BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



31 mar 2009

ARRIVERA' IL TEMPO


Uscirò da questa stanza buia.


Giungerà un vento scomposto, bizzarro

ad arruffare i capelli

a scompigliare i pensieri

ed asciugherà ,furtivo,una lacrima.


Arriverà il tempo

di sorrisi lievi,

che scivolano in carezze leggere


Sarà un rosso tramonto

preludio di un'alba nuova

intrisa di teneri colori.


29/03/09 Luisa







DIRITTI E DOVERI

Questa nostra civiltà!

Trent'anni sono passati, non è cambiato molto; allora, come ora, la gravidanza nel lavoro è vissuta, purtroppo, come un problema.
Avevo 23 anni, ero giovane, stavo bene e ..... aspettavo un bambino. Un lavoro a termine risolveva allora, parte dei miei problemi economici.
Cercavano, in una fabbrica di materie plastiche, operaie a tempo determinato.
Con i tempi ci stavo, mi sembrava un mio diritto e naturale poter lavorare, anche se aspettavo un bambino.
Ho lavorato per tutto il periodo del contratto, fortunatamente senza dover fare malattia, fino alla scadenza che terminava giusto una settimana prima della fine del settimo mese.
Era un lavoro duro, puzzolente, malsano, ripetitivo.
Tra le ragazze assunte insieme a me, ben tre hanno subito incidenti sul lavoro.
Questo per farvi capire i ritmi e il modo di lavorare che si usavano allora, magari fossero solo di allora!
Trascorso un anno dalla nascita del mio bambino Carlo, c'èra ancora la chiamata a termine in quella ditta e...... penso di ripresentarmi.
Il primo giorno di lavoro, ho provato una rabbia e un'umiliazione indescrivibile. Mi hanno mandata da sola a scaricare un camion
(cosa assolutamente insolita) di scatoloni pesanti;
ha fatica ho resistito fino alla fine del turno, stringendo i denti e masticando lacrime.
Il direttore a fine giornata mi chiama in ufficio e mi chiede, se per caso, sono ancora incinta.
Rispondo di no e ..... lo maledico (sottovoce).
Finito il contratto a termine, mi è stato chiesto di rinnovare il contratto e poi passare a tempo indeterminato.
Con grande soddisfazione, mi sono potuta permettere di dire, che quel periodo, per me, era finito:
ringraziai il "signor direttore" della cortesia che mi aveva riservato,
facendogli notare che i doveri li avevo sempre rispettati e che per i lavoratori, esistono anche i diritti.
P.S.
la mia gravidanza alla ditta, è costata solo un cambio (due minuti) in più, dal quinto al settimo mese, per andare in bagno a fare pipi.

GIOVANNA

30 mar 2009

RIFLESSIONE

Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara,
forse proprio perchè la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere,
è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.

D.Pennac

29 mar 2009

TEMPO

Apro finestre e porte-
Ma nulla non esce,
Non entra nessuno:
Inerte dentro,
Fuori l'aria è la pioggia.
Gocciole da un filo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Apro l'anima e gli occhi-
Ma sguardo non esce,
Non entra pensiero:
Inerte dentro,
Fuori la vita è la morte.
Lacrime da un nervo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Quello che fu non è più,
Ciò che verrà se n'andrà,
Ma non esce non entra
Sempre teso il presente-
Gocciole lacrime
a una scossa del tempo.

Clemente Rebora   (1917)


28 mar 2009

Racconto fantasioso, ma non troppo

C'era una volta una casa e io ero felice.
Con noi abitava il nonno e io ero la nipote preferita,con lui facevo lunghe passeggiate e mi faceva notare quanto bello fosse il creato.
dietro la casa c'era l'orto e mio nonno mi insegnava come coltivarlo,se qualche piantina nasceva sparsa lui la curava,estirpava le erbacce le metteva il tutore e mi diceva:"Sai Silvana vedrai anche questa piantina darà i suoi frutti".
Io mi divertivo a guardarlo quando si metteva in tasca i "bogoni".
Il nonno aveva il calesse e tutte le mattine mi portava a scuola,io mi sentivo una regina.
Siccome la scuola era lontana lui mi raccontava tante cose.
Di quando era giovane e con la nonna erano emigrati in Svizzera per lavorare.
Di quando era andato in guerra ed era stato via cinque anni.
Però i suoi racconti non mi mettevano tristezza perché lui non voleva farmi stare male,ma voleva che io conoscessi la vita attraverso di lui.
Un giorno il nonno mi ha spiegato l'origine del nostro cognome i Zardini.
Mi raccontava che nell'antichità i nostri avi erano maestri Giardinieri,dei veri artisti,sapevano comporrre dei giardini meravigliosi.
Li chiamavano perfino i castellani perché trasformassero i loro terreni in veri paradisi terrestri.
La voce del nonno era musica per le mie orecchie, lui parlava parlava e io ascoltavo.
Un giorno era il mio compleanno e lui mi disse:"Voglio farti un regalo chiedi quello che vuoi perché ricordati una cosa l'erba voglio non nasce neanche nel giardino del re, ma in quello del nonno si!"Allora gli chiesi se mi lasciava cavalcare il suo cavallo SAURO."certamente"mi disse"devi solo essere flessibile e non rigida altrimenti ti disarciona".
Non stavo più nella pelle, andammo nella stalla a preparare il cavallo,il nonno mi aiutò a salire e cominciai a farlo trottare poi galoppare finché non sapevo più se ero ancora io oppure il vento.
Fu il giorno più bello della mia vita.

22 mar 2009

A proposito di José Saramago...

"Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita."

"La gioventù non sa quel che può la maturità, la maturità non può quel che sa."

"E se il cuore non ha capito, non arriva ad essere menzogna il detto della bocca, ma piuttosto assenza."

"Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto."

21 mar 2009

E' PRIMAVERA!!!!!! :-) :-)


Io sono la primavera
Lucciole belle, venite da me;
son principessa, son figlia di re.
Ho trecce d'oro filato fino
ho un usignolo che canta su un pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo, limpido, fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco.
Ho veste verde di vento
cucita tutta di piccoli fiori fiorita;
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno
e per il sonno dei bimbi tranquilli
la ninna nanna felice dei grilli.
(Anonimo)

13 mar 2009

12 marzo 2009

Nel mio giardino una nuova gemma è spuntata,
ANNA l'han chiamata,
il suo arrivo, tanto desiderato,
tanta gioia ci ha portato.
Nonna Giovanna

10 mar 2009

BRAVISSIME!

Carissime,
voglio prima di tutto complimentarmi con voi per lo spettacolo di domenica sera, per l'allestimento e la vostra attiva presenza al nostro 'spazio' della Gran Guardia. Credo che il nostro laboratorio si sia distinto per l'originalità della proposta e per la vostra creatività. Come sempre ci siamo impegnate, ma anche divertite. Ora dobbiamo investire le nostre energie nell'evento del primo maggio, dedicarci allo spettacolo, alla stesura del testo che Marisa con maestria sta predisponendo. Di nuovo ci è richiesto impegno, presenza ed anche un po' .....di tolleranza. Ma poi saremo molto contente. Che dire ancora? ......Semplicemente che sono felice di avervi incontrate. Un abbraccio, Corinna

09 mar 2009

Messaggio per Silvana

Ho cercato il mio scritto sul senso di colpa. Se clicchi su Marisa (a lato) e scorri all'indietro mi pare che sia il sesto. Per stamparlo puoi fare copia (selezionando col tasto dx) e poi fai incolla su un nuovo documento.
Ciao Marisa

QUALCHE COMMENTO RACCOLTO

Dopo la nostra esibizione di ieri ho raccolto piacevoli commenti. Due gentili signore mi hanno parlato della commozione provata nel sentire raccontare molti dei loro giochi infantili ed aver avuto così modo di riviverli, hanno inoltre detto che lo spettacolo si è distinto per un certo garbo e ci hanno trovato molto "fini", il nero impostoci evidentemente dona.  Altri sono stati i commenti positivi: uno spettacolo vario e divertente, l'intervento dei ragazzi di Anna è stato molto gradito. Insomma un'altra conferma donne e allora avanti che abbiamo ancora molto da fare, grazie anche a questa gioia di stare insieme che sempre ci accompagna.
E non dimenticate mai "che per stare un po'  tranquilli c'era il monopoli", non vorrei vi sfuggisse
questo importante particolare.
Vi abbraccio, Betty 

08 mar 2009

BONTEMPO


Bontempo

Parola di uso dialettale per definire il tempo perso. Eppure bontempo significa "tempo buono".
E se il tempo è buono perché si usa comunemente la parola bontempo per definire il tempo sprecato?
Persino il computer, che non conosce il veneto, in correzione automatica non riconosce la parola bontempo e la trasforma.
Ne esce un “contempo” che mi fa riflettere.
Immediatamente mi richiama il con-tempo cioè “l’essere persona fortunatamente dotata di tanto, tanto tempo”; ma mi richiama anche un modo di essere che, in quanto donne, è insito nel DNA: il “ fare nel contempo”.
Caricare la lavapiatti, selezionare il bucato, stirare, cucinare, pulire, aiutare i figli nei compiti … e nel contempo dedicare piccoli e preziosi spazi al pensiero, alla parola in tutte le sue forme, all’arte, alla musica … persino agli esercizi aerobici che i media propinano alle donne sempre indaffarate come necessari allo stare in forma e fattibili, appunto, "nel contempo".

Un po' di teoria, colta dai giornali femminili:

“Primo esercizio: Afferrare la Folletto visualizzando l’asse del proprio corpo. Cogliere e visualizzare le simmetrie. Procedere a passo leggero, di danza trattenendo i glutei, allo scopo di conferir loro tonicità.
Secondo esercizio: Ora chinarsi a raccogliere gli oggetti lasciati a terra dai figlioli accovacciandosi sulle ginocchia, sempre trattenendo i glutei. Ripetere visualizzando il movimento per conservare l’equilibrio perfetto.
Terzo esercizio: Afferrare il piumino scacciapolvere e passarlo con leggerezza, a tempo di danza e sollevando i talloni, conferendo equilibrio all’attività con la tecnica del contro-bilanciamento. Perciò muovere simmetricamente e in sintonia anche l’altro braccio.
Con la stessa tecnica pulire i vetri utilizzando due stracci, uno a dx e uno a sx, contemporaneamente”.

Potrei continuare con l’elenco degli esercizi che qua e là ho raccolto spaginando le riviste femminili dal parrucchiere.
Ah dimenticavo… fare sesso, magari un tantino acrobatico, abbatte nel contempo anche 385 calorie e nel contempo mantiene giovane e luminosa la pelle.
Se si fa del sesso passivo, nel contempo ci si può dedicare a riassumere il programma per la giornata lavorativa del giorno dopo e ascoltare in differita l’ultimo pezzo di Sanremo che non si aveva avuto tempo, a suo tempo, di seguire in diretta. L'abbattimento delle calorie in questo caso è pari a zero.

Nel contempo ... viva le donne. Dedicato a tutte voi
Una risata salverà il mondo?

Marisa

8 marzo 2009

Giornata speciale 2009

Non tremate,
siamo donne
non siamo mai partite
ci siamo sempre state,
la grande Madre Terra ci ha voluto
e il grande Cielo ci ha donato.
Ciao :mimosa per tutte.
Silvana

BUON FESTA DELLE DONNE


IL TEMPO DELLE DONNE

Il tempo su tutto vuole la precedenza?
E a lui noi donne facciamo la riverenza.

Ci ruba la giovinezza?
Noi rispondiamo con saggezza.

Il tempo è tiranno?
E allora lo giochiamo con l'inganno,
rubandogli scampoli di libertà
visto che lui di noi pietà non ha.

Il tempo è mistero?
Viverlo è già un'impresa interessante,
di svelarlo ci sto distante.

Ma il tempo è anche assoluto, è denaro,
è relativo, è sesso, è esistenza, è esperienza,
è promessa ed anche ragione.
No, non mi faccio confusione,
lo dicono grandi filosofi,
celebri pensatori, gente di grande intelletto,
in ogni loro pensiero non c'è difetto.

E allora noi donne prendiamo da ognuno
il sommo ideale per fare con il tempo 
quello che ci pare.

Auguri a tutte voi care donne e un forte un abbraccio.

Betty


07 mar 2009

Ringraziamento pubblico

Carissime DONNE IN PUNTA DI PENNA,voglio ringraziarvi tutte per l'aiuto che mi avete dato per far si che anch'io accedessi al nostro bellissimo BLOG. E' troppo bello,quando scrivo mi sento così "galla"
Grazie ancora,ciao a presto
Silvana

04 mar 2009

Il mio ricordo dei "cavaleri"

Parto dal 1930.Ero bambina e ho un vago ricordo.
Se ci penso ho vissuto con loro i "cavaleri".Questo lavoro durava due mesi o poco piu',da marzo a fine maggio,dalla nascita alla maturazione.
A maggio diceva la mamma"sono maturi"questa era la definizione. Erano pronti a fare la "galeta"cioè il bozzolo che aveva la forma di una nocciolina americana.
Mia mamma dall'anno precedente metteva da parte circa venti bozzoli perché non c'erano i soldi per comprare il seme.
Il baco da seta era rinchiuso nel bozzolo e d'estate usciva una farfalla e deponeva le uova che la mamma metteva in una scatola.
Arriva l'hanno seguente,marzo,é ora di mettere le uova in incubatrice per la nascita,siccome settant'anni fa non c'era il riscaldamentomia mamma le metteva nel suo letto,in fondo ai piedi e con il calore corporeo nascevano.
Le uova avevano una grandezza come un puntino sulla "i".
Appena nati si notavano solo perché si muovevano.
Venivano nutriti con foglie di gelso che noi in dialetto chiamavamo "morar".
Man mano che crescevano aumentava il lavoro per procurare loro il cibo.
A fine aprile sul letto dei "cavaleri si mettevano dei rami secchi che noi chiamavamo "frosche",su questi rami cominciavano a fare una ragnatela che si chiamava "spelaia".
Piano piano il baco non si vedeva piu'e cominciava con la bava a rinchiudersi nel bozzolo e dare il suo prezioso filato la SETA.

RIGHETTI MARIA MAMMA DI SILVANA

03 mar 2009

FANTASIA TEMPO-RANEA




Ho troppo tempo, non ho tempo, il tempo insegna, il tempo lenisce le ferite, il tempo mi darà ragione, vivi questo tempo; è tuo, ma soprattutto il tempo scorre inesorabilmente.
Ed è indefinibile, inafferrabile, indifferente, in... in... incerto, si questo nostro tempo è molto incerto.
Sicuramente il tempo abita la vita, o la vita abita il tempo non so, ed insieme determinano precisi confini: la nascita e la morte.
Noi ci muoviamo nel passato, nel presente e nel futuro.
Esiste un oggi anche perché c'è stato un ieri, grazie ad un ieri, o per colpa di un ieri e si pensa al futuro in termini di progetto, condanna o gioia.
Io vorrei avere il privilegio di vivere senza nessun rimorso, godere di un presente sereno e gioioso, nell'attesa di un futuro ricco di progetti bellissimi e realizzabili.
Mi sembra una richiesta modesta di come vorrei fosse questo mio tempo, solo che non so a chi rivolgermi per inoltrare un'eventuale domanda, non conosco le modalità ne i tempi di attesa. Avrei anche una certa fretta. Se qualcuna è in grado di fornirmi qualche utile indicazione, gliene sarei eternamente grata, anche se mi rendo conto che il concetto di eternità per noi umani destinati a ... NOOO PER PIETA' BASTAAA!!!

Betty