BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



28 mar 2009

Racconto fantasioso, ma non troppo

C'era una volta una casa e io ero felice.
Con noi abitava il nonno e io ero la nipote preferita,con lui facevo lunghe passeggiate e mi faceva notare quanto bello fosse il creato.
dietro la casa c'era l'orto e mio nonno mi insegnava come coltivarlo,se qualche piantina nasceva sparsa lui la curava,estirpava le erbacce le metteva il tutore e mi diceva:"Sai Silvana vedrai anche questa piantina darà i suoi frutti".
Io mi divertivo a guardarlo quando si metteva in tasca i "bogoni".
Il nonno aveva il calesse e tutte le mattine mi portava a scuola,io mi sentivo una regina.
Siccome la scuola era lontana lui mi raccontava tante cose.
Di quando era giovane e con la nonna erano emigrati in Svizzera per lavorare.
Di quando era andato in guerra ed era stato via cinque anni.
Però i suoi racconti non mi mettevano tristezza perché lui non voleva farmi stare male,ma voleva che io conoscessi la vita attraverso di lui.
Un giorno il nonno mi ha spiegato l'origine del nostro cognome i Zardini.
Mi raccontava che nell'antichità i nostri avi erano maestri Giardinieri,dei veri artisti,sapevano comporrre dei giardini meravigliosi.
Li chiamavano perfino i castellani perché trasformassero i loro terreni in veri paradisi terrestri.
La voce del nonno era musica per le mie orecchie, lui parlava parlava e io ascoltavo.
Un giorno era il mio compleanno e lui mi disse:"Voglio farti un regalo chiedi quello che vuoi perché ricordati una cosa l'erba voglio non nasce neanche nel giardino del re, ma in quello del nonno si!"Allora gli chiesi se mi lasciava cavalcare il suo cavallo SAURO."certamente"mi disse"devi solo essere flessibile e non rigida altrimenti ti disarciona".
Non stavo più nella pelle, andammo nella stalla a preparare il cavallo,il nonno mi aiutò a salire e cominciai a farlo trottare poi galoppare finché non sapevo più se ero ancora io oppure il vento.
Fu il giorno più bello della mia vita.

2 commenti:

giovanna ha detto...

lo dicevo io che c'era del "nobile" tra di noi; benvenuta principessa ma, il magico re, che nome aveva?
Sono contenta di conoscere le cose belle della tua vita, ma una principessa come te, non poteva che averne uno scrigno pieno.
Ciao Giovanna

Anonimo ha detto...

Che bella storia Silvana, come sei stata fortunata ad avere un nonno che ti ha amata così tanto.
Grazie per averci fatte partecipi di una parte della tua vita tanto interessante. Ti abbraccio, Lucia