti aiuta ad essere tutta intera ed interamente unica.



Venanzia settembre 2010

3 commenti:

Anonimo ha detto...

scusate se è tornato sul blog, non doveva! Ci sono stati dei problemi tecnici. venanzia

In punta di penna ha detto...

Un pò di sole e di mare dopo il freddo fa piacere, non preoccuparti; si rilegge volentieri. Buon Natale Marisa

Anonimo ha detto...

é vero un pò di mare a dicembre fa calore Silvana