BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



28 feb 2010

GIOCANDO CON LA PAROLA VALORE



Volendo valere devi credere in qualche valore
che ti faccia volare come vela nel vento
nonostante qualche tormento.
La vela svela il suo valore
nella forza che oppone al vento
impetuoso e desideroso di farla ammainare,
ma la vela-valore non si piega facilmente
vibra, combatte, ma non si abbatte.

Il fiume Lambro


Il mormorio del fiume
al tramonto trasmetteva dolcezze
di parole mai dette.

Poi la notte riversò la grande nuvola nera
nel fiume portando con sè morte e distruzione.

Coprì tutto di silenziosa inquietudine,
trasportata dall' ignara corrente
scivolò dendro il Po...

Alla foce, la mano dell'uomo fece
barriere, cercò di cambiare il corso del destino...

Ora tutto è perduto...

Il profumo dei legni odorosi delle piante,
il volo dell' Airone e dell'Anatra selvatica...

Francesca

bolle di sapone


Vedendo questa foto a Madrid mi sono ricordata dello scritto sulle bolle :
Che belle le bolle di sapone, ti fanno ritornare bambina quando soffiando nel bastoncino si facevano entrare i desideri e i sogni nelle bolle che volavano nell'aria.

27 feb 2010

Bambina del 1951

Alla domenica si andava dalle Suore a giocare.Alle 14 eravamo tutte là.
Era il cortile dell'asilo,bello, grande con gli alberi di ippocastano. C'erano due altalene che a mè parevano altissime,ma le prendevano sempre le bambine grandicelle e a noi piccole facevano fare solo qualche giro spingendoci forte allora ci veniva paura e volevamo scendere.Allora si giocava "all'erta":una bambina ci rincorreva e se ti toccava dovevi rincorrere tu le altre,oppure si giocava a "rialzo":ci si rincorreva,ma se salivi su uno scalino,una panca eri salva.Si giocava anche a "delibera"se ti prendevano rimanevi con le braccia aperte finché non ti liberavano.
Giocavamo fino alle 16,poi con le Suore andavamo in chiesa a prendere la Benedizione.
Il momento più bello della domenica era che,uscite dalla chiesa si andava dalla "Spaola".La quale aveva un negozietto di frutta e verdura in piazza a Quinzano e alla domenica allestiva un banchetto di dolciumi e tutte andavamo a comprarci qualcosa. Potevamo avere 20 lire da spendere e compravamo tante cose.
C'era la farinata,la liquirizia,i moretti,le bagigole i "mandrigoli"(castagne secche),i cordoni che erano di liquirizia, morbidi, con il buco dal quale mi piaceva aspirare la farina di castagne e puntualmente mi andava di traverso.
Potevi trovare caramelle,i gianduiotti le "ciuinghe" il gelato di spumiglia e certi ovetti di cialda che non sapevano di niente ,ma avevano delle belle sorpresine: anellini ,collanine,braccialettini che duravano pochissimo ,ma eri felice se li trovavi.Poi andavamo al cinema parrocchiale e mangiavamo i dolcetti guardando "Maciste"

PENSANDO ALLA PRIMAVERA

Era novembre, mi ricordo ...



Arrivammo in macchina nel primo pomeriggio.
La meta era il il castello, grande e chiaro, famoso.
Ma la magia tra me e il luogo si verificò appena entrammo nel giardino.
Il mio sguardo si posò su un albero centenario con una corona di foglie fiammeggiante, il tronco rugoso, il portamento altero.
Appena mi avvicinai una rossa foglia si staccò dai rami e, volteggiando lentamente, si posò sui miei capelli.
Lo ringraziai dell'accogliente benvenuto e appoggiai le mani sulla bruna corteccia.
L'imbronciatura del mattino si dissolse e mi incamminai, quasi danzando, tra le siepi ed i roseti ormai sfioriti.

26 feb 2010

PUZZLE




Incontrarsi, conoscersi, piacersi, inconsapevoli di avere nelle tasche tante tessere di un unico puzzle, spaiate , disordinate, tessere che cercano l'incastro giusto.
Conoscersi, senza sapere che Qualcuno aveva un disegno che noi avremo copiato e costruito con cura, cercando e trovando, le tessere che combaciavano, con quelle dell'altro.
Così tu hai messo in tavola tessere concrete, di costanza, entusiasmo e sicurezze ed hai costruito le fondamenta, di un edificio adatto a resistere a tempeste e bufere violente, hai incastrato tessere di fiducia affidabili e pragmatiche; io ti ho offerto le mie, fatte di ondeggianti insicurezze, di ricerche, di abbandoni e caparbietà, scoprendo che si adattavano alle tue, ne ammorbidivano i contorni; unite hanno costruito pareti sicure e colorate, dove abita quel sentimento, che risultò essere la nostra tessera più resistente, che avrebbe poi retto con elasticità e tenacia, ai maltrattamenti della vita,
alla noia, alla routine degli anni.
Io ho tolto dalle mie tasche tessere colorate, ed ho costruito il cielo attorno a noi, impalpabile, aereo, ho incastrato tessere di nuvole , di stelle, di sole e di poesie , tessere inconsistenti, ma erano la mia ricchezza, con esse ho abbracciato le tue e si sono intrecciate, abbiamo scoperto così che erano indispensabili anch'esse per realizzare il disegno, al quale abbiamo affidato,
con fiducia e impegno le nostre vite.


Sono un po' indietro con i "compiti" cercherò di mettermi in pari,
ciao a tutte

UNA BAMBINA





Una bambina
un po' sole un po' luna
così...
D'ombre e luci,
pasticci e precisione.
Una bambina incerta e timida,
spavalda e spericolata,
cullata da affetti certi,
da valori ancora più certi,
cresce certa delle sue incertezze.
Arriva la vita da grande
e dopo qualche frana
e qualche cataclisma,
la ormai donna s'assesta
tra le sue insicurezze,
certa però della meravigliosa possibilità
che ogni nuovo giorno può rappresentare.

PER SORRIDERE UN PO'



LA PRIMA VOLTA CHE....Vado in centro da sola


Prima volta che si va in centro senza la mamma, sole, io e una mia amica:
primissimo segno di indipendenza.
Esco, in un pomeriggio di un giorno d'estate, i miei riposano, indosso, per gioco, i sandali di mamma, hanno il tacco alto e mi stanno un po' larghi, ma mi piacciono e mi fanno sentire, quasi, adulta, è una trasgressione, figurarsi, non porto ancora le calze di nylon!
Così fingo, anche con me stessa , di scordarmi di cambiare le scarpe prima di uscire :” Ormai ho chiuso il cancello, non posso tornare indietro e non li voglio svegliare!”; è il mio alibi.
Vado: l'avventura comincia!
Io e la mia amica, eccitate da questa nuova esperienza, giriamo tutto il pomeriggio per le vie del centro e curiosiamo nei grandi magazzini.
Ogni tanto mi specchio nelle vetrine, per spiare l'effetto tacchi e scopro che ho una camminata incerta, anche un po' ridicola, comincio a chiedermi se ho fatto un affare ad uscire con quelle scarpe!
Ormai non mi resta che darmi un contegno e proseguire..
Torniamo a casa verso sera, all'ora pattuita con la mamma:
non un minuto prima; siamo accaldate,
ma soddisfatte ed eccitate,
da quella prima prova di libertà.
Ma abbiamo camminato tanto e malissimo; sono stanca morta,
ho i polpacci doloranti.... e le vesciche ai piedi!
Quella mia prima volta, è stata anche molto dolorosa !

PIOVE


Ad ogni cancello
la primavera comincia
dal fango sui sandali.

Haiku di Kobayaschi Issa 1763-1828

25 feb 2010

Vita in chiaroscuro



A volte crediamo di conoscere la verità,
sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Partiamo in quarta e poi,
sbuffando, lentamente ci fermiamo.
Ci guardiamo intorno stupite.
Dove siamo?
Ma come ...
Era tutto così chiaro!
Eppure ...
Ma forse ...
Si, è vero anche questo ...
Però ...
Quante sfumature ha la verità,
sembra un disegno a carboncino.
Togli, aggiungi, strofina,
la realtà è sempre diversa.
Bisognerebbe ricordarselo ...

BUON COMPLEANNO ADRIANA



Ora tocca anche a te un bell'augurio ufficiale con un omaggio floreale virtuale.
Con tanto affetto, auguri, auguri e ancora auguri

24 feb 2010

Il valore di una donna

Si parla tanto della donna ai nostri giorni,forse per tentare di cancellare con le parole secoli e secoli di silenzio e di umiliazioni da parte dei maschi che hanno occupato il proscenio della storia.Ebbene, vogliamo dar voce,questa settimana,a una donna straordinaria,santa Teresa D'Avila,che rifiutava"le parole di tenerezza che risentono troppo di donna"ma che aveva un forte senso della femminilità.A lei chiediamo di insegnarci a pregare "al femminile"
In una pagina del suo celebre Cammino di perfezione,pagina che fu censurata e scorticata dai controllori teologi del suo tempo, ci offre questa preghiera,che può esser ripetuta anche dagli uomini come motivo di riflessione.
Mons. Gianfranco Ravasi

Signore dell'anima mia,Tu,quando peregrinavi quaggiù,non aborrivi le donne,anzi le favorivi con benevolenza e in loro trovavi tanto amore e maggior fede che negli uomini.
Tra loro vi era anche la tua santissima Madre.
Perché,allora,non dovremmo riuscire a fare qualcosa di valido per te in pubblico?
Perché non dovremmo osare di dire apertamente alcune verità che piangiamo in segreto?
Perché Tu non dovresti esaudirci quando ti rivolgiamo una giusta richiesta?
Tu sei giudice giusto e non fai come i giudici del mondo,tutti uomini,
per i quali non esiste virtù di donna che non ritengano sospetta.
O mio Re,dovrà pur venire il giorno in cui tutti vengano riconosciuti solo per quel che valgono.


Nel 1970 Paolo sesto ha proclamato Teresa d'Avila"Dottore della Chiesa",maestra quindi di fede per tutti,uomini e donne,riconoscendone il valore umano,spirituale e teologico.

Bello, bello, bello questo haiku




"Le onde mutevoli di una spiaggia mi infradiciano
le maniche di spruzzi:
I miei canti piangono solo per far cantar le stelle."



Yone Naguchi, Diecimila foglie vaganti nell'aria

23 feb 2010

VALORE



Pierre-Auguste Renoir "Gabrielle et Jean"


"Considero valore" ogni giorno. Da vivere come una nuova e buona possibilità.

21 feb 2010

Ciao a tutte

Stasera sono stata un po' con voi, che bello leggervi tutte, tanti bei fiori e per ognuno il suo profumo. Grazie di avermi fatto compagnia. Mi mancate e tanto. Un abbraccio a tutte. Mary

VI PASSO QUESTA ...

Dio del cielo che voglia ho di scrivere una poesiola
Eccone proprio adesso una che passa
piccola, piccola, piccola
vieni qui che ti infilo
nella collana delle altre poesie
vieni qui che ti involgo
nel conglomerato delle opere complete
Vieni qui che ti impacco
t’inrimo
t’inritmo
t’inliro
t’impegaso
t’inverso
e t’improso

Ha tagliato la corda.



Raymond Queneau, L’istante fatale, Guanda 1963, trad. De Paoli

20 feb 2010

RICORDARE PER VIVERE



Si deve cominciare a perdere la memoria,
anche solo brandelli di ricordi,
per capire che in essa consiste
la nostra vita.
Senza memoria la vita non è vita.
La nostra memoria è la nostra coerenza,
la nostra ragione,
il nostro sentimento,
persino il nostro agire.

Oliver Sacks

Care amiche di inpuntadipenna
Ieri l'angelo dei doni mi ha portato i vostri auguri
pieni di affetto e simpatia.
Ne sono rimasta piacevolmente stupita e commossa.
Grazie, grazie infinite, della felicità che
mi avete procurata. Vi tengo strette
dentro al mio cuore e vi abbraccio tutte con affetto.
Arrivederci a lunedì.

19 feb 2010

LASCIA ENTRARE

Mi dedico questa poesia che trovo, per me, in questo momento, essere come una luce che illumina il cammino. Venanzia

LASCIA ENTRARE

Lascia che grazia
si diffonda sulle cose
non serrare la porta.
Datti all’ora assolata
e al cielo cupo
senza riserva.
Fai del mare
il tuo acquario
e della notte
una coperta
per il tempo del riposo.
Sciogli nella bellezza
anche l’ultima fibra
e alla pura meraviglia
arrendi della mente
i labirinti.
Semplice è l’atto
che dura e non consuma
nella buia domanda del mondo
stare con misura.

A. Melucci, “Lascia entrare”

Scrittura

La scrittura è per me, in questo momento,
una compagna di viaggio,
mi si è attaccata alla pelle.

Mi si è presentata, l’ho accolta.
Da principio l’ho trattata con sufficienza,
ma poi, come un Amore discreto, piano piano
mi ha stregato,
e nelle viscere mi si è insinuata.

La scrittura è per me, in questo momento,
ricerca,
ricerca delicata, gioiosa, dolorosa,
ma soprattutto ricerca intensa,
ricerca dei perché, dei ma e dei se,
dei dove e dei quando e quanto.

Non so dove mi porterà,
non so quanto tempo questo amore durerà.
So che ora mi è compagna di viaggio.

Vorrei che mi fosse a lungo vicina,
vorrei che fosse la chiave
che apre le porte del cuore e dell’anima
che ancora oppongono resistenza,
vorrei che come un fuoco contribuisse
a riscaldare il mio cuore.

… a lungo, o chissà per sempre.

LA GIORNATA DELLA MEMORIA PER I RAGAZZI E LE RAGAZZE DI DUE CLASSI DELLA SCUOLA MEDIA M.L.KING







ANCH'IO VOGLIO FARE GLI AUGURI A LUCIA!!!




Buon compleanno cara Lucia,
nuova amica della vita mia.
Sorriso dolce, sempre accogliente,
entusiasta, leggera,
mai prepotente.
Di quel dono prezioso,
che è la gioia che sai dare,
io non ti posso che ringraziare.

Con affetto, Betty

Una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.....

AUGURI,AUGURI a Lucia.

P.s. in quante arciscrittrici siamo lunedì sera? Proviamo a contarci.....
un abbraccio, corinna

18 feb 2010

Poeti con nome di donna



"Le donne, lo so,
non dovrebbero scrivere;
ma io scrivo
perché tu possa leggere
da lontano nel mio cuore"

Marceline Desbordes-Valmore (1786-1859)

Non avrebbero dovuto, e invece hanno scritto. Per nostra fortuna, e per nostro scandalo. Tanto, e bene. Con il cuore esultante o ferito, con la mente svagata o precisissima, e a volte con il sangue e nella solitudine. Rendiamo onore a tanti (tra i tantissimi) poeti con il nome di donna che hanno offerto la loro voce alla vita di tutti. Hanno dato rilievo alle grandi domande di giustizia, di bellezza, di vero, che animano in epoche e culture diverse il cuore e la ragione di ciascuno, uomo o donna che sia.

(tratto dalla recensione sul web del libro "Poeti con nome di donna")

FIORI INGENUI



Fiori ingenui per ritrovare colore e speranza .

Rientro


Sono tornata ieri sera e ho trovato tante novità purtroppo anche tristi. Sono anch'io vicina a Corinna e Paolo: i genitori, per quanto anziani,dovrebbero vivere sempre!
Non vedo l'ora di rivedervi e riprendere le nostre attività, un bacione a tutte!

17 feb 2010

PER PAOLO E CORINNA




Ricordatelo con negli occhi, nelle orecchie e nella mente tutte le immagini dei momenti belli trascorsi insieme. Il ricordo che lasciamo negli altri è la nostra immortalità.
Con affetto

COMMIATO

Care tutte,
grazie dell'affettuosa vicinanza.Corinna e Paolo.

PS.
Thea ha dedicato al papà la poesia che gli piaceva di più e nella quale si immedesimava.

Il passero solitario
di Giacomo Leopardi

D'in su la vetta della torre antica,
passero solitario, alla campagna
cantando vai finchè non more il giorno;
ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
brilla nell'aria, e per li campi esulta,
sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli contenti, a gara insieme
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il lor tempo migliore:
tu pensoso in disparte il tutto miri;
non compagni, non voli,
non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
canti, e così trapassi
dell'anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
della novella età dolce famiglia,
e te german di giovinezza, amore,
sospiro acerbo de' provetti giorni,
non curo, io non so come; anzi da loro
quasi fuggo lontano;
quasi romito, e strano
al mio loco natio,
passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede la sera,
festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
odi spesso un tonar di ferree canne,
che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
la gioventù del loco
lascia le case, e per le vie si spande;
e mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
rimota parte alla campagna uscendo,
ogni diletto e gioco
indugio in altro tempo: e intanto il guardo
steso nell'aria aprica
mi fere il Sol che tra lontani monti,
dopo il giorno sereno,
cadendo si dilegua, e par che dica
che la beata gioventù vien meno.

Tu solingo augellin, venuto a sera
del viver che daranno a te le stelle,
certo del tuo costume
non ti dorrai; che di natura è frutto
ogni nostra vaghezza
a me, se di vecchiezza
la detestata soglia
evitar non impetro,
quando muti questi occhi all'altrui core,
e lor fia voto il mondo, e il dì futuro
del dì presente più noioso e tetro,
che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentiromi, e spesso,
ma sconsolato, volgerommi indietro.



Non c’è naviglio come un libro
Per portarci in terre lontane
Né destrieri come una pagina
Di poesia scalpitante -
Questa traversata è offerta ai più poveri
Senza peso di pedaggio –
Quant’è frugale la carrozza
Su cui l’anima umana viaggia.

Emily Dickinson trad. Natalia Ginzburg

16 feb 2010

What Is He (D. H. Lawrence)




Che cos’è?
- Un uomo, naturalmente.
Si, ma che cosa fa?
- Vive, ed è un uomo.
Certo, ma deve pur lavorare. Avrà
una qualunque occupazione.
- Perchè?
Perchè si vede che non appartiene
alla classe agiata.
- Non so. Ha molto tempo per sè, e fa
delle bellissime sedie.
Qui ti volevo! Allora è un ebanista.
- No, No!
Insomma un falegname…
- Niente affatto.
Ma l’hai detto tu.
- Cosa avrei detto io?
Che faceva sedie, era un falegname.
- Ho detto che fa sedie, non che è
un falegname.
Va bene. Allora le fa per diletto?
- Forse! Secondo te, un tordo è un flautista
di professione, o solo un dilettante?
Direi che è soltanto un uccello.
- E io dico che lui è solo un uomo.
Ho capito! Cavilli sempre.


P.S. Mi sono innamorata subito di questa poesia, la trovo perfetta. Si potrebbe declinare al femminile e non cambierebbe nulla.

EBBENE SI', AMO L'OPERA LIRICA ...


Marisa mi ha tirata per i capelli; è vero, amo l’opera lirica, il melodramma e i libretti così esagerati. Ho succhiato il latte insieme alle romanze d’opera che cantava mio padre e mia madre. Ero piccolissima, forse cinque anni, ricordo che mi hanno portato a vedere un film in bianco e nero : I Pagliacci, di Leoncavallo, tratto da una fatto di cronaca nera, ed io piansi tanto … Forse da quel momento imparai ad amare la lirica. In essa vi sono rappresentate tutte le emozioni, le passioni, le miserie umane. Per quanto cerchiamo di ridicolizzarle, di prendere le distanze con l’ironia, noi sappiamo bene che c’è una parte di verità. Eccovi una piccola rassegna che vi trascrivo :

..” Come rugiada al cespite
d’una appassito fiore,
d’Aragonese vergine
scendeami voce al core.
Fu quello il primo palpito
d’amor che mi beò.”

Oppure :

..” Da quel dì che t’ho veduta
bella come un primo amore
la mia pace fu perduta,
tuo fu il palpito del core… “ Dall’ Ernani” di Verdi, libretto di F.M.Piave

Ancora da” La Traviata”di Verdi, libretto di F.M.Piave

…” Un dì, felice, eterea,
mi balenaste innante,
e da quel dì tremante,
vissi d’ignoto amor.
Di quell’amor, quell’amor
ch’è palpito, dell’universo intero…”

Oppure : dal “Tancredi “ di Rossini.

…” Di tanti palpiti
di tante pene,
da te mio bene
cerco mercè…”

15 feb 2010

ODE ALL'AMATO AMORE





"In alto si libra un canto d'amore soave
avendo or ora udito la tua voce melodiosa
sussurrare il mio nome
con siffatta tenerezza.
Oh dolce fanciulla!
Oh amata eterea gazzella!
Oh languida e fulgida farfalla
che al sorriso inviti, l'anima mia incanti
e risvegli quei sensi che parean sopiti!
Come primavera festosa
rinnovi in me tremule emozioni
e gioie indicibili.
Attendo solo l'attimo infinito in cui
potrò ancora stringerti tra le mie braccia,
mai sazio dei tuoi baci a lungo agognati".


Non sono Lucia, ma la sollecitazione di Marisa mi ha ispirato questa poetica di grande spessore, priva di retorica e carica di emozioni... sincere.

A PRESTO!

Care tutte, come va?

Inutile dirvi che mi mancate, mi manca già il nostro modo di stare insieme, di raccontarci attraverso la scrittura, la condivisione e poi....... le chiacchiere, le risate, le nostalgie.... insomma tutte le emozioni che rendono il nostro gruppo, i nostri incontri assolutamente speciali. Forse per tutto questo ogni laboratorio risulta troppo breve, per noi insufficiente. Da questa inquietudine dell'anima nasce allora la proposta di recuperare le nostre scritture del lunedì. Una scadenza più diluita ci consentitrà di prolungare il nostro piacere. Come sempre, spero di ritrovarvi in tante. Un forte abbraccio, corinna



ESSERE PENNA E' MIA SEGRETA AMBIZIONE ........Valerio Magrelli

14 feb 2010


da Venezia un pensiero e un abbraccio per tutte
Susanna


Una rosa rossa per noi donne innamorate dell'amore e della scrittura

No silêncio dos holhos

In che lingua si dice, in che nazione,
in quale umanità s’è mai imparato
il verbo che può dar ordine al caos
che in questo turbinio s’è formato?
Che sussurro di vento, che dorato
Canto di uccello su in alto posato
Può dire, a voce, quello che, tacendo,
nel silenzio degli occhi confessiamo?



Le poesie, José Saramago

Il primo bacio

Lo conoscevo da mesi, mi piaceva da morire.Come può piacere un ragazzo a una giovinetta di quattordici anni.Si chiamava Mario.
A quei tempi(1965)si usava che i ragazzi prendevano in affitto un locale,portavano il giradischi e si ballava.Questo avveniva la domenica pomeriggio.
Questo ragazzo a dire il vero piaceva a tutte.ma lui aveva scelto me.
Ballavamo i lenti e mi piaceva appoggiare la guancia contro la sua.
Alla sera al cinema parrocchiale gli tenevo il posto vicino a me e ci davamo la mano.
Però non mi diceva che gli piacevo e io avrei voluto che lo facesse.
Eravamo sempre in compagnia,non sono mai uscita con lui da sola.
Una sera,le mie amiche non c'erano,dopo il cinema mi ha accompagnato a casa,ci tenevamo per mano senza parlare,ad un tratto dolcemente mi ha abbracciato e ci siamo baciati.Subito dopo sono scappata non sapevo cosa pensare.Non sono stata capace di dormire.
Non è scattata nessuna scintilla anzi si è spenta la cotta che avevo per lui.

UNA POESIA

>TU


Non invitato il pensiero di te mi si è attardato in testa,
così sono andata a letto, sogni di te forti, forti, mi sono
risvegliata col tuo nome,
come lacrime, molle, sale, sulle labbra, il suono delle sue
limpide sillabe,
un incanto, un sortilegio.

Innamorarsi
è un inferno seducente, il cuore rinsecchito, quatto quatto
come una tigre pronta a uccidere; una fiamma fiera lecca sottopelle.
Nella mia vita, più grande della vita, entri con passo trionfale

Mi sono nascosta nei giorni di sempre, fra l'erba alta della routine,
nelle stanze mimetiche.Ti sei distesa nel mio sguardo,
rifuggendo dal volto di tutti, dalla forma di una nuvola,
dalla struggente luna che, sotto l'influsso della terra, mi
guarda esterrefatta

quando apro la porta della camera.Le tende s'increspano.
Ed eccoti lì
a letto come un dono, come sogno tangibile.

Carol Ann Duffy

LE LETTERE D'AMORE




Appartengo a quella generazione in cui l’avvento del computer era pura fantascienza e fino all’inizio degli anni sessanta, non tutte le famiglie possedevano il telefono , quell’oggetto nero, pesante, piuttosto ingombrante che usavamo con un certo timore ;
impensabile, un telefonino che sta nel palmo della mano da portare in spiaggia, o a passeggio chiacchierando guardando le vetrine o a spasso con il cane. Il mezzo di comunicazione più usato erano le lettere, lettere d’affari, di amicizia e le più belle le lettere d’amore.
Care vecchie lettere…attese con ansia sbirciando l’arrivo del postino.
Essendo i miei parenti sparsi per l’Italia , lo scambio epistolare era consuetudine nella mia famiglia, ricordo mamma seduta in cucina , gli occhiali sul naso, intenta a scrivere alle sorelle; a Natale e Pasqua, era un rito scrivere ai parenti e conoscenti cartoline d’auguri.
Con i primi batticuori come avrei voluto ricevere una lettera che fosse solo mia; una lettera d’amore!
Ma quel ragazzo , alto ,con gli occhi neri e belli , che mi fece tremare il cuore per la prima volta non mi scrisse mai, di quell'innamoramento ricordo un 45 giri che metteva sul giradischi, guardandomi con intensità e la voce di Alaìn Barriere che si spandeva per la stanza ”…più vedo te, più ascolto te e più ti amo….” Ed io con emozione, facendo galoppare a briglia sciolta la fantasia, immaginavo fossero versi scritti per me, dedicati a me.
Divenuta adulta ho incontrato solo amori allergici alla penna, che mi hanno lasciata orfana di lettere d’amore.
Frugando nei cassetti alla ricerca di testimonianze,magari dimenticate, ho trovato solo tenere cartoline e minuscoli biglietti d’auguri per i miei primissimi compleanni, da parte delle zie e di mamma e papà; ho trovato pure la copia di una dolcissima lettera scritta da mio padre,alla mia nascita, per presentarmi ai parenti lontani.
Ricordi che fanno bene al cuore; ma mi mancano lettere d’amore!!
Le stupide , ridicole, lettere d’amore che lasciano tra le righe atmosfere, emozioni, che non possono essere dimenticate !!


Da notare il timbro sul francobollo!!!

13 feb 2010

PRESENZA


LE PAROLE CHE AVREMMO VOLUTO SENTIRCI DIRE...
A TUTTE LE AMICHE DI PENNA BUON SAN VALENTINO !

Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso, e tu dietro a lui, spero.
Esci fuori in giardino e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu, e fiori,
luna e stelle a te s'inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.
( W. Goethe )

12 feb 2010

TI HO AMATO-TI AMO




Ti ho amato
nel buio e nella luce
tra canti e pianti
tra musiche e rumori
tra parole e silenzi.
Ti ho amato
tra deserti ed oasi
scalando montagne ghiacciate
o nuotando controcorrente.
Ti ho amato
nei giorni identici a tutti gli altri giorni
e nelle notti leggere.
Oggi ti guardo con occhi diversi
ed ancora ti amo.

11 feb 2010

A VOLTE



A volte s'inginocchia anche la poesia davanti
al suo foglio bianco
o si nasconde dietro il foglio e guarda il mondo.

Ghiannis Ristos

per Silvana


Vassilissa, torna subito a scrivere sul Blog!

Francesca

BUONA GIORNATA




Vincent Van Gogh

LA VOCE A TE DOVUTA




Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra. Intense,
rosse.Un bacio così corto
durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.

Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla
ormai, a nulla
era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio,
sono solo con le mie labbra.
Le poso
non sulla bocca, no, non più
-dov'è fuggita?-
Le poso
sul bacio che ieri ti ho dato,
sulle bocche unite
dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio
più del silenzio, della luce.
Perchè io non bacio ora
né una carne né una bocca,
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

Pedro Salinas

SCRIVERE DI SE




Siamo approdate al laboratorio da strade diverse, per curiosità,
non avevamo idea del percorso che ci aspettava.
Siamo rimaste per passione, per il legame col gruppo, siamo rimaste,
perché coinvolte dal fascino di Corinna...
Rimaniamo e continuiamo a scrivere di noi, della nostra vita,
travolte dall'affiorare dei nostri ricordi.
Sono rimasta perché amo questa ricerca, amo la scrittura
e con essa testimonio il mio vissuto.
Eppure non è facile, non è per niente facile, tradurre in parole
tutto il marasma che mi abita il cuore.
A volte le frasi restano pensieri confusi,
matasse impossibili da districare, altre ancora,
cerco nel mio vocabolario le parole più innocue,
per ferirmi di meno, a volte provo a barare con me stessa..
Ci sono sollecitazioni che muovono ricordi che esplodono confusi
e impazienti cercano spazio per ritornare alla vita,
indisciplinati ,non rispettando la coda, danno spintoni,
per farsi largo, così nomi, verbi , aggettivi, pronomi
si annodano si aggrovigliano e ci vuole una tale pazienza,
costanza...amore, per mettere ordine e dare forma
a un tessuto coerente di parole!
Ma con ostinazione perseguo il mio obbiettivo... quasi sempre.
A volte, quando il lavoro diventa troppo difficile,
metto da parte, archivio;
arriverà un giorno in cui sarò meno vulnerabile e riuscirò
a tessere nuovamente la trama di quei ricordi,
fino ad allora,fingo di dimenticare:
Apro una nuova cartella,
salva con nome... e chiudo.

10 feb 2010

carnevale a Venezia



Piazza San Marco gremita di gente con il naso all'insù per vedere "Il volo della Colombina" è stato proprio uno spettacolo. Il sole ha reso la festa un tripudio di colori e di allegria. Tantissime maschere molto belle giravano per la piazza e le calli. Vista la marea di folla avevo paura che Venezia sprofondasse. Ho pensato di mandarvi delle foto spero che arrivino.Ciao a tutte Paola.

09 feb 2010

di ALDA MERINI


Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no è qualcosa di più
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

NON T'AMO COME SE FOSSI ROSA DI SOLE



Non t'amo come se fossi rosa di sole, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio.
Così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

SIAMO UN GRUPPO

al gentile ospite



Giulia e Giovanna

PER CHI NON C'ERA

IN PRINCIPIO ERAT VERBUM



In principio era il Verbo.
Poi vennero il nome,
il pronome,
l'aggettivo;
l'articolo, la prassi, la frase
il sostantivo
maschile, femminile.

E non capimmo più niente.

Roberto Vecchioni
Di sogni e d'amore - poesie-
Frassinelli

08 feb 2010

Cosa so? cosa cerco? cosa sento? cosa chiederei

Cosa so? So che mi piace ridere so ballare so che sono capace di piangere so indignarmi so dire si.So che sono capace di provare risentimento,rabbia e collera,so dire no.
Cosa cerco?Cerco il mio Talento quello che mi è stato dato dal Creatore per farlo fruttare,che mi permetterà di stare nel bene.
Cosa sento? A volte sento di essere fuori strada,sento di essere fraintesa,sento di fraintendere.
Cosa chiederesti se dovessi chiedere? Chiederei al mio intuito di rivelarsi per sapere come agire quando capitano fatti che fanno stare male.Chiederei la bambola di Vassilissa che mi indicasse cosa fare nelle decisioni importanti

NAZIM HIKMET




Nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l'odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.

Di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell'ansito?
è tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte?

Dove finisce la notte
dove comincia la città?
dove finisce dove cominci tu?
dove comincio e finisco io stesso?

(Berlino 1961)

COMPITO SULLA PAROLA "PESCATA"CHE E': "FIDUCIA" E I MOMENTI PERFETTI



Fiducia:"Attribuzione di possibilità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata da una vera o presunta affinità".
Questa è la prima definizione che il vocabolario Devoto-Oli dà a questa parola.
Fiducia è un termine che usiamo abitualmente: ho fiducia in quella persona, ho fiducia nell'usare quel determinato marchio, ho fiducia nel futuro ecc. ecc.
Fiducia, fiducia, che bella parola!
Avere fiducia è indispensabile per creare una relazione, per instaurare un sereno rapporto di lavoro, per costruire un futuro con la persona amata. Fiducia in se stessi, nelle proprie possibilità, nei propri limiti.
E qui l'argomento si fa scabroso per me. La fiducia nelle mie possibilità è sicuramente molto limitata e giustamente motivata, mentre la fiducia che riguarda i miei limiti è ampia e robusta.
Dovrei a lungo analizzare questo sentimento, ripercorrere le tappe salienti della mia infanzia, passando per l'adolescenza, per approdare infine alla maturità. Un percorso pericoloso nel quale potrei perdermi e sarebbe cosa buona e giusta se lo facessi con una persona competente. Magari... non si sa mai!
Per ora mi accontento di questa mia serena consapevolezza alla quale sono arrivata non senza difficoltà. Ho imparato a disistimarmi con maggior leggerezza, cercando di inventarmi un po' la vita, credendo nelle persone che mi circondano. Perché la fiducia negli altri non mi manca, anzi capita che sia motivo di conforto quando attraverso la conferma di qualcun altro, mi rendo conto di aver fatto qualcosa di buono. La mia sensazione molte volte è d'incredulità. Incredulità verso un complimento inaspettato che indubbiamente mi gratifica e mi rafforza, ma che dentro di me naviga sprofondando poi in quell'incerto guazzabuglio.
Mi fido di me come nonna, è un compito che mi riesce bene, ma sfido chiunque a trovarmi una nonna che non riesca con successo in questo ruolo!
Insomma è così.
Questa parola mi ha scelto.
Forse ha piacere che dialoghi con lei di questi pensieri sempre sospesi.

PUZZLE

Prendo le mie tessere sparse. Devo raccoglierle per formare un puzzle dei miei momenti più belli, specifico, dei miei momenti d'amore più belli.
Alcune tessere s'incastrano con straordinaria facilità, alcune son leggermente da limare, ma ne vale la pena, altre ancora non ne vogliono sapere d'incastri obbligati, per carità! Qualche tessera manca proprio e non mi sforzo neppure di cercarla. D'altra parte io devo raccontare solo i bei momenti, e ce ne sono stati. Queste tessere colorate e armoniose lo dimostrano.
Ecco la tessera giallo oro, ricca di soli. E' quella dei nostri progetti realizzati.
Le tessera blu, verdi, bianche, le nostre vacanze di cui conservo bellissimi ricordi.
La tessera colore del cielo, carica di morbide nuvole, sono i nostri sogni ancora vaganti ed incerti.
La tessera grigia, che sembra brutto da dire il grigio, però vive anche lui di mille sfumature e rappresenta la tua concretezza, la tua ruvida praticità, la parte razionale che va a completare la mia mancanza di senso pratico, indispensabile completamento, altrimenti sai che barchetta in alto mare saremmo.!
C'è quella tessera rossa che rappresenta il tuo lato più nascosto, quello che si svela solo a me, quella dell'orso buono che sa ancora farmi sentire speciale.
E poi... e poi c'è quella tessera rosa. E' quella che amiamo entrambi in modo straordinario, è quella che ci ha migliorato completandoci.
Quella tessera è la piccola Emma, al centro del puzzle dei nostri momenti più belli. Ponte ideale che unisce indissolubilmente le nostre vite.

PER ADRIANA

BISOGNO DI UN SOGNO

Ma quanto hai fumato papà? Quasi non c'è una tua foto
in cui non tieni una sigaretta tra le dita!
La ricordo bene quella mano posata sul tavolo,
mentre parli a tratti scuoti un po' la cenere;
l'indice e il medio sono ingialliti.
Quante sigarette!
Certo, se tu avessi saputo che sarebbero state
le responsabili del furto della tua vita,
rubata a te, a noi, non avresti fumato tanto.
Avevi provato;
si diceva che fumare la pipa fosse meno dannoso
e cosi' ci avevi provato,
a noi bambini sembrava un gioco , ti stavamo intorno
mentre ti guardavamo riempire il fornello con il tabacco,
poi dar fuoco e tirare l'aria per accenderla ,
allora il fumo si spandeva, avvolgendoci
con un aroma ancora adesso inconfondibile.
Sembrava un gioco...

Di questi pensieri era intrisa la mia mente
nell'ora in cui il giorno cede alla notte
e il silenzio invita i ricordi
E quella notte mi sei venuto a trovare,
sei entrato nei miei sogni:

Appena qualche filo bianco tra i capelli,
dove abiti ora il tempo è senza tempo
e tu sei lo stesso di allora

“Papà, che dono mi hai fatto, sei qui!”

Mi hai sorriso,
un brivido mi percorre,
non ricordo parole.
Ma la tua mano
che copre e stringe la mia.

Bolle di sapone tra sogno e realtà

Dopo essere caduta in un sonno profondo e ristoratore per alcune ore,
spesso mi desto nel cuore della notte.
La mia mente inizia così a vagare,
come un vento leggero
penetra nei meandri più reconditi
e scopre emozioni
che nel turbinìo delle giornate frenetiche
vengono represse.
Ho imparato a conviverci con questi risvegli
e, se un tempo, mi mettevano ansia
ora, li accolgo con serenità.
La notte è silente,
le riflessioni, i sogni misti a realtà
vi si insinuano più facilmente.
Mi capita di immaginare che le due "Marte",
donne emblematiche, siano tornate
a supportarmi, guidarmi, sgridarmi.
Le loro anime mi trasmettono tranquillità e
mi permettono di riappacificarmi
con le fatiche, i dubbi, gli scontri quotidiani.
All'improvviso, si dissolvono...
ed io nel sonno lievemente ricado.

SO, CERCO, SENTO, CHIEDO

SO della mia pochezza
CERCO conforto e amore
SENTO che qualcuno risponde
CHIEDO un mare di emozioni.

SO che il nostro gruppo è grande
CERCO condivisione e solidarietà
SENTO, sento sento...la vostra presenza
CHIEDO che restiamo unite nella nostra splendida unicità.