BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 mar 2009

DIRITTI E DOVERI

Questa nostra civiltà!

Trent'anni sono passati, non è cambiato molto; allora, come ora, la gravidanza nel lavoro è vissuta, purtroppo, come un problema.
Avevo 23 anni, ero giovane, stavo bene e ..... aspettavo un bambino. Un lavoro a termine risolveva allora, parte dei miei problemi economici.
Cercavano, in una fabbrica di materie plastiche, operaie a tempo determinato.
Con i tempi ci stavo, mi sembrava un mio diritto e naturale poter lavorare, anche se aspettavo un bambino.
Ho lavorato per tutto il periodo del contratto, fortunatamente senza dover fare malattia, fino alla scadenza che terminava giusto una settimana prima della fine del settimo mese.
Era un lavoro duro, puzzolente, malsano, ripetitivo.
Tra le ragazze assunte insieme a me, ben tre hanno subito incidenti sul lavoro.
Questo per farvi capire i ritmi e il modo di lavorare che si usavano allora, magari fossero solo di allora!
Trascorso un anno dalla nascita del mio bambino Carlo, c'èra ancora la chiamata a termine in quella ditta e...... penso di ripresentarmi.
Il primo giorno di lavoro, ho provato una rabbia e un'umiliazione indescrivibile. Mi hanno mandata da sola a scaricare un camion
(cosa assolutamente insolita) di scatoloni pesanti;
ha fatica ho resistito fino alla fine del turno, stringendo i denti e masticando lacrime.
Il direttore a fine giornata mi chiama in ufficio e mi chiede, se per caso, sono ancora incinta.
Rispondo di no e ..... lo maledico (sottovoce).
Finito il contratto a termine, mi è stato chiesto di rinnovare il contratto e poi passare a tempo indeterminato.
Con grande soddisfazione, mi sono potuta permettere di dire, che quel periodo, per me, era finito:
ringraziai il "signor direttore" della cortesia che mi aveva riservato,
facendogli notare che i doveri li avevo sempre rispettati e che per i lavoratori, esistono anche i diritti.
P.S.
la mia gravidanza alla ditta, è costata solo un cambio (due minuti) in più, dal quinto al settimo mese, per andare in bagno a fare pipi.

GIOVANNA

1 commento:

Anonimo ha detto...

cara Giovanna finché non pensano che la nascita di una bambina o bambino sia un bene sociale non cambia niente.Ma gli uomini lo sanno che sono nati da una donna? ciao Silvana