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Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
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Corinna



04 mag 2009

CHI E' VITO MANCUSO

Teologo milanese, docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano, Vito Mancuso è figura di rilievo nella comunità ecclesiale contemporanea. Per le sue tesi speculative, che spesso confliggono con il nucleo teologico dogmatico della fede cristiana, oggi è al centro di un ampio e interessante dibattito. Con la sua teologia laica -un rigoroso discorso su Dio capace di reggere alle argomentazioni della filosofia e alle prove della scienza- risulta una voce appassionata, capace di sedurre anche i non credenti, soprattutto gli atei devoti , spiriti insonni, sempre alla ricerca di una inafferrabile verità.
Interessante suona a tale proposito il suo discorso su quella religione civile che, al dire del teologo, manca all'Italia, a differenza degli altri Paesi occidentali.
Se religione- religio nel significato originario di legame,- è ciò che tiene insieme, congiunge responsabilmente l'individio alla società, una società è allora tanto più forte quanto più è saldo questo principio unificatore dei singoli. Prima ancora che una religione istituita, per Mancuso la religione civile è quell'idea di società in cui ciascuno, laico o cattolico, si dobrebbe identificare, perchè la storia di una civiltà è sempre fondata sul noi. Un concetto di comunità in cui ci si riconosca spontaneamente e per il quale ogni individuo sia disponibile a sacrificare la propria singolarità, gli interessi personali.
In Italia, nella coscienza comune, manca questo paradigma, questo legame 'religioso' con la società capace di improntare un'etica. Si ritiene al contrario, sostiene il teologo. che "il singolo sia più importante della società e per il proprio bene non si esita a depredare il bene comune". E' la prevaricazione dell'io, a scapito del noi. Questo è il motivo per cui la moralità nel nostro Paese è in profonda crisi e ciò che ci contraddistingue è piuttosto un primato della corruzione, del mal costume. La gravità della situazione è tale da imporre dunque ad ogni italiano, laico o cattolico, "di ripensare il proprio rapporto con la società secondo ciò che in termini religiosi si chiama conversione".
Il suo monito a lavorare in questa direzione è soprattutto rivolto ai cattolici- sia in quanto ecclesia per antonomasia che per tradizione culturale nel nostro Paese- affinchè pongano la fede a servizio del mondo, in coerenza con le proprie radici.
Il seme che non può pensarsi se non in funzione della pianta, così come il lievito se non in funzione della pasta, sono le due efficaci immagini che Mancuso usa per esemplificare il fine superiore che i cattolici in primis sono chiamati a perseguire. Questo discorso interpretato meramente in termini di dissoluzione della propria identità ha fgenerato "scandalo" in alcuni ambienti ecclesiastici.
Di tutto questo il teologo Vito Mancuso discuterà martedì 5 maggio al teatro Stimmate di Verona, alle ore 21.
Corinna

1 commento:

Anonimo ha detto...

cara Corinna mancherò a questo appuntamento,farò la nonna ciao silvana