BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



4 mar 2009

Il mio ricordo dei "cavaleri"

Parto dal 1930.Ero bambina e ho un vago ricordo.
Se ci penso ho vissuto con loro i "cavaleri".Questo lavoro durava due mesi o poco piu',da marzo a fine maggio,dalla nascita alla maturazione.
A maggio diceva la mamma"sono maturi"questa era la definizione. Erano pronti a fare la "galeta"cioè il bozzolo che aveva la forma di una nocciolina americana.
Mia mamma dall'anno precedente metteva da parte circa venti bozzoli perché non c'erano i soldi per comprare il seme.
Il baco da seta era rinchiuso nel bozzolo e d'estate usciva una farfalla e deponeva le uova che la mamma metteva in una scatola.
Arriva l'hanno seguente,marzo,é ora di mettere le uova in incubatrice per la nascita,siccome settant'anni fa non c'era il riscaldamentomia mamma le metteva nel suo letto,in fondo ai piedi e con il calore corporeo nascevano.
Le uova avevano una grandezza come un puntino sulla "i".
Appena nati si notavano solo perché si muovevano.
Venivano nutriti con foglie di gelso che noi in dialetto chiamavamo "morar".
Man mano che crescevano aumentava il lavoro per procurare loro il cibo.
A fine aprile sul letto dei "cavaleri si mettevano dei rami secchi che noi chiamavamo "frosche",su questi rami cominciavano a fare una ragnatela che si chiamava "spelaia".
Piano piano il baco non si vedeva piu'e cominciava con la bava a rinchiudersi nel bozzolo e dare il suo prezioso filato la SETA.

RIGHETTI MARIA MAMMA DI SILVANA

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Silvana, bello questo ricordo dei "cavaleri". Anche la mia mamma mi raccontava del suo compito di raccogliere le foglie di gelso. Credo anche di ricordare che i bachi mentre mangiavano facevano uno strano rumore.
A proposito, vedo che sei riuscita nel tuo intento, hai risolto i problemi?
Un abbraccio, Annamaria

Anonimo ha detto...

Cara Silvana, anche la mia mamma mi
raccontava che le donne in casa allevavano i bachi da seta per aiutare la famiglia e li chiamava anche lei i "cavaleri".Infatti allora c'erano tanti filari di morari o gelsi nei campi, ora spariti. Un abbraccio a te e alla tua mamma per il bel ricordo.Lucia