BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



29 nov 2009

DAL MART DI ROVERETO



Da questa bellissima mostra: "Capolavori della modernità. Opere della collezione del Kunstmuseum Winterhur", un'opera di Ferdinand Hodler "Sguardo sull'infinito"

Il tempo per vivere

C’è un tempo per nascere , Il tempo per vivere, un tempo per morire:
Il nascere ci è dato come un dono d’amore;
il morire non dipende da noi;
il tempo per vivere è …”quasi” solo nostro;


Il tempo per vivere:
migliaia di gradini in salita, in discesa;
migliaia di viottoli, di strade sterrate, lastricate, asfaltate;

Il tempo per vivere:
amorosi incontri, splendide visioni, luminose prospettive;
care appartenenze, gioiose condivisioni, splendido gioco;

Il tempo per vivere:
mettersi in gioco e giocare;
donarsi senza chiedere;
spendersi per i propri ideali;

Il tempo per vivere:
frenare il proprio passo;
ascoltare le risonanze interiori;
raccogliersi in sé stessi e goderne le sensazioni;

Il tempo per vivere:
aprire le orecchie e allargare il cuore a ricevere;
riconoscere sogni, intuizioni, visioni di cui far tesoro;
innestare ad ogni passo l’innovazione.


Venanzia


"Una rosa è una rosa è una rosa è una rosa"

Gertrude Stein da: "Teneri bottoni"

28 nov 2009

POESIA




Sono fratello dell'uomo con l'armonica
come lui suono alle erbe dei muri
ai fiori di plastica legati agli altari
sui bordi della strada, alle ringhiere.

Come lui suono alle erbe dei muri
a secco. Asplenio e cimbalaria
sono miei alleati, un'aria
stonata mi distingue dai muti.

Ai fiori di plastica legati agli altari
lungo la cantonale-memorie di ammazzati
dalle lamiere-affido la mia voce
fatta di parole rubate.

Sui bordi della strada, alle ringhiere
il nostro dio lascia una frasca
scomposta. Ricordati, fratello:
nel filo d'erba è racchiusa la grazia.

Alberto Nessi

27 nov 2009

CHIAROSCURO




CROMOTERAPIA



Novembre, cielo plumbeo, giornata uggiosa.
In questo monotono chiaroscuro, tono su tono
è duro far decollare i pensieri, oggi si vola a quote basse...
Sono costretta ad uscire, mi faccio violenza e mi avvio nel grigiore
di questa mattina autunnale.
Ma a poco a poco un colore aureo si diffonde, dal marciapiedi,
che appare come un lungo nastro giallo, al tunnel degli alberi
che gelosi trattengono le ultime foglie impreziosite da questa nuova cromia di colori,
ai ginko biloba nel parco ,maestosi, leggiadri , alteri..
Ed è ancora novembre, il cielo lassù, lontano,è ancora grigio
ma il gioco del chiaroscuro è cambiato,si è trasformato in allegria
e fa danzare nel cuore quasi un'incontenibile frenesia,
che soppianta la svogliata malinconia del primo mattino.
I pensieri si fanno più leggeri , mettono le ali
e si levano in un muto ringraziamento
a Chi regge la tavolozza dei colori delle stagioni.
Novembre, cielo ancora plumbeo.
Ma oramai sono in alta quota,
e nel calpestare queste foglie,
che sembrano aver trattenuto il sole dell'estate,
dimentico la giornata uggiosa.

26 nov 2009

da Il cantico delle creature














...

Laudato si', mi Signore, per sòra Acqua,
la quale è multo utile, e ùmele, e preziosa e casta.

...

Francesco d'Assisi

25 nov 2009

C H I A R O S C U R O E' .....................................................................................

Chiaroscuro è quel momento che….

speri si porti il vento,

è un ballo lento che, a volte,

dura troppo tempo.

E’ un colore in movimento che, talvolta,

opprime il tuo tempo,

è un istante fatato

che ti avvolge con il creato.

Chiaroscuro è una certezza che …..

si trasforma in amarezza,

è un’acquazzone improvviso

che lava via il tuo sorriso.

E’ una foto in negativo

che ti fa dire: perché io vivo.

E’ un periodo altalenante

in cui ti scopri, anche, cantante,

è un bel sogno in bianco e nero

che rivive e sembra vero.

Chiaroscuro è un’illusione

in cui ti credi Pigmalione,

chiaroscuro è una scoperta

per chi vive sempre all’erta.

Chiaroscuro è una sinfonia

ritmata, stonata,

amata, odiata,

limpida, tenebrosa,

che sempre, intorno a me, chiosa.

Giovanna Martini

24 nov 2009

CONDIVIDO IL "MIO" LIBRO
Io non posso raccontare un libro letto d'estate, perchè ne ho letti così tanti che nemmeno li ricordo. Alcuni emozionanti, interessanti, altri completamente privi di significato.
Voglio allora condividere con il gruppo il mio "libro da comodino", qello che da anni vive con me. Letto, riletto, fino in fondo o aperto a caso; quello che apro ogni volta che mi sento triste o stanca o non mi sento triste ma cerco un amico che mi stimoli o mi ispiri o mi sedi.
Il libro si intitola "Memorie di Adriano" ed è, nella finzione letteraria, l'autobiografia di un imperatore che diventa sempre meno imperatore man mano che la malattia progredisce (Adriano muore di "idropisia del cuore" adesso lo chiameremmo scompenso cadiaco) e lo trasforma prima in un uomo, poi in un corpo. E' un corpo stanco, malato, che non si presta più all'azione e, proprio per questo, libera la mente, la lascia prevalere.
Adriano racconta e si racconta, ma ciò che si legge non è solo la sua storia, è un insieme di riflessioni sull'essere umano confinato dal ruolo sociale, limitato dalla propria condizione fisica,
Adriano è stato potente e, come tale, solo. Circondato dalla folla, niente ha condiviso; solo la solitudine l'ha reso membro dell'umanità.
Adriano si racconta come uomo, ma come solo una donna può fare. E' questo che lo rende prezioso, perchè le sue riflessioni sono vere, sono universali.
Adriano è per me l'amica che ogni tanto vorrei incontrare.
Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (1951) si trova in ed. Einaudi o, più recente, Feltrinelli
(volevo inserire la copertina ma davanti a questa immagine della scritrice non ho resistito)

Susanna

CHIARO-SCURO


Io credo sia chiara la speranza
contrapposta all’oscuro della paura.

Il disegno finissimo di una trina Valenciennes
posata per contrasto su una superficie scura.

La luce che filtra attraverso le foglie d’un albero
e che a terra disegna un’incredibile arabesco.

La neve che si posa sulle superfici orizzontali
e mette in risalto tutto l ‘esistente verticale.

Il foglio bianco che ti prepari con cura
per poi adombrarlo con la tua scrittura.

Il vagare di una lucciola in una notte d’estate
quando t’inoltri nel buio della campagna.

Guardare alla luce una qualsiasi radiografia
il timore di scoprire una macchia un po’ più scura.

Le nuvole bianche come batuffoli di cotone
che si stagliano sopra noi nel celeste del cielo.

O le nuvole viola-blu dei temporali d’estate
pesanti sotto i cieli azzurro chiari.

Le rare foto di famiglia in bianco e nero
dove il chiaro è meno chiaro e lo scuro meno scuro.

Come la nostra vita, all’inizio : Bianco e nero,
poi, chiaro scuro, poi, luci ed ombre,
poi, sempre più sbiadita nebbia grigia …

22 nov 2009

Io contro Atalanta

Se fosse stato per me le donne sarebbero ancora all'età della pietra.
non ho mai avuto coraggio neanche per dire quello che pensavo veramente.
Non c'era bisogno che mi chinassi a raccogliere le mele.
Anche se fossi stata veloce il Melanione di turno lo avrei lasciato vincere.
Io ero veloce,le ali ai piedi le avevo veramente,ma ho preferito segarmele.Si! Da sola perchè non sopportavo di essere "egregia" fuori dal gregge.
Volevo belare perché mi dicessero "come beli bene,che bella pecora sei,dammi la tua lana che ho freddo.Adesso mi sento Atalanta però le ali fanno fatica a rispuntare anche perché sono vecchie non hanno più potenza.

CHIAROSCURO


Il chiaroscuro lo incontro nella pittura,
ma è meraviglioso scorgerlo anche nella natura.
Ora l'autunno d'oro e rosso risplende
mentre il verde già più spento distende.
Le tonalità delle foglie che variano
dal beige al marrone
non mi fanno rimpiangere il solleone,
ma apprezzare i colori dell'autunno
che molte malinconie danno.
Stagione di meste certezze,
di piogge e di vento,
di nebbie, che tormento!
Di cimiteri affollati,  
di uva, di vino,
di castagne cotte nel camino.
Chiaroscuro dell'animo
con le giornate più corte,
le idee un po' più storte.
Si va incontro all'inverno,
stagione scura per eccellenza
a cui non resta che far la riverenza.

METAMORFOSI



Diventerò mimosa
per trovare dimora nel tuo orto
per non pensarti, per sentirti solo
perchè tu mi ritrovi quando vuoi
per profumarti l'aria
per non lasciarti mai
per salutarti ad ogni primavera...

Aurelio Buletti

é un poeta svizzero, nato a Lugano nel 1946.
Vive a Lugano

Nonna

Nonna, anche se non sei la mia
nonna, se anche fossi a me un'estranea,
per te stessa ti ricorderei.
Per tutto ciò che hai donato,
per i ricordi che ci hai lasciato.
Nonna, anche se non sei la mia
nonna, anche se fossi a me un'estranea,
fra tutte quante le donne già tanto
per il tuo cuore fanciullo ti amerei.
Adriana

(Scritta per la morte della nonna di una mia amica, ma dedicata a tutte le nonne)

21 nov 2009

ROBERTO VECCHIONI ALLA SOCIETA' LETTERARIA


Ecco Luisa a fianco del suo mito alla presentazione del libro.
Ci siamo unite a lei con entusiasmo scoprendo uno scrittore e poeta, oltre che noto cantautore, di grande profondità e piacevolezza.

Silvana, Anna (cugina di Luisa) e Betty

             

 

 

              VI CONSIGLIO UN LIBRO

 

 

Alla fine dell’estate ho avuto il piacere di leggere  un libro di una scrittrice che non conoscevo.

Si tratta di Elena Loewenthal, insegnante di ebraico all’università di Torino e giornalista della Stampa.

 Il titolo del libro è: “Conta le stelle se puoi”, edizioni Einuadi.

Moise Levi, ebreo, residente in un paesino della provincia Torinese, con un gran fiuto per gli affari, prima dell’inizio della prima guerra mondiale, decide di lasciare la sua casa e la famiglia con il suo carretto carico di stracci e cercare fortuna nella grande città.

La fortuna la trova davvero, sarà l’inizio di una lunga dinastia, ma la vera fortuna avviene perché la scrittrice rivede la storia regalando a Moise Levi e a tutta la sua famiglia una vita e un futuro che nella realtà non avrebbero mai potuto avere.

Infatti in questo romanzo l’olocausto non è accaduto, Mussolini è morto prima dell’inizio della seconda guerra mondiale per un “accidente”, Hitler non è mai esistito. La follia non si impossessa dell’uomo.

La scrittrice si fa e ci fa questo regalo illusorio, attraverso la sua scrittura un po’ visionaria, la poesia struggente di certe descrizioni, il dialetto Torinese usato spesso ad ingentilire la lettura.

E’ commovente e straziante insieme rendersi conto che la storia, per  potersi definire storia umana, avrebbe dovuto realmente svolgersi così.

 

 

 

 

20 nov 2009

ESPOSTA E TANTO AGGROVIGLIATA


chi la dura la vince
sono sodisfatta
Giovanna

Amore dopo amore


Tempo verrà
In cui, con esultanza
Saluterai te stesso
Arrivato alla tua porta,
nel tuo proprio specchio
e ognuno sorriderà
al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero
che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane.
Rendi il cuore a se stesso,
allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita,
che hai ignorato per un altro
e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù
le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate.
Sbuccia via dallo specchio
la tua immagine.
Siediti. È festa:
la tua vita è in tavola.

19 nov 2009

CONTATTO!

Ciao a tutte,
noto con gioia che il blog si è riacceso. Belle sono le immagini e suggestivi sempre i racconti.
Se la penna freme, vi offro questa SOLLECITAZIONE da elaborare con tranquillità:
C H I A R O S C U R O

Un buon fine settimana, corinna

17 nov 2009

IO ED ATALANTA; DUE MODI DIVERSI DI CORRERE ED ESPORSI





Corri Atalanta, corri, atletica, forte e  vincente.

La mia è una corsa diversa, io corro da tradizionale, virtuosa casalinga, per predisposizione, per sorte e in parte per sfiga.

Mi muovo agile (?) tra fornelli, aspirapolveri e lavatrici, spesso sono inchiodata all’asse… da stiro. Passo con estrema rapidità da una casa all’altra; quella di mia figlia, quella dei miei genitori.

E’ una corsa che non richiede allenamenti, solo un po’ di dedizione. Una corsa che non mi espone, non mi fa primeggiare in nulla, ma alla sera mi sa che io e te Atalanta, siamo stanche uguali!

Però mi ricavo i miei spazi, eccome! Faccio pure meravigliose passeggiate (spesso con nipotina e cane), ma non corro, non tengo il fisico e neppure la mente. Non mi sono mai sognata di primeggiare sull’essere umano maschile. Neppure su quello femminile a onor del vero.

Devi sapere Atalanta che, da semplice ragazza quale ero, quando ho visto le tre mele le ho persino abbracciate, in cuor mio le stavo  aspettando.

Ma tu Atalanta, così emancipata e alternativa che cadi in un tranello per tre mele? Va bè d’oro, ma sempre mele erano. Ah la debolezza divina!

Giungo ora a delle conclusioni banali, ma realistiche.

Tu Atalanta, donna provocatoria, ti esponi nel tuo Olimpico mondo come figura simbolo di rivendicazione femminile. E poi tre mele ti fregano.

Io donna di radicate consuetudini, ultimamente mi espongo con la scrittura, cosa che ho sempre fatto, ma molto privatamente. Per una storia piccola come la mia, ti assicuro Atalanta, è già molto, perché scrivere è spogliarsi, cercare nel passato, assaporare meglio il presente e fare qualche azzardo per il futuro. E in compagnia è anche più divertente. E non è poco Atalanta, non è poco, davvero.

Ma a dirti tutta la verità di quelle tre mele, che ho anche abbracciato, una era avvelenata e mi ha decisamente complicato la vita.

No, non ha niente a che fare con Biancaneve  Atalanta, quella è tutta un’altra storia.

E poi dicono che le mele facciano così bene!


P S  La parola che ho scelto a "scuola" per questa sollecitazione è ESPOSTA

 

Le città invisibili di Italo Calvino




Quest'estate ho letto molti libri ma soprattutto ho riletto quelli che avevano lasciato un segno particolare nei miei ricordi. Uno di questi è appunto "Le città invisibili" di Italo Calvino che consiglierei a tutti di leggere o rileggere. A dire la verità consiglierei di leggerli tutti i libri di questo amato scrittore.
Torniamo al nostro consiglio di lettura.
Città invisibili, città inventate, sognate, assurde e meravigliose, tutte con nomi di donna.
Ogni volta che vuoi entrare nell'immaginario ne puoi rileggere una, due, tutte.
Ogni lettore o lettrice ne coglierà aspetti diversi, ricorderà l'una e non l'altra. A qualche lettore verrà voglia di inventarne di nuove. Ad altri verrà voglia di disegnarle o dipingerle.
Cos'altro dire di più. Buona lettura ......

Tempi

C'è un tempo per rinascere alla vita ed un tempo per lasciare che la vita scorra naturalmente.

C'è un tempo per correre cercando nuove emozioni ed un tempo per contemplare il mondo ed immergersi in esso.

C'è un tempo per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato e un tempo per ribellarsi alle assurdità del genere umano.

C'è un tempo per formare le proprie opinioni e c'è sempre il tempo per cambiarle quando ci si accorge dell'errore.

C'è un tempo per cercare le pietre per erigere mura difensive e c'è un tempo per toglierle, una ad una, per liberarsi dalla prigione che si era costruita.

C'è un tempo per amare e c'è sempre tempo per continuare ad amare.

Tempo per la guerra tempo per la pace

Una volta mia mamma mi ha raccontato un fatto.
Era in tempo di guerra la seconda mondiale.
Mia nonna aveva otto figli dei quali tre erano maschi.
Il primo,Bepi,fu chiamato sotto le armi.poi il secondo,Angelin.
Quando chiamaronoil terzo figlio,Camillo,mia nonna andò nella stalla a piangere e rivolgendo lo sguardo al Cielo disse"Signor no ghe no altri l'è l'ultimo fiol che gò penseghe Ti.




... e intanto sempre più forte cresceva in me il
desiderio delle parole, al punto che un foglio di carta, l'inchiostro, una
penna, mi parevano cose straordinariamente attraenti e gustavo perfino lo
stridere del pennino sulla carta come una specie di divino sollievo.

Virginia Woolf

C'é un tempo per obliare e un tempo per ricordare


Quando i ricordi ti fanno ancora soffrire,
quando aprono ferite che sanguinano,
quando è impossibile soffermarsi
a ricordare per il troppo dolore,
allora è meglio obliare momentaneamente.
Aspettare che il tempo trascorra,
mettere distanze fra noi e i ricordi.
Ma se l‘angoscia ti aggredisce improvvisamente
in un giorno qualsiasi, in un momento qualsiasi,
allora, forse, è meglio riordinare i ricordi;
magari scriverli, per dare un senso
a quella sofferenza.
Per capire un po’ meglio chi siamo.
Perché quei ricordi sono la nostra essenza,
sono la nostra vita, che non sarà un gran ché,
è quella che è, ma è nostra, unica, irripetibile.
Non ne abbiamo un’altra di ricambio.
E’ la nostra storia che bussa alla porta
del nostro cuore per essere accolta,
riconosciuta, compresa ed amata.

Ricordi in libertà : Novembre, il mese più triste


Siamo nel mese di novembre, il più triste dell’anno, il mese della ricorrenza dei morti.
Non amo andare nei Camposanti perché i miei morti li ricordo molto meglio dentro di me; infatti, converso con loro, prego, chiedo aiuto, insomma li sento sempre vicini.
Tuttavia, quelle volte che vado al cimitero, rimango turbata davanti a quelle lapidi con tutte quelle foto di persone conosciute e sconosciute, appiccicate sopra una lastra di marmo con data di nascita e di morte; raramente un bel verso che esprima il dolore o il rimpianto verso l’estinto.
Io non riesco a concentrarmi in mezzo ad una folla così vasta per dire una preghiera ai miei cari, mi distraggo continuamente e, anche non volendo, guardo quei volti.
Riconosco una gran parte di essi ( forse perché è un cimitero di paese) ed ecco che guardandoli, riaffiorano i ricordi, tanti ricordi, alcuni lontanissimi nel tempo, altri più recenti.
Pezzi delle loro vite che si sono intrecciate con la mia, che l‘hanno accompagnata nel bene e nel male, talvolta per lungo tempo, talvolta per brevi istanti.
Ricordi commossi, affettuosi, increduli, sbigottiti, lontani; mai indifferenti.
Quanta, quanta vita trascorsa, concentrata in quel luogo di morte.
La loro vita che é stata anche la mia e che sento restringersi, rimpicciolirsi sempre di più a causa della loro mancanza.
Non mi riferisco solo ai miei genitori o fratelli o parenti, ma anche a quei volti che ho conosciuti e che andandosene si sono portati via anche una parte di me.
Quand’ero giovane e andavo al Camposanto, erano poche le persone morte che conoscevo, per lo più erano anziani, ma poi, con il passare degli anni, queste sono aumentate in modo enorme da farmi sentire una sopravissuta.
Ora, mi rendo conto che sono più le persone morte che quelle vive a far parte della mia vita e sento che queste ultime si ridurranno sempre più ed io mi sentirò via, via, inevitabilmente sempre più sola.
Forse, allora, non sarà tragico né difficile salutare i pochi che restano per andarmene spero, serenamente.

16 nov 2009

Ricordi in libertà

Giugno
Promesse di aria e sole, di vita en plein-air.
Verdi, gialli, una grande pennellata azzurra.

Luglio
Tanta voglia d'acqua. Acqua in cui immergersi e rinascere.
Ruscelli, cascate, laghi (ma anche fresche piscine).
Tuffare la testa nell'acqua ed emergere con tanti pensieri nitidi.

Agosto
Mare. Azzurro. Verde smeraldo.
Acqua salata e barche da pesca.
Antiche mura nel silenzio del promontorio.
Sensazione di felicità tra lecci e rocce.
Corri pensiero, non fermarti!

Settembre
Risate di bimba, gioia e fatica.
Vecchie filastrocche tornano alla memoria.
Attività rimosse ma non dimenticate.

Ottobre
Attimi di insofferenza, nostalgia dell'estate.
Presa di coscienza della realtà.

Aforismi

Noi siamo la nostra memoria, siamo questo museo chimerico di forme incostanti, questo mucchio di specchi rotti.
Jorge Luis Borges

Che nesso volubile deve esserci fra i nostri pensieri se un odore improvviso, un gruppo di musicanti per la strada, un volto umano intravisto nelle lingue di fuoco o nel fusto nodoso di un albero li portano di punto in bianco alle più stravaganti associazioni.
Samuel Butler

Scrivere è per me come lavorare all'uncinetto: temo sempre che mi scappi un punto.
Isabel Allende

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.
Italo Calvino

Scrivere: librarsi sopra l'abisso trattenuti soltanto dalla grammatica.
Heimito von Doderer

Frasi tratte da "Il filosofo portatile" di G. Almansi

LA MIA ESTATE

Estate di viaggi immobili
di stelle cadenti
di musica e poesie alla luna

estate senza fretta
senza nostalgie
ospite nella mia città

giorni afosi
tramonti infuocati
calde notti nei cortili

pensieri
che dondolano lenti
sull'amaca della noia

Estate,
sole accecante,
frinire di cicale ad arredare il silenzio.

15 nov 2009

SOLLECITAZIONI


INCALZA LA VITA (Incanti)

Incalza la vita
Tramonti ed albe
Il verde dell'estate
Cieli e mari
Lunghe notti ad ascoltare
la sapiente luna
Giorni di rose sfogliate
nelle chiare primavere
Autunni pervasi d'oro
Incalza la vita
quando al mattino presto
i miei passi veloci sulla ghiaia
sono l'unico rumore udibile
mentre in lontananza già la neve
si è distesa sui monti
Incalza la vita con la sua potenza
quando ancora mi racconta l'amore
La gioia illumina e acquieta le pene


NASCERE - MORIRE

... E in mezzo ci passa la vita.
Potrà essere breve o lunga,
mediocre o gioiosa,
interessante o tediosa.
Ma anche complicata,
intrigante o devastante.
C'è chi nella vita porta con leggerezza
un grande dolore,
chi si distrugge per amore,
chi lavora e si diverte,
chi vive rubando e poi si perde,
chi ama l'avventura
e chi di tutto ha paura.
Ma l'essere umano vuole
anche gioire prima di morire.
La miglior via resta quella dell'amore
da inseguire sempre con ardore.

Betty

ECCLESIASTE

"C'è un tempo per fare lutto e un tempo per danzare"



Se rifletto sul passato mi rendo conto che a scandire il mio tempo è stato quell'avvenimento,quel lutto.
Il tempo lo rammento così,segnato da quel confine:
prima della morte e dopo la morte di mio padre.
Ma tutto è accaduto in modo veloce, improvviso, stavo vivendo il limite della fanciullezza,le ore trascorrevano segnate da nuove emozioni, scoprivo nuovi sguardi,rossori e batticuori, erano i giorni dei giochi, delle confidenze delle scoperte, il cuore danzava...
All'improvviso quel tempo si mescolò, al tempo del dolore, dapprima incerto, incredulo poi sempre più incisivo, sicuro, affondava le sue radici nel mio tempo ancora bambino, giocoso pieno di fiducia e sicurezze.
Tutto cambiò, il tempo non aspetta tempo e nemmeno il dolore attende che sia arrivata la sua ora, arriva e si porta via innocenza e danze,come un fiume in piena inonda un tempo non suo, non ci sono paratie o argini a ripararti, arriva,penetra ovunque, la musica stona , si mescolano le carte....
inutile barare .

11 nov 2009

MEMORIA E SCRITTURA




"La mia vita si fa nel narrarla e la memoria si fissa con la scrittura, ciò che non riverso in parole sulla carta, lo cancella il tempo"

"La scrittura è una lunga introspezione, è un viaggio verso le caverne più oscure della coscienza, una lenta meditazione.
Scrivo a tentoni nel silenzio e nel cammino scopro particelle di verità, piccoli cristalli che stanno nel palmo della mano e giustificano il mio passaggio per questo mondo"

(Tratto da Paula di ISABEL ALLENDE)

SOLLECITAZIONI

Ancora care,
per il laboratorio di lunedì, riprendere il testo dell'Ecclesiaste, ispiratevi ad un versetto per scrivere un ricordo.

INCANTI

"La vita è ricca di amorosi incanti/
di splendide visioni luminose/
Spendi tutto per doni come questi..."
Sara Teasdale

09 nov 2009

un augurio a tutte

Un augurio a voi che riprendete stasera il cammino dentro e fuori di voi, nel bene e nel male,intrigante questo argomento.
Mi dispiace tanto non essere lì tra voi ma spero tanto che non mi dimentichiate,perchè io non vi dimentico, buon lavoro a tutte ed un grande abbraccio. Maristella

UN PENSIERO DI ANTONIA POZZI




La poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare.
La poesia è una catarsi del dolore, come l'immensità della morte è una catarsi della vita...

07 nov 2009

Dialogo

La bellezza che si deve perseguire nella scrittura,è tutta interiore,
è la bellezza della ricerca la bellezza della verità
la bellezza della gioia,l'intensità del dolore.
Scrivere è una via per conoscersi,per conoscere e donarsi attraverso la conoscenza

Scrivere è uno dei sistemi più semplici e più profondi per fare chiarezza dentro di sé
è per tramandare la memoria delle nostre esistenze.
Ed è proprio per questo valore di memoria e di conoscenza che lo scrivere va incoraggiato e tutelato
Susanna Tamaro

06 nov 2009

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.


(Alda Merini, “I poeti lavorano di notte”)

DIALOGO

Care tutte,
in attesa di rivederci per il nostro laboratorio lunedì sera, voglio invitarvi, se avete tempo,voglia,entusiasmo, a cercare citazioni, poesie, brevi brani, sulla scrittura e/o sulla memoria. Sarà interessante mettersi in dialogo su queste sollecitazioni. Un buon fine settimana, corinna

05 nov 2009

DONNA



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri, di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni dà colori nuovi.

Alda Merini da "Terre d'amore"

02 nov 2009

SPAZIO

Spazio spazio io voglio tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita,
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano,
quell'urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini ora si muove libera nell'infinito spazio. Mentre noi, grazie alla sua poesia, troviamo spazi di grande respiro.

PERDITA

Carissime,
ieri pomeriggio è morta la poetessa Alda Merini.
Salutiamola con questi suoi struggenti versi.Corinna

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra,
non so.
Io ero un arbatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d'amore.

Alda Merini, da La Terra Santa (1984)

BENVENUTA ONITUIA

01 nov 2009

AIUTINO!!!!!!


........
Giorno dopo giorno
come fiori profumati
sbocciano le stupende
idee......
di......
In punta di penna.

Bacioni Francesca.