BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



29 ott 2009

UN ALTRO PICCOLO "AIUTINO"



Il profilo è quello di una maschera. La penna posta sopra la maschera è il nostro "mezzo di locomozione". Attraverso il percorso autobiografico, nella continua ricerca e riflessione che questo tipo di scrittura richiede, arriviamo all'essenza di noi, giungiamo all'anima.
Il percorso della scrittura attraversa i sensi. I ricordi dimenticati, o rimossi, ritornano prepotentemente, a volte dolorosamente, in altri casi in modo struggente, sino a farci rievocare odori e voci, risentire le carezze di un tempo bambino.
Riappropriarsi dei nostri sensi in maniera così profonda dà perciò un nuovo e più significativo "senso" al nostro andare.

Betty e figlia

P.S.
Queste "collaborazioni", al di là del risultato, sono per me fonte di grande gioia. Infatti, a proposito di sensi, quello materno è sicuramente per tutte noi uno dei più sensibili.

GRAZIE

Care amiche di penna vi ringrazio tutte per essere state presenti, chi non c'era ha inviato il suo "karma" (l'h0 percepito), all'iniziativa culturale "L'emigrazione della nostra gente".
Non vi nascondo che mi avete riempita di orgoglio: fare parte di un gruppo è una cosa importante e stimolante. Sicura che in un prossimo futuro avremo altre occasioni
di crescita e divertimento comuni, vi saluto con affetto
Giovanna

25 ott 2009

Aiutino ?


L'anno scorso guardando i disegni di E.Luzzati mi ero ispirata per questa copertina che penso rappresenti molto di noi : Con un quaderno ed una penna anche noi prendiamo il volo, le piume diventano ali, ma anche arcobaleni, la donnina é nuda perché nude siamo sempre con le nostre emozioni...

22 ott 2009

INVIDIATI PENSIERI

Se non avessi
la nicchia tranquilla
di invidiati pensieri
ove sostare,
fuggitiva di me stessa,
in quotidiani silenzi,
non potrei sostenere
i clamori
degli oscuri precipizi
a venire.

Laura Pisani

Ho trovato questi brevi versi di una poetessa veronese
molto vicini al mio sentire ed ho desiderato condividerli con voi.

AIUTINO

Ciao a tutte,
sto preparando il volantino per il nostro laboratorio di scrittura. Sono però in difficoltà sull'immagine, vi viene in mente qualcosa? Tenete conto che non c'è una tematica specifica, l'evocazione deve essere quindi solo della scrittura come pratica. Mettetele pure sul blog, grazie, corinna

21 ott 2009

GRAZIE ALLA VITA


Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato due occhi
Che quando li apro
Chiaramente vedo
Il nero e il bianco,
Chiaramente vedo il cielo alto
Brillare al fondo,
Nella moltitudine
L’uomo che amo.

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato l’udito
Così certo e chiaro
Sento notti e giorni
Grilli e canarini
Turbini martelli
E lunghi pianti di cani
E la voce tenera
del mio amato

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato il passo
Dei miei piedi stanchi
Con loro ho attraversato
Città e pozze di fango
Lunghe spiagge vuote
Valli e poi alte montagne
E la tua casa la tua strada
Il tuo cortile

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Del mio cuore in petto
Il battito chiaro
Quando guardo il frutto
Della mente umana
Quando vedo la distanza
Tra il bene e il male
Quando guardo il fondo
Dei tuoi occhi chiari

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto
Mi ha dato il sorriso
E mi ha dato il pianto
Così io distinguo
La buona o brutta sorte
Così le sensazioni che fanno
Il mio canto
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto


(Libera traduzione italiana
dalla canzone di Violeta Parra)

17 ott 2009

12 ottobre 1492

Sul mare azzurro tre caravelle filano lente sotto le stelle.
Cercano terra di là dal mare da tanto tempo e non appare.
Nulla si vede la ciurma è stanca nulla si vede la lena manca.
Sopra la tolda sol l'italiano solo Colombo guarda lontano
e spera e prega con tanto ardore che l'esaudisca Buono il Signore.
Terra!terra!Si grida.Eccola appare bruna sul mare.
Quel dì la Terra nuova toccò Colombo e a Dio la consacrò.

è un ricordo delle elementari

16 ott 2009

FASCI D'ERBA




Raccolgo nella mente
i giorni che passano
come fasci d'erba
falciati e ammucchiati
Spesso muoiono
appena tagliati
Altre volte
li sento vivi e freschi
come percorsi
da linfa feconda
ancora pieni di vita.

Pietro Manzella

14 ott 2009

Poesia di Mauro Quadrelli

Donna, di te che ne sarà,
se le costanti paure
frenano la tua femminilità,
se nelle giornate più scure
affoghi nelle delusioni
del più recente passato,
se trasformi le indecisioni
in un difetto, in un peccato.
Donna di te che ne sarà
se quella tua sensualità
la lasci in un cassetto
solo perché l’amore
con te non è stato perfetto,
se ti isoli da tutto il mondo
per paura di soffrire ancora,
se il tuo sogno è un vagabondo
che dal cuore non riaffiora.
Donna di te che ne sarà
se ti privi della tua vitalità,
se nascondi la tua malizia
di essere una donna vera,
se lasci che la pesante pigrizia
ti avvolga nella giornata intera.
Donna torna ad essere te stessa,
torna a farti quella promessa
che ti facevi sempre da bambina,
torna a voler essere grande,
ritorna ad essere donna divina
con quel sorriso che si espande
nei cuori di tutte le persone,
torna a vivere con convinzione
la tua esuberante femminilità,
donna credici nella felicità,
credi in chi da sempre ti rispetta,
donna l’amore là fuori ti aspetta.
F.T.W.04/06/2006

12 ott 2009

Ricordare l'infanzia mantiene il cervello agile.


Problemi di memoria? Parlate del passato.
Secondo una ricerca dell'Exeter University(GB), rievocare i "vecchi tempi" è d'aiuto per la mente e per il benessere generale dei meno giovani.
Gli studiosi, che hanno sottoposto a test 73 persone fra i settanta e i novanta anni ospiti di case di riposo in Cornovaglia, hanno osservato come questi anziani fossero riusciti ad accrescere la loro capacità di ricordare del 12%.
A raggiungere questo risultato, però, sono stati solo quelli che hanno chiacchierato in gruppo di argomenti come i tempi dell'infanzia, della guerra e della scuola, nel corso di sessioni di mezz'ora a settimana ( con la possibilità di avere a disposizione oggetti storici come vecchia cancelleria, cappelli e vestiti).
Quelli che hanno condiviso i loro ricordi solo con uno dei ricercatori non hanno mostrato miglioramenti.
Secondo la psicologa Catherine Haslam, discutere in gruppo delle proprie esperienze certo non cura la demenza senile, ma aiuta a trarre il massimo dalle abilità cognitive residue. (c.n) dal Venerdi di Repubblica.

10 ott 2009

SCAMPOLI D'ESTATE

Non amo il vento, mi disturba, rende irrequieti i gesti e mi agita i pensieri.

Ma mi conquista questa brezza leggera che arriva a sfiorarmi,giocando tra i rami del tiglio.
A tratti una folata decisa, impertinente e fresca,scuote le fronde facendo cadere le prime foglie stanche di un'estate rovente e pigra.
Foglie accartocciate che si chiudono come a pugno su se stesse e vacillano scosse da un vento leggero, che a tratti rinfresca , per tornare poi improvvisamente caldo; resistono qualche attimo ,crepitando, per cedere poi ad un soffio imperioso e danzando brevemente, posarsi piano sul prato ingiallito, arso.
Già i colori dell'estate, quasi arroganti, si ammorbidiscono nei caldi colori dell'autunno.
Ma ancora il cielo è intensamente azzurro, l'aria ruffiana che scherza tra i rami e sul mio viso, ancora calda.
I rumori giungono smorzati e mi lascio prendere da un piacevole torpore, il libro mi scivola dalle mani, gli occhi si socchiudono e la mente salpa seguendo rotte conosciute.
Beccheggiando naviga lontano.
Lontano dalle pagine del libro,
lontano dal tiglio, lontano da un' estate che si attarda.

Naviga senza toccar terra.
Senza gettare l'ancora alla fonda.

Luisa

Rapsodia d'autunno


La metamorfosi della stagione estiva
già è realizzata.

Si fiuta nell'aria la prima foschia fluttuante che
avvolge i filari dei gelsi e dei pioppi.

Lentamente nella mente, come Rapsodia musicale,
le foglie si disperdono nell'afona pianura Veneta.

I fuochi dei tramonti fanno barriera all'orizzonte piatto.

L'autunno s'apre agli ultimi uccelli migratori.....

Le aspettative sono incerte.....

Il percorso è urgente......

Come questo delizioso gattone sono stata ad osservare, vi ho sempre letto, mi avete tenuto compagnia, ma preferivo stare a guardare, un po' apatica , un po' pigra....
Vi abbraccio tutte Luisa

09 ott 2009

LE ALI PER VOLARE


Ho sempre desiderato le ali per volare, ma purtroppo, fin da piccola ho dovuto fare i conti con la realtà in cui vivevo e, in casa mia, spazi per volare ce n’erano davvero pochi.
Le mie ali erano l’isolamento, l’estraniarmi dal quotidiano, lo stare da sola, nascosta a disegnare, o a leggere un libro, una poesia, o ascoltare una musica, o l’urlo del vento, guardare il rincorrersi delle nubi nel cielo, o d’inverno, i vetri della camera da letto con i ghiri-gori del ghiaccio che luccicavano al sole come brillanti.
Queste erano le mie ali, precarie, che duravano pochi istanti, fino a quando non venivo scoperta e naturalmente sgridata da mia madre.
Allora dovevo essere pronta a precipitare a terra senza farmi troppo male, imparavo così a volar basso.
Più cercavo di volare, più le mie ali venivano spuntate ben bene …


Perché mamma tagli le piume alle mie ali ?
Mi fai male e non potrò volare.
- Tu non devi volare, non serve a niente.
- Se voli puoi precipitare e farti male.
Ma a me piace volare, ti prego,
lasciami almeno qualche piuma.
- Peggio per te, lo facevo per il tuo bene.
- Più voli in alto più ti farai male cadendo.
Ma posso anche non cader e poi, perché
solo a me spunti le ali e non ai miei fratelli ?
- Perché tu sei una femmina, ed è meglio
- che tu abbia i piedi per terra.
Ma non è giusto, sono anch’io tua figlia
come loro … Perché queste differenze?
- Perché tu sei più forte, saprai sempre
- cavartela da sola nella vita.
Ma non è vero, io sono la più fragile,
e tu dovresti stare dalla mia parte.
- Io sono dalla tua parte, non lo capisci ?
- Può una mamma ingannare una figlia ?
Non lo so mamma, non lo so …

04 ott 2009

Io e leggerezza e pesantezza

Non vorrei tediarvi con riflessioni che han portato gran parte degli italiani all'assuefazione e al qualunquismo.
Ma, è possibile vergognarsi di essere italiana per la pesante amoralità della classe dirigente che mi rappresenta?
E' ciò che mi sto chiedendo da un po' di tempo e che mi ha portato a scavare dentro di me per capire come quest'epoca rappresenti davvero ciò che Italo Calvino aveva profetizzato nelle sue "Lezioni americane".
Volgarità, pesantezza, rapidità, prossimità, molteplicità di un mondo che forse lo scrittore stesso non poteva immaginare stesse precipitando in un abisso di tal portata, dove la stessa libertà di espressione sembra a rischio.
Penso, con amarezza, che sia davvero difficile abbracciare in questo momento solo la leggerezza del vivere...

LE ALI ALLE DITA DOPO IL MITO DI ATALANTA

Ho corso spesso per i boschi pur non avendo ahimè, il corpo atletico di Atalanta.
Pronta alla fuga, prima da una famiglia a volte opprimente, poi da uomini truffaldini.
Per alcuni anni ho temuto di perdere la verginità in modo leggero e superficiale concedendomi a pretendenti poco convincenti o forse troppo poco combattivi.
Il matrimonio mi ha a lungo preoccupata, non sono mai riuscita ad immedesimarmi nella favola del "E tutti vissero felici e contenti."
Mi sento tuttora in gara, a volte un'inguaribile sognatrice di un mondo senza ingiustizie, una paladina di lotte dove il Melanione di turno con astuzia mi sconfigge.
Nel corso del tempo sto imparando a volare nel concreto, a essere più riflessiva e consapevole, a cogliere e gustare le mele dell'amore, della bellezza e della verità.

02 ott 2009

UNA POESIA E UNA... FILASTROCCA

Io vivo nelle cose in cui posso tornare
nei ricordi che conservo
trasformando la memoria in un atto d'amore
inseguo quei momenti struggenti
impossessandomene, vincolandoli
alla mia malinconia.

Amo in questo modo
nella piccolezza dei gesti
di cui mi approprio.
Nella densità
di ciò che posso imprimere.
Amo senza spandere
senza diffondere.
Amo sottraendomi.

Alessandro Assiri da "Modulazione dell'empietà"

E' un poeta che ho avuto modo di ascoltare oggi pomeriggio alla libreria "Pagina 12".
Questa, a mio avviso, mi sembra una poesia molto bella per noi donne della scrittura autobiografica.

Segue la mia filastrocca (oramai esse sono un male incurabile) "eseguita" al laboratorio di autobiografia tenuto da Duccio Demetrio ed Elena Mancino nell'ambito del "Tocatì" di sabato scorso. 

Leggerezza-Pesantezza

La leggerezza arriva sempre dopo  lunghi patimenti
o percorsi dolenti.
La conquista delle ali per trasformare la realtà
richiede sicuramente una grande abilità.
Una certa destrezza nell'aggirare l'ostacolo,
a volte credere in un miracolo.
Cogliere il bello di quel cielo osservandolo davvero.
Ascoltare con attenzione una musica speciale
per sfuggire il banale.
Così la leggerezza diventa terra di conquista
e guai nel perderla di vista.

Un abbraccio, Betty