BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 mar 2010

grazie per la vostra vicinanza, per il momento non riesco a dirvi altro
grazie, venanzia

29 mar 2010

PER VENANZIA

Noi tutte, donneinpuntadipenna, siamo con affetto vicine a Venanzia, al suo indicibile dolore per la perdita di Lele. Dove le parole rimangono mute, le giunga il nostro forte abbraccio.

27 mar 2010

I FIGLI

Parole e Musica di Jacques Brel,
nell'interpretazione di Duilio Del Prete


Figli borghesi o figli illustri,
Tutti i bambini sono come i vostri.
Figli di niente o figli di eroi,
Tutti i bambini sono come i tuoi.
Lo stesso sorriso, gli stessi pianti,
Gli stessi sgomenti e gli stessi incanti.
Figli di niente o figli di eroi,
Tutti i bambini sono come i tuoi.

Soltanto poi avviene che…

Ma, figli del grano o figli d'alloro
Tutti i bambini hanno un impero.
Sotto archi d'oro e tetti di strame,
Tutti i bambini hanno un reame,
Un filo d'onda, un fior del mattino,
Un passerino uguale a loro.
Figli del grano o figli d'alloro,
Tutti i bambini hanno un impero.

Soltanto poi avviene che…

Ma, figli dei tuoi figli o figli stranieri,
Tutti i bimbi sono incantatori.
Figli d'amore o d'amore pagati,
Tutti i bambini sono poeti.
Sono Re Magi e sono pastori,
Hanno negli occhi il volo dei cuori.
Figli dei tuoi figli o figli stranieri,
Tutti i bimbi sono incantatori.

Soltanto poi avviene che…

Ma, figli borghesi o figli illustri,
Tutti i bambini sono come i vostri.
Figli di niente o figli d'eroi,
Tutti i bambini sono come i tuoi.
Lo stesso sorriso, gli stessi pianti,
Gli stessi sgomenti e gli stessi incanti.
Figli di niente o figli di eroi,
Tutti i bambini sono come i tuoi…


Spesso le cose non sono come appaiono ... Straordinario Magritte

Buona giornata a tutte voi

24 mar 2010

MERIGGIO



Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, fruscìi di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia,
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cozzi aguzzi di bottiglia.

Da "Ossi di seppia" di Eugenio Montale

Quando le parole desuete sono davvero poesia ...

C'è nell'intimità degli uomini un confine




C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
Le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.

Anche l’amicizia qui è impotente,
e gli anni pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.

Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

Anna Achmatova

AFORISMI FILOSOFICI

SOCRATE:

"La vita senza ricerca non è degna di essere vissuta"

"Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza"

"La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere"

"Se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che commetterla"



Corinna

22 mar 2010

Il diario

Il diario è un’esigenza, è il bisogno di parlare con se stessi, di chiarire delle cose che fatichiamo a capire; la parola scritta ha questa capacità di chiarificazione; è come una mappa per orientarci, per capire dove siamo e a quale distanza ci troviamo da altri luoghi che ci stanno a cuore; ci dà insomma delle coordinate utili per navigare nella vita.
Il diario è anche la mappa del rapporto con noi stessi.
… scrvere di sé … è la materia che tutti conosciamo meglio e il diario è la prima forma di autobiografia.
Dacia Maraini


“Il diario serve a tenermi dritta, ad abbassarmi, a raddrizzarmi, a farmi ridere, a farmi piangere, a farmi ricordare, a proiettarmi verso il futuro e a farmi pensare, a sfogarmi, a concentrarmi, a tirarmi su, a disperdermi, a fare il punto, ad analizzarmi, ad andare alla deriva, a sognare, a rimuginare, a innovare, ad abbandonarmi al piacere della scrittura, a volte, quando sgorga perfetta dal mio cervello. Il diario mi serve a parlare degli altri, raramente, o anche di altri molto vicini che conosco come le mie tasche, a trovare una sembianza di continuità dentro la mia vita, a ritrovare la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia giovinezza , a farmi credere ad una unitarietà fittizia della mia vita. Il diario può essere la mia madeleine proustiana?”
Anonima. “La faute à Rousseau” n. 3 giugno 1993 (rivista che si occupa di diaristica e autobiografia francese). L’anonima diarista francese ha scritto le sue emozioni relativamente al senso che attribuisce al diario. (riportato da D. Demetrio durante una sua lezione.)
venanzia

21 mar 2010

E' incinta la luna

E' incinta la luna.
Sconvolte ne mormorano le stelle.
Incurante del pettegolezzo,
lei si culla beata nelle sue fasi.
Partorirà speranza,
luce ed energia per le messi,
nuova vita per un cielo stanco,
affaticato dai pesi che salgono dalla terra.
Fecondando progetti e corpi,
segnerà destini la nuova creatura.

Ilaria Magrinelli

"NOZZE DESUETE"




Scriveva Luisa che con le parole desuete ci vado a nozze, ispirata da ciò scrissi

La casta fanciulla giunse all'altare
come tremula foglia frale.
Innanzi allo sposo cagionò mancamento,
ma si riebbe ognor in tempo
per pronunciare il tanto decantato SI.
Quando s'avvide che il suo siffatto
destino era compiuto,
si riebbe improvvisa dall'emozione
e colta da tremore, terrore
ed improvvisa follia,
raccolse il lungo strascico e fuggì via.
Tra un brusio generale ed inusuale
corse verso la libertà
spalancando rapida il grande portale.
Grani di riso le piovvero addosso,
ma allorché gli ospiti si accorsero
che la sposa era senza lo sposo,
si bloccaron di sasso in quel gesto gioioso.
"Io perduta oramai corro ove il core mi conduce
e che la fortuna m'arrida
perché questa è una gran sfida,
ma io amo Alvise che verso l'America s'invola,
mi attende sul molo, corro volooo!
A voi la preghiera poiché possiate consolare
il dolente marito mio...
E con ciò vi dico addio."

PRIMAVERA




Primo giorno di primavera,solo sul calendario,sembrava novembre!
Vi voglio regalare un piccolo ricordo di primavere-vere di taaanti anni fa.
Buona primavera a tutte, a domani.
.....................................................................................

C'era un grande mandorlo di fronte alla mia casa, proprio davanti alla finestra della mia camera,
a primavera era uno spettacolo maestoso quando al mattino la mamma spalancava le imposte e nel darmi un bacio e il suo “Buongiorno per tutto il giorno” mi diceva:”Guarda pare che si sia posata la neve solo su quell'albero, solo sul mandorlo, sembra un quadro!” In realtà i fiori avevano il cuore di un rosa tenerissimo, ma dal mio letto vedevo una splendida nuvola bianca.
E sembrava proprio una nevicata quando, un vento leggero scuotendo i rami faceva volare quei minuscoli petali, leggeri e candidi come fiocchi di neve.
Frammenti di memorie, piccole, tenerissime, come il ricordo della voce, forte e dolce, di papà, che mi svegliava, nelle domeniche di primavera, con una vecchissima canzone .
“E' primavera svegliatevi bambine, alle cascine messer aprile fa il rubacuor......”

E quella “c” aspirata mi è rimasta nel cuore.

POESIA DELLA NOTTE


LA NOTTE A OCCIDENTE

Piano la luce si ritira
a occidente
e forma un angolo chiaro
contro la notte che scalcia

così ti addormenti a volte
preso nella stessa distanza
e il tuo corpo è
l'angolo acuto di
cui sento la schiena.

Elena Petrassi

18 mar 2010


siete incredibili! Basta perdervi di vista qualche giorno e si rischia di perdere pagine e pagine di riflessioni!

Un abbraccio a tutte!

Susanna

17 mar 2010

AD EMMA, DILETTA FANCIULLA ( giochiamo ancora con le parole desuete)



Mi molce, diletta fanciulla,
veder le tue gote velate di lacrime.
Codesto dispiacere quale origine può avere?
La tua leggiadria, tipica dell'infanzia
s'ammanta d'un velo
ed io mi sento così prostrata.
Si desta repentino in me un barlume...
Sono intenta a sminuzzar cipolle
e tu appresso ad esse, molto appresso, ti trovi.
Così piangi lacrime d'artificio.
Tenera infante,
il mio cuore è in tripudio
avendo or ora capito la palese origine
della tua commozione.
Posso stringerti tra le braccia
in un anelito di rinnovata, amorevole gaiezza.

Somma di parole desuete a titolo VANITA'

A cagione di un
capriccioso vezzo
ella s’attardò
alla fermata del tranwai
Cicicici
Celiando garrula
a guisa d’una passerotta
Acerba e implume
Cicicici
Passaron l’ore, a letto le donzelle .
Si ritrovò sola ad ascoltar se stessa
e con unico lume
la luce della luna
Testimoni ormai solo le stelle
Epperò ella
Cicicici
Dava mostranza di
pratiche ottuse
di insistenti vanità
anche davanti alle finestre chiuse.
Eziandio
Fatemi giacere
Or debbo riposar
Le stanche membra
Non son più giovin come sembra
E il mio destino è l’ombra
Non insistete, signora mia
non vi attardate
O vi bombardo ancora
Con parole desuete.

16 mar 2010

CHI SONO?





L'ultima cosa che mi viene in mente guardandomi allo specchio è di baciare la mia immagine!
Spesso mi faccio (ancora adesso) boccacce, in ogni caso quella me stessa, che mi rimanda lo specchio non è quasi mai in sintonia con l'altra, quella nascosta, quella delle incertezze, quella confusa da una parola dura, quella che si sente sospesa in un altro tempo.
Mi guardo e mi chiedo, ma chi sei?
Non è solo per la rete sottile di rughe, cifra dei miei anni, non è per quella piega, un po' amara, che hanno preso le mie labbra; chi sei?
Sono forse gli occhi, che pur celando disillusioni, dolore e qualche sconfitta, trattengono quell'espressione indecisa, che cerca conferme, approvazione e mi rammentano lo sguardo dei vent'anni .
Sarà perché il cuore, seppur maltrattato e ferito, conserva ancora certi stupori e palpiti confusi, certe attese che emozionano, certi pensieri leggeri come piume; sarà che aspetta ancora un domani luminoso..
Perciò lo specchio, sfacciato e indifferente, riflette una me stessa che non riconosco e mentre scopro un nuovo segno agli angoli della bocca, o attorno agli occhi mi chiedo, ma chi sei tu?
Dov'è finita quella ragazzina? Dove si sono perduti tutti quegli anni?
A cosa sono serviti, se ancora non sei padrona delle tue emozioni?
Ma, senza esagerare, senza esternazioni, in fondo amo quest'età, ricca, che mi regala stimolanti eventi, quest'età matura, che mi fa apprezzare nuove relazioni, che mi porta a nuovi confronti e sfide, quest'età in cui so amare anche
lo stare con me stessa;
magari evitando gli specchi!!

SERENO

Matisse


Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo.

Mi riconosco
immagine
passeggera
presa in un giro
immortale.

Giuseppe Ungaretti

Parole



Parole di passione
composte per giovani amori
o per grandi ambizioni,
in momenti di gioia, noia o dolore.

Parole che strappano lacrime
o lasciano indifferenti,
molte di esse oscure ai più:
perché tanto spreco?

Rime che desiderano
incatenare l’attimo
o esprimere i più alti
sentimenti.

Perché non provare
ad assaporare il gioco
sottile delle parole:
piccole ragnatele preziose.

15 mar 2010

Arriverà




Incontro l'incanto di una nuova primavera
in un giorno luminoso di un marzo bizzarro.
La riconosco diversa ed uguale.
Sempre sorprendente.
Incerta, ma al contempo tenace,
mi ripete che sa mantenere le promesse.
E arriverà.
Arriverà portatrice di tepori e languori.
Arriverà con grazia e vestirà,
come solo lei abile stilista sa fare,
la natura spogliata dall'inverno.
Colorerà i rami con delicate gemme.
I prati verde tenero si copriranno
di fiori azzurri, gialli e bianchi.
Il vento divenuto più gentile,
accarezzerà le fronde ed i pensieri.
Arriverà ed io mi metterò in disparte ad ammirarla.
Perché viverla appieno mi è quasi doloroso.

14 mar 2010

POESIA DI MARIANGELA GUALTIERI

Chiedo la forza del tirarsi indietro
la forza d'ogni rinunciante, la forza
d'ogni digiunante e vegliante
la forza somma del non fare
del non dire del non avere del non sapere.
La forza del non, è quella che chiedo.
Non non non: che parola splendida
questo non.

Le cose elementari

In modo maldestro, con ago grosso, con
filo grosso,
si attacca i bottoni della giacca. Parla da
solo:

Hai mangiato il tuo pane? Hai dormito
tranquillo?
Hai potuto parlare? Tendere la mano?
Ti sei ricordato di guardare dalla finestra?
Hai sorriso al bussare della porta?

Se la morte c'è sempre, è la seconda.
La libertà sempre è la prima.

Poesia di Ghiannis Ritsos

13 mar 2010

IMPRESSIONI MARZO 2010


Il disgelo di marzo
Il rumore delle gocce di neve.

Il sussultare dei rami del pesco
ancora spoglio.
Splende di sole già tiepido.

Dai tetti di fronte gocce e gocce
come allegre cascatelle.
Gioiosa rapsodia di suoni
sul verde tenero del prato.

Sul ramo del pino argentato
il merlo dal becco giallo
guarda curioso,
attende il solstizio di primavera.

La terra è in grande fermento
le viole, le pratoline, i croco,
già attendono.

Francesca

12 mar 2010

Tonino Guerra: "La poesia è il profumo della vita"

Senza titolo

E' arrivata
dall'alto dove
i mandorli
fanno festa e
mi ha infilato
tra le labbra
un fiore
come faceva
mia madre
che metteva
la prima
viola dei suoi
vasi in bocca
a mio padre
e lui la teneva
un giorno
fiorita tra
le sue parole


La farfalla

Contento,
proprio
contento
sono stato
un sacco
di volte nella
vita. Ma più di
tutte quando
mi hanno liberato in
Germania, che
mi sono messo
a guardare
una farfalla
senza la voglia
di mangiarla

Trascritte dall'intervista a Tonino Guerra pubblicata su "Venerdì" di Repubblica di oggi e con tanti auguri per i suoi imminenti 90 anni.

FILASTROCCA




Ricercar parole desuete
può diventare un gioco intrigante
un recupero interessante.
Non è per il gusto di usare paroloni,
ma per arricchire un vocabolario
a volte scarso e ordinario.
Non è neanche per stupire,
ma solo per meglio apprezzare
il valore di certe parole
da usare anche con il cuore.
Perché verso una parola speciale
si può provare tenerezza,
percepirne intatta tutta la bellezza
e scoprire così in questo gioco
una certa gaiezza.

11 mar 2010

CHI ERO....CHI SONO




Incontrare la ragazzina che ero, chissà?..

Proverei per lei tenerezza
Per quello sguardo incerto e avido di sicurezze,
già velato da un incredulo dolore

Proverei rabbia
per quel suo fingersi “grande”
per quella fretta di crescere,
nascondendosi dietro gesti e parole

Proverei nostalgia per quella ragazzina,
dal volto che trattiene ancora
la morbidezza dell'infanzia,
rossori improvvisi,
impacciati sorrisi...
...E un corpo quasi di donna

Proverei una lieve malinconia
per quel tempo che si è lasciata sfuggire,
nel cercare di afferrare il futuro.

Mi tremerebbe il cuore allo scoprire
il mio sguardo, ancora così simile al suo.

E mi strapperebbe un sorriso vederla allontanarsi,
tornare ai suoi giorni,
con passo incerto, insicuro...
sui primi tacchi alti.
Luisa

IO SONO

Io sono la somma di tanti tentativi di essere
Io sono il risultato dell’accoppiamento
tra spermatozoo e uovo.
Sono la somma di gameti maschili e femminili
Sono la moltiplicazione di cellule
Sono la specializzazione di cellule
Sono laboratorio chimico di ormoni differenziati
Sono sinapsi e collegamenti neuronali e perciò
Sono pensiero e anima ed emozioni
Ciò che sono vorrei contenerlo in una frase,
Alla maniera degli Ermetici
Raccoglierlo in un haiku, in forma lirica e delicata
Vorrei esprimere il mio io con calligrammi
Giocando con grafismi, parole e disegni,
Come i Futuristi
Alla Depero
Vorrei riassumermi in una didascalia
Linguaggio asciutto. Come una velina
Dell’Ansa
Vorrei essere contenta di me stessa
E baciarmi allo specchio ogni mattina.
Qualche volta lo faccio, però.

10 mar 2010

RECUPERO DELLE PAROLE



A proposito di recupero,riciclo, delle parole,
vi ripropongo una poesia che avevo pubblicato
sul blog tempo fa.

LE PAROLE CHE VOI BUTTATE

Le parole che voi buttate
vuoto a perdere ai bordi delle strade
le parole come poveri stracci
consumate rotte calpestate
le parole che avete comsumato
e poi buttato

le parole che a voi non servono, grazie,
io voglio raccoglierle
e pronunciarle,
le parole come caldo e come freddo
e come tu e come io
e come tutto il mio
malinteso amore

le parole che a me servono, grazie,
e ancora
a pronunciarle mi salvano.


Walter Cremonte

(E' un poeta nato a Novi Ligure.
Vive a Perugia)

Nevica!

Care tutte,
sta nevicando...e vi penso.
Ho appreso con piacere che la 'lettura espressiva' procede bene, il maestro ha l'arte e vi sa coinvolgere. Credo che questa importante esperienza aprirà nuove opportunità di visibilità.
Dallo scritto di Marisa sembra poi che bollano in pentola altre 'idee'.....è bello questa fibrillazione di cuori in fermento. Se poi in gioco sono le parole, le scritture....ancora meglio. Un abbraccio, corinna

9 mar 2010

Io sono-Io sarò' (compiti)




IO SONO


Io sono un campo inaridito dal vento
e un bosco lussureggiante.
Un mare in burrasca,
un placido lago di montagna.
Una valle desolata,
un giardino segreto.
Io sono il porto sicuro,
una vela alla deriva.
Sono un cielo terso e una notte buia.
Io sono un giorno tedioso di pioggia incessante.
Io sono la musica alla radio quella leggera
e sono anche un brano
di musica jazz, folk, classica.
Io sono l'eterno bisogno di ricevere amore
io sono l'eterno bisogno di dare amore.
Io sono quella confusione
lì alla bocca dello stomaco
perenne, certa. Che non si acquieta.


Io sarò

Io sarò la donna che raccoglierà briciole
ed inventerà i giorni senza spreco alcuno.
Io sarò la donna che respirerà il vento
e raccoglierà le nuvole.
Io sarò la donna dei rimpianti e dei rimorsi
racchiusi, fissi dentro me. Sempre.
Io sarò la donna che volerà nei cieli senza confini
con il suo compagno.
Come in un poetico, struggente quadro di Chagall.

CONSIDERAZIONI E RAGIONAMENTI



Care Amiche di penna e Lettrici di bella espressività

Ieri sera ero stanca e forse non sono stata molto garbata e non ho usato diplomazia nel presentare l’argomento sulla differenza tra bricolage e arte. Io ho difeso la mia idea e forse qualcuna si è offesa, qualcun'altra me lo ha anche detto. Me lo sono cercato! Mi scuso con voi.

Vorrei spendere però una parola in merito.

Ci sono donne che si dilettano in vari modi dal bricolage, al pachwork, a infilare perline, a fare fiori di carta o altro. Sono tutte cose divertenti e sane, passatempi per le quali ho il massimo rispetto ma che personalmente non mi hanno mai interessata, al di fuori della scuola dove ho comunque sempre inseguito e fatto praticare la ricerca dell'originalità creativa.
Poi ci sono donne che si misurano con il pennello, con l’arte informale, con la musica, col canto corale, con la scrittura, con il teatro … Magari non diventeranno mai delle attrici, delle musiciste, delle cantanti però ci provano, si misurano e qualcuna riesce.

Noi, gruppo meraviglioso di donne autobiografe e lettrici, non siamo ancora scrittrici, come non siamo pittrici, come non siamo attrici. Tuttavia ci piacerebbe esserlo o diventarlo, magari pochino pochino, magari soltanto per una volta con una cosa che ci è riuscita bene, con un racconto o una lettura a cui abbiamo dato il nostro impegno.
Nella scrittura ci siamo riuscite, qualche volta.
Anche nella lettura; ieri sera, qualcuna ha sorpreso per la verve e l’espressività.
Mitiche Betty, Francesca e Linda, quelle più ritrose, che ieri si sono lanciate alla grande. Ci sono doti insospettabili che piano piano escono. Intendiamoc: la mia è una costatazione in itinere che vorrei condividere con voi, lo scambio di quattro chiacchere sincere.
La proposta di Giovanna e Annamaria mi intriga molto e vorrei che avesse futuro. Tuttavia vedo nel progetto anche il rischio di scendere di tono perché è molto facile passare dall’oggetto d’arte (quindi originale, unico, innovativo, di ricerca) al “lavoretto”, come si fa spesso nelle scuole.
Noi abbiamo superato l’età della scuola, siamo delle adulte che vogliono osare … e allora OSIAMO!!!
Voliamo più alto e mettiamoci alla prova. C’è davanti tanto tempo.
Sta a noi decidere da che parte metterci.
Vedo anche delle difficoltà a impostare il progetto come mail art; è difficile spedire dalla Finlandia un oggetto. Quindi è necessaria una formula che tenga conto anche di questo.
Siccome sono una che si entusiasma, tornando a casa sono andata su Internet, come mi ha suggerito Annamaria, e ho visto cose belle e cose banali. C’è un’artista che costruisce animali di carta da giornale e li dissemina per la città, ad esempio. Cose belle con una tecnica interessante. Ma una cosa di questo genere non potrebbe essere spedita per posta, credo.
Però è ben diverso dal fare fiori con le bottiglie o lampadari con le cannucce…
Personalmente trovavo e trovo molto stimolante la proposta che ho fatto: dedicarmi al “riutilizzo delle parole”.
Siamo partite da Autobiografia, siamo insieme grazie ai nostri scritti (e siamo diventate anche brave, grazie a Corinna e a una applicazione costante).
Se noi manteniamo il tema avremmo materiale da esporre, qualora si pensasse a una qualsiasi mostra futura.
Per inciso, anche l’artista che costruisce animali con carta da giornale riutilizza parole. I Futuristi lo facevano in tanti altri modi, non solo con la grafica. Chi con il ritaglio e la composizione, altri con la pittura materica.
E l'arte povera?
Qualcuna ieri sera ha parlato del recupero delle parole desuete e di quelle che scompaiono. Anche questo è recupero e può diventare una provocazione artistica, se inserito in una composizione creativa che utilizza brandelli di vecchi scritti su superfici di recupero.
Pensandoci ci possono venire in mente tante cose. Annamaria può esserci di grande aiuto nel darci idee. Lei ha già fatto una ricerca sull’argomento.
Questo volevo dire ieri sera. L’ho anche detto ma non era mia intenzione offendere nessuno.
Un basin a tutte quante Marisa

8 mar 2010

Allora era così

Donne!
Donne chi? dove? perchè?
Non ci importava chi, dove e perché,
donne e basta!
Questo era lo spirito di quegli anni.
Facevi gruppo, parlavi, creavi, crescevi.
Andavi, viaggiavi: roma, assisi, firenze, napoli …
non importava il dove,
importava con chi.
Importava che fosse dove c’erano le donne.
Fra di noi, insieme, tutte.
Che fosse un convegno, una manifestazione,
un incontro di collettivi, gruppi di donne di partito
… tutto ci stava, ma rigorosamente solo noi.
Donne!
Allora era così.

Venanzia 5. 3. 2010

5 mar 2010

BUONA GIORNATA




Degas: "Davanti allo specchio"

LA ROSA BIANCA Film

E' l'una di notte e ho appena finito di vedere il film "La rosa bianca - Sophie Scholl" di M. Rothemund, 2004 su CULT di SKY. Lo ridanno domattina alle 8.55 stesso canale. Passo la comunicazione a chi è interessato. Marisa

4 mar 2010

GIORNATA DELLA DONNA

Care tutte,
lunedì mattina, ore 9.30, si procederà ad allestire il nostro spazio presso la Torre della cappella. Sarebbe bene trovarsi sul posto in diverse, così da accordarci anche per la lettura del martedì. Portare, sempre lunedì mattina, copie dei testi brevi che fanno parte del nostro materiale che esporremo. Raccomando il carettere dello scritto, ingrandito, leggibile.
Inoltre le due copertine a colori dei nostri libri, da esporre su un pannello di presentazione del gruppo. Un abbraccio, corinna

3 mar 2010

PENSANDO ALLA FESTA DELLA DONNA







... La sagoma di un corpo femminile contenitore di immagini. Un abito da donna senza "corpo" elegantemente seduto su di una poltroncina. Contrapposizioni emblematiche.

Anghiari 2

Care amiche, care scrittrici inpuntadipenna, sono reduce dal secondo round di anghiari, e muoio dalla voglia di raccontare, di comunicare i miei stati d’animo.
Un vortice di sentimenti, emozioni, paure che non si vogliono depositare neppure al rientro nella quotidianità, ma affiorano continuamente.
È stato molto bello leggere il racconto di luisa sulle tessere; splendido! Il suo modo delicato e profondo mi ha commosso.
In questi giorni ad anghiari abbiamo anche noi cercato di costruire, trovare, collocare le tessere della nostra esistenza.
Lavoro improbo e in continuo fieri. per ora è stato solo un abbozzo, un porre le fondamenta.
Il numero di tessere che ci hanno dato sono troppo poche , ma luisa meravigliosamente mi insegna che in ogni tessera ne troverò altre mille da accostare, connettere, collegare, incastrare fra di loro.
Un gioco ad incastro, un gioco in cui, a caduta, ogni tessera genera e connette altre tessere.
Poi, come d’incanto pensi di aver individuato l’ossatura, la trama della scrittura della tua esistenza; ma non è così! Appena pensi di aver trovato dei punti fermi li rivedi, li riconsideri e via di nuovo in questo gioco di scomposizione di ri-accordo e di incastro. Ci sono poi gli sguardi degli altri che ti rimandano altre tessere da rivedere e collocare.
Ludovica ci ricorda continuamente di porci domande, di dialogare con quello che ci arriva, di stare anche un po’ alla finestra, piano, non avere fretta, guardare-guardarci - lasciarci guardare, accogliere ed ascoltare gli io vari, i personaggi vari che siamo, dare spessore alle piccole cose, dare forza ai sentimenti, alle relazioni … .
Danila, chiara, maria teresa, cosetta, daniela … e via così di seguito. Nuove tessere che si aggiungono ad altre, nuove donne amiche di penna, nuovi volti, nuove vite, con cui condividerò questo pezzo di strada e poi chissà… .
Il prof. Demetrio infaticabile elargisce consigli, suggerimenti sulla scrittura del “romanzo dell’io” , la nostra autobiografia: lo stile, la trama, il genere, i colpi di scena, le svolte, l’enigma … .
Che paura!!! Certo la nostra vita è un romanzo e come tale va curata e scritta amorosamente. Ma!?! … chissà come andrà!
Venanzia 3. 3. 2010

2 mar 2010

FRAMMENTI FILOSOFICI

ANASSIMANDRO:
Principio degli esseri è l'infinito...da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità; poichè essi pagano l'uno all'altro la pena dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo.

ANASSIMENE:
Come la nostra anima che è aria ci tiene insieme, così il soffio e l'aria abbracciano il mondo intero.

ERACLITO
Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo logos.

Corinna

STUPEFACENTE SE PENSIAMO ALLE DIFFERENZE DI GENERE IN ITALIA


Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne

Olympe de Gouges
1791



Homme, es-tu capable d'être juste ? C'est une femme qui t'en fait la question ; tu ne lui ôteras pas du moins ce droit. Dis-moi ? Qui t'a donné le souverain empire d'opprimer mon sexe ? Ta force ? Tes talents ? Observe le créateur dans sa sagesse ; parcours la nature dans toute sa grandeur, dont tu sembles vouloir te rapprocher, et donne-moi, si tu l'oses, l'exemple de cet empire tyrannique.

Remonte aux animaux, consulte les éléments, étudie les végétaux, jette enfin un coup d'oeil sur toutes les modifications de la matière organisée ; et rends-toi à l'évidence quand je t'en offre les moyens ; cherche, fouille et distingue, si tu peux, les sexes dans l'administration de la nature. Partout tu les trouveras confondus, partout ils coopèrent avec un ensemble harmonieux à ce chef-d'œuvre immortel.

L'homme seul s'est fagoté un principe de cette exception. Bizarre, aveugle, boursouflé de sciences et dégénéré, dans ce siècle de lumières et de sagacité, dans l'ignorance la plus crasse, il veut commander en despote sur un sexe qui a reçu toutes les facultés intellectuelles ; il prétend jouir de la Révolution, et réclamer ses droits à l'égalité, pour ne rien dire de plus.

Traduzione di tutto il testo

PREAMBOLO
Uomo, sai essere giusto? E' una donna che te lo domanda: non vorrai toglierle questo diritto. Dimmi, chi ti ha dato il sovrano potere di opprimere il mio sesso? La tua forza? Le tue capacità?
Osserva il creatore nella sua saggezza; percorri la natura in tutta la sua grandezza cui tu sembri volerti avvicinare, dammi, se puoi, un esempio di questo impero tirannico. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, da' infine un'occhiata a tutte le modificazioni della materia organizzata e arrenditi all'evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, scava e distingui se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura.
Ovunque tu li troverai confusi e cooperanti nell'insieme armonioso di questo capolavoro immortale. Soltanto l'uomo ha fatto di questa eccezione un principio.
Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo di lumi e di sagacia, nell'ignoranza più crassa, vuole comandare su un sesso che ha tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione e di reclamare i suoi diritti all'eguaglianza, per non dire altro.
Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale.
Considerando che l'ignoranza, l'oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono la cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna. affinchè questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinchè gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica siano più rispettati, affinchè le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi e alla felicità di tutti.
Di conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara in presenza e sotto gli auspici dell'essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.

ARTICOLO I
La Donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'interesse comune.

ARTICOLO II
Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell'Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all'oppressione.

ARTICOLO III
Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione che è la riunione della donna e dell'uomo: nessun organo, nessun individuo può esercitarne autorità che non provenga espressamente da loro.

ARTICOLO IV
La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto ciò che appartiene ad altri; così l'unico limite all'esercizio dei diritti naturali della donna, la perpetua tirannia dell'uomo, cioè, va riformato dalle leggi della natura e della ragione.

ARTICOLO V
Le leggi della natura e della ragione proibiscono tutte le azione nocive alla società: tutto ciò che non è proibito dalle leggi, sagge e divine, non può essere impedito e nessuno può essere costretto a fare quello che esse non ordinano.

ARTICOLO VI
La legge deve essere l'espressione della volontà generale: tutte le Cittadine e i Cittadini devono concorrere personalmente, o con i loro rappresentanti, alla sua formazione; essa deve essere uguale per tutti: tutte le cittadine e tuttii cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammessi a tutte le dignità, posti e impieghi pubblici, secondo le loro capacità e senza altre distinzioni che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

ARTICOLO VII
Non è esclusa nessuna donna; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi stabiliti dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa Legge rigorosa.

ARTICOLO VIII
La Legge deve stabilire solo pene strettamente e evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.

ARTICOLO IX
Su ogni donna dichiarata colpevole la Legge esercita tutto il rigore.

ARTICOLO X
Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni anche di principio, la donna ha il diritto di salire sul patibolo, essa deve pure quello di salire sul podiosempre che le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico stabilito dallaLegge.

ARTICOLO XI
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna poichè questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio vostro, senza che un pregiudizio barbaro la forzi a nascondere la verità; salvo rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

ARTICOLO XII
E' necessario garantire i diritti della donna e della cittadina; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti e non solo di quelle cui è affidata.

ARTICOLO XIII
Per il mantenimento della forza pubblica e per le spese dell'amministrazione, i contributi della donna e dell'uomo sono uguali; essa partecipa a tutti i lavoriingrati, a tutte le fatiche, deve quindi partecipare alla distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche, delle dignità e dell'industria.

ARTICOLO XIV
Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di constatare da sè o tramite i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico. Le Cittadine possono aderirvi soltanto con l' ammissione di un'eguale divisione, non solo nella fortuna, ma anche nell'amministrazione pubblica e di determinare la quantità, l'imponibile, la riscossione e la durata dell'imposta.

ARTICOLO XV
La massa delle donne coalizzata con gli uomini per la tassazione ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione a ogni agente pubblico.

ARTICOLO XVI
Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, nè la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione; la costituzione è nulla se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione non ha cooperato alla sua redazione.

ARTICOLO XVII
Le proprietà sono di tutti i sessi riuniti o separati; esse hanno per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno può esserne privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica legalmente connstatata, lo esiga in modo evidente e a condizione di una giusta e preliminare indennità.

Cahiers de dolèances. Donne e Rivoluzione francese, introduzione e note di P.M. Duhet, Palermo, La Luna/ Editions des femmes, 1989

1 mar 2010

Sollecitazioni da E. Montale



Le parole quando si svegliano
si adagiano sul retro
delle fatture, sui margini
dei bollettini del lotto,
sulle partecipazioni
matrimoniali o di lutto;
le parole
non chiedono di meglio
che l’imbroglio dei tasti
nell’Olivetti portatile,
che il buio dei taschini
del panciotto, che il fondo
del cestino, ridottevi
in pallottole.

In “le parole”



La scrittura non tradisce, la pagina è lì, sempre presente, sempre pronta ad accoglierti in qualsiasi momento. Non ha altro da fare che aspettare il momento del nostro incontro. Se la timidezza è una paura di occupare il proprio spazio nel mondo, la pagina restituisce questo spazio intensificando la libertà, l’immaginazione, il poter essere nell’esistenza … La scrittura ci permette di stare con il nostro pudore senza vergogna, con la timidezza senza colpa, con l’imbarazzo senza disagio … .

Cit. dallo scritto autobiografico

Sollecitazioni da .. Marguerite Duras











Silenzio, e poi
Lo senti questo silenzio?
Io sento le frasi che hai detto al posto di chi scrive

13 aprile
Ho scritto tutta la vita.
Come una scema l’ho fatto.
Però non è male essere così.
Non sono mai stata pretenziosa.
Scrivere tutta la vita, ti insegna a scrivere.
Non ti salva da niente.

Più tardi, ancora
E’ una questione di tempo. Farò un libro.
Vorrei ma non è sicuro che lo scriva, questo libro.
E’ aleatorio.

Silenzio, e poi
Y.A.: Scrivere, a cosa serve?
M.D.: E’ tacere e parlare al contempo. Scrivere.
E’ anche cantare, a volte. …

(C’est tout – Ed.Mondadori)

Da anita e venanzia: prove tecniche di lavoro

BUON COMPLEANNO A FRANCESCA


Alla " pesciolina guizzante " Un sacco ed una sporta di auguri affettuosi !!!

Philo-Sophia: cura per la verità

La grandezza dell'uomo è il pensiero.

Citazioni

"Noi uomini non siamo come le piante della terra, perché la nostra patria è il cielo, dove fu la prima origine dell'anima e dove Dio, tenendo sospesa la nostra testa, ossia la nostra radice, tiene sospeso l'intero nostro corpo che perciò è eretto." Platone

dunque....la nostra radice (parte vitale) è nel cielo, siamo una sorta di albero rovesciato. Il nostro sguardo è per questo pan-oramico cioè guarda il Tutto. E' un vedere della mente che penetra, indaga la totalità delle cose.

"L'uomo non è che una canna, la più fragile della natura, ma una canna che pensa." Pascal

dunque....per la sua fragilità l'uomo può essere in qualsiasi momento annientato dalla potenza della natura, ma a differenza della natura che non sa.....ha la consapevolezza di dover morire.

"Cogito, ergo sum."Cartesio

dunque.... posso dubitare di tutto...i miei sensi sono fallaci...ma non del fatto, proprio perché dubito, di essere un'esistenza pensante.

Corinna