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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



3 feb 2010

Il viaggio di ritorno

Sottotitolo “Distrazioni”

Mentre a Firenze, ormai sola, aspetto il treno per Verona, molti pensieri affollano la mia mente.
Ero pian pianino riuscita a scivolar fuori dal mio guscio e già era arrivato il momento di salutare tutti e di pensare al prossimo incontro di febbraio con promesse, progetti, “… ti porto, … ti farò vedere, … vedrai come sarà”, ecc. ecc. .
Ho pensato molto alla “scoperta” delle varie persone, a come siamo diversi ma anche uguali, tutti in viaggio sullo stesso binario pur provenendo da stazioni diverse, e viaggiando su treni diversi.

Il treno delle 16 e 33 in un’ora e mezza mi porta dritta a Verona senza la scocciatura di dover far altri cambi di treno, ma in questo modo sono rimasta da sola, il gruppetto con cui sono partita da Anghiari, si é ulteriormente sfilacciato ed ognuno ha preso la propria strada di ritorno, e questo un po’ mi dispiace.

Decido di riprendere in mano il libro che avevo portato con me e iniziato nel viaggio di andata.
Un giallo, un romanzo di evasione, cerco di tuffarmici in pieno seguendo l’avvocato Guerrieri nella soluzione del suo nuovo caso.
“Seguire la trama del romanzo e non pensare a null’altro, abbiamo già fatto il pieno in questi giorni di pensieri e di ricordi, ora pausa!” questo era il comando che mi ero data.
Facile a dirsi! Arrivata a pag. 161, ottavo capoverso: “Non è che i ricordi si dissolvano o scompaiono. Sono tutti lì, nascosti sotto la crosta sottile della coscienza. Anche quelli che credevamo perduti per sempre. A volte ci restano per tutta la vita, li sotto. Altre volte invece succede qualcosa che li fa ricomparire. …” ed ancora considerazioni di questo tipo, di seguito e per tutte le pagine 162 e 163, non posso che soffermarmi e leggere attentamente queste pagine, ma ovviamente fatico a seguire la trama del romanzo.
Nel frattempo arriva il treno per Verona: salgo, cerco e trovo il mio posto.
Al momento di collocare la valigia nell’apposito spazio in alto, mi rendo conto che, data la mia statura, non ci arrivo, ed ho un attimo di smarrimento, subito rientrato per la gentilezza del mio dirimpettaio che prontamente si offre di aiutarmi.
Una volta seduta riprendo la mia lettura, ma non manco di dare una sbirciatina al mio salvatore, di cui tra l’altro avevo già notato la figura slanciata. Un figo da paura (si può dire?): alto, capelli neri con qua e là qualche filo d’ argento, un bell’ ovale, sguardo penetrante, serio ma anche un po’ giuggiolone, abbigliamento accuratamente e ricercatamente trasandato, età dai quaranta ai quarantacinque.
Ritorno in fretta sul mio romanzo, non è il caso di soffermarmi su altre distrazioni.
Mentre messaggio con Irene, che verrà a recuperarmi in stazione, mi distraggo ancora perché le sorprese non sono finite.
Il mio bel dirimpettaio, dopo aver rovistato nel suo zainetto, estrae penna e taccuino e inizia a scrivere fitto fitto. … “caspita! … che sia anche lui della LUA?”.
Sono arrivata. Ancora vengo soccorsa per il recupero della valigia, ringrazio per la gentilezza, e mi avvio verso l’uscita dove Irene mi aspetta.

Dimenticavo: il romanzo è “le perfezioni provvisorie”
di Gianrico Carofiglio, edito Sellerio

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Peccato. Sono tornata da Pitti Filati il giorno prima. Accidenti cosa mi sono persa!!!!!

Anonimo ha detto...

La sera delle fate eravamo tutte in agitazione e non c'è stato il modo di sentire le impressioni sul tuo seminario ad Anghiari, leggendo il tuo scritto già si comprende che dev'essere stata un'esperienza molto bella ed intensa (non avevo dubbi).
Ma non te la cavi così aspetto un racconto con tutti i particolari "in cronaca" al prossimo incontro.
Emozione su emozione anche il viaggio a quanto pare non ha deluso.
Che invidia....un bacio Luisa

Betty ha detto...

Davvero invidiabile esperienza, ma appena sarò un po' più libera penso di seguire le tue gesta.
Grazie, Betty