BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



06 feb 2009

ESPERIENZE DI LAVORO

COMPAGNI - AMICIZIE - ESPERIENZE SINDACALI
Mi ricordo di un esperienza che mi ha dato molta soddisfazione.
Lavoravo in una piccola azienda conserviera. Eravamo cinque ragazze operaie più una impiegata, due rappresentanti, la “capa” e il titolare. Il lavoro era molto sporco, pulivamo il pesce e lavoravamo sott’oli e sott’aceti però mi piaceva. Lavoravamo dieci ore al giorno dalle otto alle dodici e trenta. Ci scaldavamo la “ramineta” e mangiavamo sul posto. All’ una ricominciavamo e terminavamo alle diciannove . Il sabato dalle otto alle dodici e trenta. La “capa” per farci lavorare di più pesava le acciughe che pulivamo e alla sera metteva a confronto il mio lavoro con quello delle altre.
Quando lei non c’era, se dovevamo andare al bagno, nella nostra ingenuità, decidevamo di fermarci tutte, così nessuna andava avanti con il lavoro.
Quello che vi voglio raccontare è un altro fatto: E’ vero che il lavoro ci piaceva, ma ci eravamo accorte che lavoravamo troppe ore e non era giusto, per questo avevamo iniziato a mugugnare tra di noi.
Eravamo tutte fuori regola. Ricordo che due avevano più di vent’anni, una ne aveva diciassette, io quattordici e Flavia tredici. Nel frattempo ero diventata veramente brava nel lavoro, ero capace di decorare i vasi con i peperoni e a pulire e pelare le acciughe non mi batteva nessuno neppure le grandi.
Io fui designata a parlare con la “capa” detta matta, una donna volgare, vestita come una signora, ma con i modi da scaricatore di porto (con tutto il rispetto che ho per loro).
Iniziai a parlare e le dissi che dieci ore al giorno erano troppe e che volevamo finire un’ora prima alla sera e terminare alle dodici il sabato.
Lei iniziò a bestemmiare, rovesciare sedie, sbattere la porta, ma io non mi sono mai sentita così sicura di me come in quel momento. Ho saputo poi dalle mie compagne che avrebbe voluto licenziarmi, ma loro le avevano “suggerito” che ero molto brava e non le conveniva.
Alla fine della storia abbiamo ottenuto quello che avevamo chiesto.
A onor del vero devo dire che ciò che non avevamo domandato ce lo siamo preso poiché lei arrivava sul lavoro alle sedici e noi chiacchieravamo fino alle quattordici così le fregavamo un’ora.
Silvana

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