BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 dic 2010

AUGURIO 2011

A TUTTE NOI.......da Corinna
Che ci sia dato
di esseri degni della disperata speranza.
Di avere il coraggio della solitudine e il valore di azzardarci a stare insieme, perché a nulla serve un dente fuori dalla bocca, o un dito senza la mano.
Di ribellarci agli ordini, ogni volta che ci viene impartito un ordine che umilia la nostra coscienza o viola il nostro senso comune.
Di meritare l’etichetta della pazzia, come la meritarono le Madres de Plaza de Mayo, colpevoli di rifiutarci di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria.
Di essere così caparbi da continuare a credere, contro ogni evidenza, che la condizione umana vale la pena, perché siamo stati fatti male, ma non siamo ancora conclusi.
Di essere capaci di continuare ad andare sulle strade del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le disfatte, perché la storia continua il suo cammino, al di là di noi, e quando ci dice addio, in verità sta dicendo: a tra poco.
Di poter mantenere viva la certezza sulla possibilità di essere connazionali e contemporanei di ogni forma di vita animata dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque sia nata e ovunque essa viva, perché non hanno frontiere le mappe dell’anima né quelle del tempo.
Eduardo Galeano
(Trad. di Milton Fernandez)




Buon Anno - Jovanotti

30 dic 2010

Bollicine

Istruzioni per l'uso
Deporre i ricordi, quelli più ingombranti, in una botte.
Riempirla di coca cola, inchiodare il coperchio, far rotolare il barile avanti e indietro per una bella mezz' ora.

Poi scoperchiare, guardare per vedere partire a razzo tutto quel dolore trasformato in miliardi di bollicine finalmente digerite dall'etere.

29 dic 2010

28 DICEMBRE 2010



PICCOLE FELICITA'

 Chiedere felicità,
che pretesa!

Mi bastano giorni sereni
 inattesi entusiasmi,
momenti che si dilatano
e mi abbracciano.

Mi bastano sorrisi
sui volti che amo.

Mi bastano piccole felicità :

Comprare rose,
per te,
in un mattino d' inverno.

Natale (di Erri De Luca)

Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.

Sua madre imbarcata per tentare uno scampo o una fortuna,
suo padre l'angelo di un'ora,
molte paternità bastano a questo.

In terraferma l'avrebbero deposto
nel cassonetto di nettezza urbana.
Staccheranno coi denti la corda d'ombelico.

Lo getteranno al mare, alla misericordia.
Possiamo dargli solo i mesi di grembo, dicono le madri.
Lo possiamo aspettare, abbracciare no.

Nascere è solo un fiato d'aria guasta. Non c'è mondo per lui.
Niente della sua vita è una parabola.
Nessun martello di falegname gli batterà le ore dell'infanzia, poi i chiodi nella carne.

Io non mi chiamo Maria, ma questi figli miei
che non hanno portato manco un vestito e un nome
i marinai li chiamano Gesù.

Perché nascono in viaggio, senza arrivo.
Nasce nelle stive dei clandestini,
resta meno di un'ora di dicembre.

Dura di più il percorso dei Magi e dei contrabbandieri.
Nasce in mezzo ad una strage di bambini.
Nasce per tradizione, per necessità, con la stessa pazienza anniversaria.

Però non sopravvive più, non vuole.
Perché vivere ha già vissuto, e dire ha detto.
Non può togliere o aggiungere una spina ai rovi delle tempie.

Sta con quelli che vivono il tempo di nascere.
Va con quelli che durano un'ora.

27 dic 2010

UNA GIORNATA PARTICOLARE (Tempo rubato)


Ora che non lavori più cosa fai? Ti annoierai, sono lunghe le giornate, senza l'impegno del lavoro!”
Mi ritengo allora fortunata: le mie giornate sono persino troppo brevi per fare tutto ciò che desidero fare. Il tempo mi sfugge, i giorni sono intensi di impegni e progetti da realizzare e la sera mi ritrova soddisfatta, sfinita e fortunatamente spesso troppo esausta per affrontare i pensieri che ricaccio là in fondo..
La notte sul comodino c'è ancora un' amico che mi aspetta paziente, silenzioso nel resto del giorno : muto.
Muto forse per gli altri, ma io la sento la sua voce, il suo richiamo è come un ultrasuono che penetra in me, proprio non posso spegnere la luce senza averlo coccolato ed essermi coccolata con le sue pagine con la trama di altre storie, estraniandomi dalla mia vita per calarmi in altre vite.
Ho letto ieri un' articolo che parlava di Tempo Rubato ed affermava:
Ciò che ci rende uomini è il diritto di fermarci e di pensare”
Oggi mi sono presa un giorno di “libertà dal mio tempo libero”, mi sono fermata ,a dire il vero,complice un intenso mal di testa, sono rimasta a poltrire per ore, senza nemmeno la forza di leggere, trascurando anche il mio amico fedele.
Considero però che mi serve ancora e sempre un' alibi ( il mio malessere) per permettermi ore di ozio totale.
(Ma questa è un' altra storia)
Oziando però ” i pensieri che non voglio pensare,” approfittando della mia inerzia, mi invadono pur sapendo di non essere i benvenuti; ed il riposo diventa fatica, la mente libera da appuntamenti, va a stuzzicare piccole ferite, all'apparenza insignificanti, simili a  minuscole lacerazioni, che se pur quasi invisibili, bruciano molto e si rimarginano faticosamente.
Sono trascorse ore, ma il dolore alla testa persiste, ignorando l'analgesico.
Nella ridda di pensieri monotoni, invadenti, si è fatto spazio ,prepotente, il bisogno di scrivere, cura sempre efficace per darmi un breve sollievo e ora sembra calmare anche il mal di testa....
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Ciao amichedipenna e buona lettura (il libro consigliato da Corinna è molto intrigante)

Un abbraccio a tutte e che il nuovo anno sia generoso di tutto ciò che il vostro cuore desidera.
Luisa 


BUONA LETTURA!



Carissime,
tra un pranzo, una festa e l'altra........ vi ricordo la suggestiva lettura del testo di Michela Murgia 'Accabadora'. L'attenzione è come sempre al linguaggio, ai ritratti psicologici, alle citazioni che più vi risultano incisive. Un abbraccio, corinna 

23 dic 2010

AUGURI!

Cercando qualcosa di originale......sono arrivata all'essenziale:

S E R E N E   F E S T E a voi tutte.

Un cuore di bene, Corinna 

22 dic 2010

QUALCHE PAROLA SULL'ANIMA wislawa szymborska

icon molteplici auguri di BUONE FESTE, tanti come le stelle nel cielo a tutte voi stupende donne in punta di penna 

21 dic 2010

Pantelleria

L’isola delle sorprese
A prima vista ci appare come un’isola aspra, selvaggia: le sue coste frastagliate a picco sul mare con le rocce nere, niente spiagge e scarsi accessi al mare.
Si susseguono muretti a secco fitti fitti di pietra lavica che contengono modesti appezzamenti di terra scura e secca dove crescono viti molto basse e bassi ulivi senza fusto con i rami adagiati a terra e carichi di olive piegati dai venti che spesso sferzano l’isola
Le piante di cappero, fiore all’occhiello di quest’isola, resistono e sono un po’ dappertutto.
Ci lasciamo subito accecare dai colori del cielo, dell’acqua e delle pietre. Il mare è ciò che prioritariamente ci interessa e, se pur difficilissimo da raggiungere, esploriamo e conquistiamo quei pochi spazi dove poter godere di acqua e sole.
Le sorprese che quest’isola ci riserva arrivano a poco a poco quando curiosando qua e là decidiamo di staccarci dalla costa e salire per esplorare l’interno dell’isola.
Ci addentriamo percorrendo strade strette, a volte sterrate, saliamo, attraversiamo contrade e piccoli paesi, e scopriamo piane, avvallamenti, dolci pendii e qui, dove il vento è meno battente, è tutto un vigneto. Distesi, adagiati sul terreno filari di vigne, ulivi, capperi. e qua e là piante di agrumi.
Ci inerpichiamo fino alla sommità della montagna grande e la scopriamo ricca e folta di vegetazione, nonostante il vento furioso che con la sua violenza sembra voler frustare ogni albero.

Un’autentica sorpresa e una gradevole scoperta, una delizia per gli occhi, per l’anima e per il corpo è stato per me “il giardino”. Viene attualmente chiamato giardino pantesco ma il suo vero nome è giardino arabo in quanto, come i dammusi a cui è annesso, è una costruzione di sicura origine araba.
I dammusi antichi, o comunque costruiti nel tempo rispettando la tradizione, hanno a lato un giardino rotondo cinto da alte mura di pietra lavica, di varie dimensioni.
Originariamente il giardino serviva a racchiudere e proteggere dai venti un albero di limoni che, così protetto, poteva crescere dritto e donare i suoi frutti. Questa era la sua originaria funzione, oggi, pur contenendo al suo interno una pianta di agrumi, non è più così: può essere un fresco riparo alla calura estiva, o semplicemente una parte di arredo del giardino della casa, chi lo possiede lo attrezza a modo suo.

Anche noi abbiamo avuto il nostro giardino! Vi si accedeva direttamente dal dammuso. Sicuramente antico ed autentico. Arredato con panche e cuscini che correvano tutto intorno al muro e al centro un tavolo in pietra la cui forma si adattava ai rami della pianta di agrume.
Un luogo fresco, ma soprattutto un luogo magico dove stare con se stessi, dove puoi pensare, meditare, dove puoi scrivere. Un luogo che ispira, che incanta.



sensazione


questo muro circolare di antica pietra lavica

ti avvolge,

ti protegge,

ti abbraccia,

ti tiene stretta con te stessa,

ti invita ad abbracciarti,

ti aiuta ad essere tutta intera ed interamente unica.



Venanzia settembre 2010

TANTI CARI AUGURI DI BUON NATALE!!!


Il Natale regala sempre una piccola favola... Ti auguro che queste feste siano ricche di magiche sorprese

Che la notte di Natale brilli per te di luce, di grazia e di amore.


20 dic 2010

Natale

Natale, ma che significa questa parola, questo evento. In questi giorni parlando con qualcuno dissi:" Quest'anno non lo sento il Natale" Ma che significa non lo sento?
Più di 2000 anni or sono nasce un Bambino. Sraordinariamente. Lo ricordiamo ancora oggi. Festeggiamo con pranzi e cene pantagrueliche. Ci scambiamo regali, spesse volte inutili. Ci compriamo persino le mutande rosse.
Le strade e le piazze sono illuminate coreograficamente dalle luminarie.
A questo punto mi sorge spontanea una domanda, ma Gesù il figlio di Dio si è fatto uomo per farmi ingrassare?
Per decurtarmi lo stipendio comprando c-----e, per sprecare energia inutilmente?
Non mi ricordo più perchè è nato.
 Nella mia mente affiora un ricordo, un canto
Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà

Favola di " NATALE "


Vi voglio raccontare la favola, che mi narrava zia Angelina
nella notte della vigilia di NATALE e come la lieta novella, si sparse ovunque.

All' alba del 25 dicembre, il Gallo che era solito alzarsi prima di tutti nel cortile,
capì subito dalla luce, che qualcosa di nuovo era successo nel mondo
e con grande eccitazione dette l' allarme e cantò.

"...... chicchirichì.... chicchirichì.... CRISTO NASCI'
        chicchirìchì.... chicchirichì.... CRISTO NASCI'...."

Il Bue che lì vicino dormiva, subito sveglio  gli domandò:

".... Mmuuu .... mmmuuuu .... unnèèè .... unnèèè ?...."

Per il grande frastuono, si sveglia anche la Pecora, che di rimando subito rispose:

"....... Beeee .... bbbeeeee .... Bbetlemme, Bbetlemme ....."

L' Asino lì vicino subito con grande entusiasmo disse:

".... Iiiiiaaa ...... Iiiiiiaaaa .... iamuci .... iamuci ....."

Così partirono subito, tutti in gruppo, per andare a trovare GESU' .

Quando arrivarono i primi pastori, loro erano già là...




Francesca

19 dic 2010

auguri da gina



Mi considero la vostra mascotte, ci vedremo stasera, 
Buon Natale

PRIMI RICORDI


La penombra della mia memoria è popolata da un numero indefinibile di ricordi che forse vorrebbero ritornare alla luce come sotto l'occhio di bue del palcoscenico ma stentano a trovare la loro via. Penso al Natale. I ricordi legati ai Natali della mia vita sono tanti e di tutte le età; però allontanandomi il più possibile nel tempo, ho l'immagine di un papà che, in una sera d'inverno con la neve simile a stasera, entra con difficoltà dalla porta di casa portando qualcosa di scuro, ingombrante e informe. Io sono lì e guardo stupita, non ho l'idea di quello che sta succedendo; devo essere molto piccola, probabilmente non sono ancora in età da asilo, ma so cos'è un albero e adesso ne vedo uno innalzarsi nell'angolo del soggiorno, vicino alla finestra, alto fin quasi al soffitto. Poi vedo tanti fili d'argento, tante palline leggere e colorate, degli angioletti, degli uccellini di vetro soffiato con la coda di piume vere sgargianti. Li prendo in mano, li tocco leggermente, sembra che scappino via da un momento all'altro. Sono affascinata da tanto luccichio e da tanti colori e rimango incantata a guardare. Intanto si è aggiunta anche la mamma che passa a papà palline, angioletti, uccellini, fili d'argento e tutti vanno a finire sull'albero che, da scuro e informe, diventa un tripudio di colori. Vengono aggiunte anche delle candeline con un piccolo portacandela a molletta che si fissa sui rami... l'ultimo tocco: papà sale su una scaletta di legno dicendo: ”Ecco fatto!” e infila sulla cima dell'albero un lungo puntale multicolore. A me manca il fiato dallo stupore; non so ancora cosa significhi Natale, ma la mia prima impressione è quella meraviglia che mi riempie il cuore ed è più grande di quella provata per qualsiasi regalo ricevuto fino a quel momento e che i miei genitori, insieme, hanno creato dal nulla, tutta per me. “Mi sembra un miracolo!”direi adesso.

E' stato un flash improvviso di questo pomeriggio; ve lo leggerò stasera.

E' il mio augurio a tutte per il prossimo Natale

BUONA DOMENICA!

Care tutte,
purtroppo la neve  quest'anno ci ha scombussolato tutti i programmi pre-natalizi. Peccato!
Intanto auguri per il vostro evento artistico e per il dopo... Vi seguirò con il pensiero, un caloroso abbraccio da Corinna

16 dic 2010

"KLEIN E WAGNER" H. HESSE

.... Si, era stato giovane anche lui, e non un ragazzetto come tutti gli altri, aveva coltivato sogni di grandezza, esigendo molto dalla vita e da sé stesso. Ma da allora, nient'altro che polvere e fardelli, una lunga strada, calura e ginocchia stanche, polvere e fardelli: solo nel cuore, che si stava inaridendo, osava persistere una certa nostalgia, addormentata, invecchiata.
Questa era la sua vita.

10 dic 2010

LA POESIA E'...

La poesia è una specie di elogio della vita in quanto tale proprio perché è la vita stessa che parla di sé (in qualche modo) ad un orecchio che la intenda (in qualche modo); parla a suo modo, forse in modo sbagliato, ma comunque la vita, la realtà "crescono" nella lode, insieme generandola e come aspettandola...


Andrea Zanzotto  (L'Approdo letterario)

05 dic 2010

LABORATORIO AUTOGESTITO DI SCRITTURA

Care Amichedipenna
Il prossimo appuntamento con la scrittura autobiografica è  per martedì 14 dicembre ore 20.30. Condurranno Anita e Marisa.
Vi aspettiamo numerose.

PROGETTO ACQUA Scuole M. L. King e Dorigo

Una rappresentanza di Donneinpuntadipenna per sostenere "ACQUA BENE COMUNE" collaborando nel Progetto Continuità tra scuole veronesi

04 dic 2010

L'ADESE


Voria cantar Verona, a una certa ora,
de note, quando monta su la luna:
quando i boschi che dorme el par che i cora
dentro sogni de barche a far fortuna
drio a l'acqua de l'Adese, che va
in cerca de paesi e de cità

            Berto Barbarani

SII BELLA E ZITTA

A proposito del libro sii bella e zitta di Michela Marzano, ho trovato una notizia notevole.
Nel 1979 il Pci boccia l'emendamento che afferma:" Il partito riconosce l'assoluta parità tra uomo e donna in tutti i campi, compreso quello sessuale". A quell'epoca votavo Dc perchè vicino a democrazia c'era l'aggettivo cristiana. Passavano gli anni e avevo la sensazione di essere stata dalla parte sbagliata, pensavo che il Pci fosse più progressista nei confronti della donna. Ora mi accorgo che non ero io dalla parte sbagliata, ma sono i partiti che non sono dalla parte delle donne.

01 dic 2010

PER UNA FIGLIA



Ma io ti baciavo di notte 
e scacciavo i tuoi incubi,
inventavo canzoni che ti facevano ridere forte
e quasi sempre ero lì con te e riconoscevo
chiaramente che guardare te era guardare me.
Ti spingevo a prenderti  la vita e a combattere
per i tuoi diritti futuri.
Il miglior regalo che potessi farti
era dire "sì" ai tuoi sogni 
che non erano i miei.


Margaret Hunter

pensiero del giorno dopo

Leggere è cibo per la mente.....

Care tutte,
l'incontro di ieri sera è stato come sempre carico di simpatia e di riflessione. Rispetto alla domanda 'come riattivarsi come donne, come rispondere alle offese, violenze....' credo ci sia molto da pensare, da inventarsi. Già scegliere però questa modalità di stare insieme, di parlare, di confrontarci, credo rappresenti un nostro 'atto di resistenza', una risposta al degrado che ci circonda. Un abbraccio, corinna     

NEVICA......!!!!

DISEGNO


Fosco giorno d'autunno, nevischio.
Un morbido grigio disegno,
tracciato come in un sogno.
I pini han raccolto cotone di cielo
e infilato i fiocchi tra i capelli,
e le betulle tendono i rami sottili,
delicatamante, delicatamente...
Su pozze ghiacciate scrivono gli uccelli
...su nuove lavagne. 
                  
 Olav H.Hauge

28 nov 2010

Adriana, teologa fuori dal coro

Cattolica, laica, teologa, scrittrice, eremita e donna, libera, a volte isolata, spesso fuori dal coro e magari inopportuna. Adriana Zarri se n'è andata a 91 anni dopo aver attraversato la storia della Chiesa in Italia e aver scritto parole e parole sul Vangelo e su Dio. Era nata nel 1919 vicino a Bologna, famiglia contadina. Diventa giornalista e ci mette la passione, come in tutte le cose. Dissente, certo, ma cerca di illuminare i passaggi più nascosti della teologia, che narra anche in posti dove parlare di Dio è esercizio scivoloso. Le importa la storia, quella che accompagna sempre il Vangelo: la politica, la teologia, le istituzioni che le vanno strette della Chiesa e del mondo. E' brava a raccontare le storie del Vangelo in parabole moderne. E intitola Parabole la sua rubrica sul Manifesto. Poi nel 1975 Adriana sente che non le bastano più le parole e i dibattiti. Ha bisogno di silenzio e va a vivere in un casale di campagna. Scrive in uno degli ultimi articoli: "Dio non può venire dimostrato con argomenti alla vista e alla ragione, ma è conosciuto nell'esperienza di amare gratuitamente. Se qualche volta posso fare questo,se qualcuno lo fa per me,è perché Dio c'è e vive in noi, più vivo di noi".

Alberto Bobbio
(tratto da famiglia cristiana)

27 nov 2010

IL VENTO


Per questo devo tornare
a tanti luoghi futuri
per incontrarmi con me stesso
ed esaminarmi senza sosta,
senz'altro testimone che la luna
e poi fischiare di gioia
calpestando pietre e zolle,
senz'altro compito che esistere,
senz'altra famiglia che la strada.

Pablo Neruda

26 nov 2010

AFFINITA' ELETTIVE



Con i miei amati fiori hai preso il raffreddore da fieno
con il mio dolce amore hai fatto indigestione di marmellata
con la storia della mia vita la pizza delle pizze
con le mie care lettere barchette su barchette
le mie poesie le hai accompagnate di corsa all'asilo
insomma affinità elettive poche pochine nessuna
(sarà per questo che brilli così nel mezzo del mio cielo?)


Vivian Lamarque

23 nov 2010

ANCORA EMILY DICKINSON

Vi è una solitudine dello spazio,
una solitudine del mare,
una solitudine della morte, ma queste
saranno una folla
a confronto di quel luogo più profondo
quella polare segretezza,
un'anima ammessa alla propria presenza-
finita infinità.

"VERSO UN SAPERE DELL'ANIMA"




Il filosofo, al contrario dell'esteta, non si accontenta
dell'offerta spontanea della vita, vuole penetrare in essa,
ed è esigente solo verso se stesso, in una tensione continua...


Maria Zambrano





A proposito di noi donne.....

Buongiorno a tutte,
immagino abbiate visto tutte la trasmissione di Fazio-Saviano ieri sera. L'efficace presenza e testimonianza della Bonino, Camusso, Morante mi pare proprio abbiano dato ulteriore attualità, motivazione e forza alla nostra prossima lettura e riflessione. Un abbraccio, corinna 

ADRIANA ZARRI

 
E' morta in questi giorni (18 nov.2010), a Strambino, presso Ivrea, piu' che novantenne, Adriana Zarri.
Teologa, monaca orante, poetessa, mistica, amica, libera, donna, critica, persona aggregatrice di amicizie e di spiriti, promotrice di liberta', impegnata, sofferta e lieta.

Tra gli altri suoi scritti, non molto tempo fa compose per se' questa "epigrafe d'erba". E' una preghiera alla terra e al cielo, alla Vita, che ogni cuore aspirante puo' elevare insieme a lei.

Epigrafe d'erba

Non mi vestite di nero:
e' triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
e' superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c'e' una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un'epigrafe d'erba.
E dira'
che ho vissuto,
che attendo.
E scrivera' il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

Adriana Zarri  (+ 18 nov. 2010)

Ricordiamola, corinna

22 nov 2010

UNA POESIA DI ANNA PACIFICO

Vorresti un sole diverso ogni mattina?
Un campo sempre verde e grasso?
Un cielo che non sa tempesta?

Io ti do l'innocenza
il dubbio
la disperazione
l'amore dei figli ribelli
l'ignoranza e il paradiso
l'anima immortale
l'effimero cielo azzurro
il destino che non consola
le lacrime e il sorriso
i vani giuramenti
l'attesa.

21 nov 2010

Canzone dell'appartenenza

Ciao, ciao!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Eugenio Montale

Una buona domenica piovosa, corinna

19 nov 2010

LEI, BAMBINA INVISIBILE

Lei era una bambina lunga e smilza, con una testolina di boccoli biondi ribelli e occhi azzurri, di un azzurro quasi blu, come di un cielo che aspetta un temporale indeciso. Era una bambina timida che si stava muovendo in un ambiente di relazioni complesse, tra nonni, zie materne e paterne, cugine, genitori, operai, garzoni e donne a ore. Tutto girava intorno all’attività familiare, al laboratorio e alle botteghe e nessuno aveva tempo per la bambina.
O meglio, c’erano per lei scampoli di tempo di persone sempre diverse e sempre di corsa verso altre incombenze.
Intorno era un via vai indaffarato, come in un grande formicaio di umani adulti.
Chi si accorgeva della bambina invisibile?
Lei poi era spesso altrove, spostata da una famiglia all’altra, da una zia all’altra, da una nonna all’altra. Tante case, tanti letti, tante persone. Quasi tutte donne.

Intanto si guardava intorno, non provava paura e neppure tristezza ma curiosità. La grande famiglia intorno, anche se si curava poco di lei, era una sicurezza.
Lei, la bambina invisibile, era una bambina tranquilla e persino felice. L’invisibilità significava autonomia; spazi da esplorare, persone da conoscere, situazioni nuove da vivere, tempi per sé. Anche troppi.
La bambina invisibile non era triste ma solo in attesa. Tutti la consideravano una bambina fortunata.
Prima o poi anche la persona più importante della sua vita, si sarebbe finalmente accorta di lei; di quanto era brava, tranquilla, buona, obbediente …

Cercava di cogliere e di interpretare i segni della madre; i gesti, le azioni, persino gli sguardi, sempre alla ricerca di scampoli di affetto, di briciole d’amore.
Questo poteva significare quello. Ormai era un gioco, capire.
Uno caramella era al posto di un bacio. Un panino con lo sgombro e le cipolline sostituiva un abbraccio. Un grappolo d’uva erano le carezze …
Ma un’attenzione ruvida che cos’era? …

Lei, la bambina smilza dai riccioli ribelli sentiva di avere dei bisogni affettivi suoi ma non sapeva riconoscersi il diritto ad averli. Perciò prudentemente li accantonava, anche se la speranza di poterli un giorno gridare ai quattro venti, chiamandoli per nome uno ad uno, non l’abbandonava mai.
Prima o poi avrebbe dato un nome a quei bisogni … prima o poi avrebbe saputo come fare a domandare, a esigere.

Quando la famiglia si assottigliò, dopo la morte della nonna, vera gran maman direttrice di tutta la casa e della sua complessità, la bambina si sentì improvvisamente più sola e si fece strada in lei una nuova consapevolezza.
I suoi bisogni doveva imparare a manifestarli o altri avrebbero preso tutto lo spazio affettivo disponibile , che ormai era davvero poco.
Era morto anche il nonno e una giovane zia. Tutto nel giro di due anni. Gli zii si erano sposati. Le zie se n’erano andate altrove.

Intendiamoci, cari e attenti lettori, non che la madre non amasse i suoi due figli; semplicemente nel suo mondo, averli partoriti, alimentati, puliti , vestiti ed educati alla buona creanza era il massimo del dovere materno.
Infatti spesso affermava: “I bambini sono belli soltanto quando li puoi tenere in braccio."
Le coccole, le manifestazioni di affetto erano azioni che neanche la madre riconosceva a se stessa.
Nessuno l’aveva iniziata e, come si usa dire, nessuno nasce imparato.
Anche con lei sua madre era stata ruvida e affettivamente indisposta ma questo la madre lo confessò quando ormai la bambina era grande e già madre a sua volta.
Il padre: lui era spesso altrove. Però lui sapeva dare affetto, era di un’altra educazione; ma non era previsto che i padri si occupassero dei figli, perciò anche questo affetto era un piccolo, insufficiente scampolo, una pezzetta calda e delicata ma applicata ogni tanto.

Crescendo la bambina cominciò a imparare qualche trucco.
Cominciò a capire che una persona solitamente invisibile, quando si manifesta viene sicuramente ascoltata.
Ricorda ancora la sorpresa sui volti di papà e mamma quando una volta, a sei anni, si rifiutò di tornare a casa e da una vecchia zia, perché loro, i genitori, dovevano andare da amici.
L’ebbe vinta, anche se dopo crollò di sonno, costringendo tutti al rientro anticipato.
Ricorda anche quella volta che si impuntò di voler dormire nel lettone tra papà e mamma. L’ebbe vinta per la cocciutaggine.
Ma queste azioni ribelli, questi atti di forza, lasciarono segni importanti e pesanti. Lasciarono nella bambina un grande e sproporzionato senso di colpa. Forse il primo, un annuncio di tanti altri sensi di colpa a venire.

17 nov 2010

VISIBILE-INVISIBILE (ancora)



Visibile invisibile
quello che conta
è che non voglio fingere.
Quello che conta
è che se anche ne sto fuori
io sono dentro a chi amo.
E dentro o fuori
visibile o invisibile
una traccia nella vita rimane.
La mia.
Perché così è
e così voglio io che sia.

EMILY DICKINSON

Il mare disse “Vieni” al ruscello -
il ruscello disse “ Lasciami crescere” -
il mare disse “Allora sarai un mare -
voglio un ruscello – vieni ora ! -

Il mare disse “Va al mare -
il mare disse “Sono quello
che amasti” - “Dotte acque -
per me – la saggezza è insipida”


15 nov 2010

LEGGERE ...

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.


Marcel Proust

14 nov 2010

Il Ginko Biloba



                                                                               Francesca


L' autunno è arrivato
la pioggia non smette
cade fitta e inzuppante
sui tetti e sull' anima.

Col pensiero vado al bosco
profumi tornano alla mente
odore di muschio, di terra soffice.

Il tentativo di un raggio di sole
t' invita fuori, nella piazza Viviani
in un' atmosfera magica.

I Ginko Biloba, dalla scura corteccia
e foglie ad ali di farfalla
intrecciano le fronde
a formare la volta dorata.

Contrasto sottile fra terra e cielo.

Accanto, l' eroe dei due mondi osserva curioso
gli artisti indaffarati su tavolozze colorate d' ambra,
giallo, oro, ocra.

In questo giorno di fine autunno Verona è tutta d' oro
l' inverno può aspettare.


WISLAVA SZYMBORSKA UNA VITA ALL'ISTANTE

Una vita all'istante. Spettacolo senza prove.
Corpo senza modifiche.
Testa senza riflessione.

Non conosco la parte che recito.
So solo che è la mia, non mutabile.

Il soggetto della pièce
va indovinato direttamente in scena

Mal preparata all'onore di vivere,
reggo con fatica il ritmo dell'azione.
Improvviso, benché detesti improvvisare.
Inciampo a ogni passo nella mia ignoranza
Il mio modo di fare sa di provinciale.
I miei istinti hanno del dilettante
L'agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
Sento come crudeli le attenuanti.

Parole e impulsi non revocabili
stelle non calcolate,
il carattere come un cappotto abbotonato in corsa-
ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.
Poter provare prima, almeno un mercoledì,
o replicare ancora una volta, almeno un giovedì!
Ma qui già sopraggiunge il venerdì
con un copione che non conosco.


Mi chiedo se sia giusto
(con voce rauca,
perché neanche l'ho potuta schiarire tra le quinte).


Illusorio pensare che sia solo un esame superficiale,
fatto in un locale provvisorio. No.
Sto sulla scena e vedo quant'è solida.
Mi colpisce la precisione di ogni attrezzo.
Il girevole è già in funzione da tempo.


Anche le nebulose più lontane sono state accese.
Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
E qualunque cosa io faccia, 
si muterà per sempre in ciò che ho fatto.

ASSONANZE 

Non ho potuto leggere il copione, se l'avessi fatto forse avrei rifiutato la parte,.... o forse no.
La mia vita si è arricchita anche attraverso i percorsi difficili.
Ho accettato la parte e caratterizzando la recita, non subendo la passività di un monologo infinito, ho dato battaglia con le armi che avevo ,tentando di rendere la sofferenza costruttiva, dove è stato possibile.
Avrei voluto essere più sicura, accettarmi e piacermi di più, dominare l'ansia, non sentire il bisogno di maschere ed  avere in copione battute più accattivanti, più originali, più colte.
Lo sgretolarsi improvviso del bozzolo dorato dell'infanzia mi ha trovata sconcertata e impreparata ad affrontare le scene impreviste della vita.
Avrei preferito anch'io poter provare, in un giorno qualsiasi, evitando così qualche errore, avrei scelto magari sceneggiature diverse, ma di sicuro non avrei mai cambiato gli attori !
A pensarci bene nemmeno la trama.
E mentre mi preparo per una nuova rappresentazione, l'oggi scivola già nel ieri e non mi lascia scelta...sono costretta a improvvisare.
Ma a darmi forza ci sono stelle, scintille preziose ad illuminare il palco, a rischiarare il teatro , guizzi di felicità e di interminabili tenerezze.

Breve riflessione tratta da: "IL BACIO DELLA MEDUSA" di Melania Mazzucco




... La vita è una cosa, la biografia un'altra.
Perché una persona è un aggregato di atomi,
una formula chimica che interagendo con le altre produce le combinazioni più impensate, complesse, imprevedibili: non è un elemento isolato, e le sostanze si attraggono, si respingono, si fondono, si annullano ... 




12 nov 2010

Sintesi di opposti

Visibilità invisibilità
In me esistono un popolo di 'Silvana'. Una volta pensavo fosse un difetto, o peggio un'anomalia. Ora, non sempre, ma spesso convivo con queste mie 'anime'.  C'è la Silvana paziente che si scontra con l'impaziente.
Sono una donna che ama la vita sociale, ma sto bene anche in solitudine. Devo avere dei giorni di assoluta calma. Non incontro nessuno. Ho voglia di stare a casa. Quando arrivano le mie figlie, il nipotino  la mia casa si riempie delle loro voci e io mi sento come 'Cornelia' e loro sono i miei 'gioielli'. Preparo'mangiarini'speciali, ho un gran da fare e sono felice. Quando se ne vanno, dopo che ho rimesso tutto a posto sono ugualmente felice.
Sono capace di cantare a squarciagola e ridere. Sono capace di piangere ed essere triste. Sono docile e sono ingovernabile. Sono buona e sono una iena, se occorre.

RIFLESSIONI “A FREDDO” SUL PRIMO INCONTRO AUTOGESTITO




E' stata per me, un'esperienza molto bella, interessante, stimolante...a cominciare dalla preparazione dell'incontro, che mi ha molto coinvolto, dalla ricerca, la selezione delle poesie e degli aforismi, all'idea dell'”allestimento scenico” il tempo che ho dedicato a tutto ciò me lo sono proprio goduto!
I confronti con Betty , lo scambio delle nostre idee, le prove di lettura , tutto si è trasformato in divertimento, per noi è stata un'ulteriore occasione di godere della reciproca compagnia.
La serata dell'incontro eravamo entrambe emozionate, miglioreremo,ed alternandoci nella conduzione porteremo, tutte, idee nuove e sollecitazioni di volta in volta più stimolanti ; ribadisco per me è stata
un' esperienza positiva, attendo il prossimo incontro, felice di ritrovarci, per continuare questa nuova avventura.
Ora tocca a voi, ci aspettiamo di leggere le vostre “Visibilità e Invisibilità” presto sul Blog..



INCONTRO DI LETTURA


Ciao a tutte,
vi ricordo che il testo scelto per il prossimo incontro di lettura è il saggio di Michela Marzano, edito da Mondadori. Poiché la lettura del testo è abbastanza scorrevole, vi suggerisco di soffermarvi,  in particolare, sui seguenti capitoletti, così da poterne poi discutere insieme:
Che cos'è una donna?
Non ho fiducia in me!
Cercasi amore disperatamente
Il declino dell'impero partiarcale
Quell'uomo ci offende
Il gene dell'indignazione morale

Un abbraccio, corinna

P.s: sono contenta del buon esito del laboratorio di scrittura,

11 nov 2010

INVISIBILITA'

Quello che le donne non dicono” 
 
Conosco donne, che nell'innamorarsi, nello scegliere un uomo, nel condividerne la vita, si sono vestite di invisibilità.
Donne preparate, professioniste, agguerrite femministe o placide casalinghe,ma tutte donne speciali. Donne che si sono trovate ad affrontare un percorso inusuale, un viaggio fatto di sofferenza, di difficoltà, anche nelle semplici, quotidiane incombenze, che diventano oneri pesanti, un viaggio dalle asperità forse inattese.
Anch'io, in parte,condivido con queste donne questa esperienza.
Con il passare degli anni tutto ha acquistato una dimensione più serena; il processo di accettazione è ancora in cammino, ma ha fatto molta strada…
Non posso però non condividere con loro  emozioni, sensi di colpa, rabbia e tanto altro di questa esperienza che sono stata costretta a vivere e che mi fa essere tuttora incazzata con quello stupido gene che perdendosi ha dato un indirizzo del tutto diverso alle nostre vite, costringendoci a percorrere strade di emozioni, timori e pene inaspettate.
Trovo giusto però che arrivi il momento liberatorio, per una compagna, una sorella,in cui l'invisibilità e il non detto di anni e anni, la partecipazione nel vivere gomito a gomito con questa realtà, l’ansia silenziosa, repressa , esplodano e si trovi il coraggio di dire:" C’ero anch’io, anch’io ho condiviso,l’incertezza, le apprensioni, se non il dolore fisico, io con il cuore c’ero, ci sono sempre stata…e non sempre ero la più forte."
E' impegnativo guardarsi dentro ed ammettere la stanchezza, la difficoltà di sostenere un ruolo che spesso ci trova impreparate , riconoscere che è duro dimostrare sempre padronanza, sicurezza, è più facile smentirsi e continuare a mascherarsi,dietro accettazione, pazienza, comprensione..…
E’ più semplice seguire una fredda conferenza medica in cui vengono esposti dei dati di ricerca o dei risultati di cura, qualcosa insomma di doloroso, ma palpabile, concreto, dove ci vengono dati strumenti per affrontare le situazioni.
Quando si parla di sentimenti è tutto più complicato , per pudore, per cultura ,tendiamo a nasconderci e non è semplice trovare il coraggio di ammettere che è una strada sfiancante da percorrere anche per chi la vive di riflesso. Sopportare ed accettare la sofferenza delle persone care è molto duro.
Riuscire finalmente a parlarne con consapevolezza e senza falsi eroismi uscendo dall'invisibilità è un grande passo. Dare voce a quelle ansie taciute, fingendo sempre una forza e un coraggio che a volte siamo ben lungi dal provare, svuotare il cuore da troppi sensi di colpa inutili, sterili ma che noi donne siamo cosi’ abili nell’alimentare: è terapeutico, è come posare un bagaglio troppo pesante, per riprendere fiato,e ritrovare un ruolo, un'identità, anche in una relazione così inconsapevolmente e inevitabilmente esigente.
E’ quello che queste donne qualche volta dovrebbero dire, ammettere, non per drammatizzare, ma per posare sul piatto della bilancia anche i loro sentimenti, le debolezze, le fatiche.
La mia è un'esperienza di mamma e per me il discorso è molto diverso, un figlio non è altro che… te stessa.. e molto di più, per un figlio non c’è stanchezza, sensi di colpa si, tanti e se a volte mi sono sentita “trasparente” è stata una sensazione fuggevole, trascurabile, di fronte alla realtà che mio figlio era costretto a vivere , ma ammetto : è stato, ed è difficile, molto difficile, non far trasparire la mia ansia , non sempre ci sono riuscita.
A voi sorelle, compagne spetta un compito ancor più impegnativo, io non conosco ricette, posso dirvi solo“posate ogni tanto la maschera, non sarete per questo meno coraggiose !”
Vi abbraccio tutte e grazie di essere.... cosi come siete

10 nov 2010

FILASTROCCA DEL VISIBILE E DELL'INVISIBILE



Siamo visibili ed invisibili
perché siamo credibili ed incredibili.
Abbiamo maschere che spesso usiamo,
mentre altre mai le indossiamo.
Ci piace la maschera dell'ironia,
ma evitiamo quella della bugia,
usiamo spesso la gentilezza
anche se sentiamo dentro molta amarezza.
A volte vorremmo essere trascurate,
ma dobbiamo tenerci ordinate,
altre sentiamo forte un dolore,
ma sorridiamo con ardore,
oppure siamo costrette ad essere serie,
ma dentro ridiamo e con l'anima giochiamo.
E quando "batte" la malinconia
ci viene in aiuto la scrittura, la poesia,
e magari queste non sono maschere,
ma solo la realtà 
della nostra sfaccettata molteplicità.

08 nov 2010

A TUTTE

BUONA SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA AUTOGESTITA!


P.s: un in bocca al lupo alle conduttrici.

corinna

05 nov 2010

PROPOSTA DI LABORATORIO PER LA MAIL ART


Care Amichedipenna
alle ore 16.30 di lunedì 8 novembre a casa mia vi propongo un piccolo laboratorio di costruzione della cartapesta per fare le mele de "L'albero delle parole desuete" per la mostra di Mail Art.
Chi ha tempo e voglia di applicarsi è invitato.
Alle 19.15 seguirà la ormai consueta bondolata delle donne. Alle 20,15 si va a Montorio per il corso di teatro. Alessandro chiede puntualità.



Per il laboratorio portate un pennello un pò grandino, un barattolino di vinavil e uno o due giornali quotidiani.
Un basin a tutte e per favore segnate nei commenti la vostra presenza così mi regolo.
Marisa

QUALCHE PAROLA SULL'ANIMA wislawa szymborska

31 ott 2010

ANNIVERSARIO


Domani 1° novembre omaggio a Alda Merini
Chiesa di S. Nicolò
ORE 18

LA PIOGGIA PROMESSA



(Van Gogh)




Così doveva essere e così è stato.
Il clima uggioso ci ha impedito
un incontro gradito,
il vento ha sferzato incessante,
la pioggia dai fossi ci ha tenuto distante,
ma noi non ci arrendiamo
e la primavera attendiamo
per riproporre questa uscita e renderla più gradita.





CHI MUORE (Ode alla vita) di Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

30 ott 2010

LA LETTERA A MENECEO

...... Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero
 sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più.

Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte,
non tanto perchè il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto
l' affligge la sua continua attesa.

Ciò che una volta presente non ci turba,
stoltamente atteso ci fa impazzire.

La morte, il più atroce dunque di tutti i mali,
non esiste per noi.

Quando noi viviamo la morte non c'è,
quando c'è lei non ci siamo noi.

Non è nulla nè per i vivi nè per i morti.

Per i vivi non c'è, i morti non sono più.

Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male,
ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere,
così non teme di non vivere più.

La vita per lui non è un male, nè è un male il non vivere.

Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità,
così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce ........

(Epicuro)

PER RICORDARCI DI NOI


Cominceremo con dei Laboratori di Autobiografia autogestiti, come suggerito da Corinna.
Il giorno scelto è il secondo martedì del mese.
Per favore segnate la vostra partecipazione nei commenti così potremo contarci?

29 ott 2010

Pioverà (per giocare con Marisa)




Pioverà.
Così hanno detto e non sbagliano.
Pioverà e noi donne oseremo, se sarà possibile osare.
Sfideremo indomite le intemperie.
Aggredite dalla pioggia i nostri pensieri
emergeranno nuotando
e troveranno approdo su candidi fogli
trasformandosi in parole dense d'umidità.

APPUNTAMENTO CON GIOVE PLUVIO

Previsioni del tempo

Bassa pressione in arrivo.
Nuvole  sulla Valpadana.
Pioggia da mezzogiorno.
Carissime Amichedipenna
sembra che domenica
avremo compagnia:
Giove Pluvio.
Saranno felici le rane
indifferenti i magnaroni
(non credo ce ne siano)
un pò meno i passeri,
per niente noi donne.
Ci consoleremo
indossando calze calde
impermeabili e ombrelli.
Magari una sciarpa, un golfino
ma sicuramente
e senza alcun dubbio
con noi avremo
una matita con gommino
e la moleskine.

PENSANDO A LEI...



Immagina un po' cosa ho sognato.
All'apparenza tutto è proprio come da noi.
La terra sotto i piedi, acqua, fuoco, aria, 
verticale, orizzontale, triangolo, cerchio,
lato sinistro e destro.
Tempo passabile, paesaggi non male
e parecchie creature dotate di linguaggio.
Però quel linguaggio non è di questa Terra ...


Wislawa Szymborska

27 ott 2010

LE TRE PAROLE PIU' STRANE

Quando pronuncio la parola Futuro,
la prima sillaba già va nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.


STUPORE

Perchè mai a tal punto singolare?
Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?
Di martedì ? In una casa e non nel nido?
Pelle e non squame? Non foglia, ma viso?
Perché di persona una volta soltanto?
E sulla terra? Con una stella accanto?
Per tutti i tempi e per tutti gli ioni?
Per i vibrioni e le costellazioni?
E proprio adesso? Fino all'essenza ?
Sola da me con me? Perché mi chiedo,
non a lato né a miglia di distanza,
non ieri, né cent'anni addietro, siedo
e guardo un angolo buio della stanza
-come, rizzato il capo, sta a guardare
la cosa ringhiante che chiamano cane ?


TUTTO

Tutto-
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto 
un brandello di bufera.


Wislawa Szymborska

26 ott 2010

BREVE PENSIERO SULLA SERATA DEDICATA A W. SZYMBORSKA

Universale e minimalista, ironica e leggera, profonda e rigorosa, semplice e musicale, di un realismo a volte spietato a volte magico.
Mi sono tuffata con gioia nel tuo mondo "stupefacente", voglio conservare la meravigliosa sensazione della forza poetica che mi hai trasmesso, soprattutto l'incanto con cui guardi il mondo.

Grazie

22 ott 2010

POESIE

PICCOLI ANNUNCI

INSEGNO il silenzio
in tutte le lingue
mediante l'osservazione
del cielo stellato,
delle mandibole del Sinanthropus,
del salto della cavalletta,
delle unghie del neonato,
del plancton,
d'un fiocco di neve.
..........
Wislawa Szymborska

Buon fine settimana, a presto Corinna

17 ott 2010

POESIE














PICCOLI ANNUNCI

 
CHIUNQUE sappia dove sia finita
la compassione (immaginazione del cuore)
- si faccia avanti! Si faccia avanti!
Lo canti a voce spiegata
e danzi come un folle
gioendo sotto l'esile  betulla,
sempre pronta al pianto[...]
Wislawa Szymborska
Care tutte, Buona lettura. Corinna

14 ott 2010

APPUNTAMENTO

SEMINARIO DIOTIMA

Venerdì 15 ottobre ore 17.20 presso l'Università

Luisa Muraro "leghiste (e) femministe"

corinna

12 ott 2010

CONTIAMOCI!

Carissime,
per il piacere di ritrovarvi, possibilmente tutte, il prossimo incontro di lettura di fine mese all'Arci, provo a proporvi queste due date:
lunedì 25 ottobre ore 18.30
martedì 26 ottobre ore 20.15

Vi chiedo cortesemente di decidere rapidamente e di mettete  sul blog la vostra adesione.  Conto sulla vostra collaborazione, vi abbraccio e vi aspetto Corinna.

08 ott 2010

RICEVO E INOLTRO A CHI E' INTERESSATA

A Casetta Maritati (Quartiere Navigatori) da lunedì prossimo (ore 10.00) parte una iniziativa a titolo

PAROLE NEL TEMPO
Laboratorio per il recupero delle parole dialettali perdute
condotto da Mirko Cittadini
dell'associazione Aribandus


06 ott 2010

L'ANIMA FARFALLA



Cè gente fortunata invece
a cui diventano leggeri i libri,
si sfaldano nell'aria insieme agli anni
chini,


lasciano l'anima farfalla,
sgroppata del suo bruco
come se nessuna
parola fosse stata.


Paola Mastracola
Da "La felicità galleggiante"

05 ott 2010

RIFERIMENTI







Care tutte,
vi invio i riferimenti dei testi suggeriti per conoscere la poesia di Wislawa Szymborska. Corinna

Vista con granello di sabbia 
Discorso all'ufficio oggetti smarriti
Due punti

Edizioni Adelphi









PERFORMANCE DOMENICALE

Ciao,ciao,
belle le fotografie, vi ho ritrovate attive, preparate...entusiaste. Dunque, alla prossima!
Un abbraccio, corinna

04 ott 2010

foto misteriosa ?

Una foto mancante
 LEGGERINPIAZZA
LETTURE IN PIAZZA VITTORIO VENETO DI DONNEINPUNTADIPENNA CON IL CIRCOLO DEI LETTORI

(Indovinello: succede che il fotografo non è fotografato. Chi è?)




















Chiedo scusa ad Anita ma la sua non è venuta.