BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



06 feb 2009

Alla mia Liù

Mai nome fu tanto appropriato cara Liù, ti fu dato 13 anni fa
per quella lacrima nell’occhio sinistro, quando ti prendemmo dal canile.
Il tuo viso era dolcissimo e lo sguardo malinconico.
Rivelasti subito uno spirito libero e indipendente : Niente guinzagli né recinti,
e noi ti abbiamo assecondata; niente guinzagli né recinti.
Vestivi una pelliccia fulva a pelo lungo quasi da volpe e come la volpe
eri schiva e un po’ selvaggia.
Non hai mai adattato il tuo passo al nostro, camminavi venti metri
avanti da sola, a far da battistrada, girandoti indietro di tanto in tanto
per tenerci d’occhio.
Andrea è stato fin dalla nascita il tuo cucciolo più amato.
Attenta, nei primi passi l’hai accompagnato con amore materno, dividendo
pappa e biscotti : Un boccone a lui, un boccone a te …
Hai amato tutti i bambini indistintamente che giravano per casa.
Rassegnata e paziente sopportavi le loro carezze maldestre.
Nei primi anni, non gradivi invece gli amici, non volevi si sedessero a tavola
con noi, né si prendessero i cioccolatini dal portadolci, né le sigarette dalle loro borse.
Li fermavi immediatamente morsicando delicatamente il loro braccio.
Forse eri gelosa perché ci rubavano a te. Infatti, tu restavi accovacciata sotto
il tavolo in mezzo a noi per tutto il tempo senza muoverti.
Non permettevi a nessuno di avvicinarsi alla porta e suonare il campanello
di casa, nemmeno ai nostri vicini che ti amavano quanto noi.
Infatti dovevano munirsi di un biscotto e buttarlo lontano, solo quando ti
allontanavi potevano suonare. Questo comportamento chissà come l’avevi imparato.
Avevi tanta paura dei temporali d’estate, dei fuochi d’artificio, e dei botti
d’inverno. Allora salivi in camera da letto e ti accoccolavi vicina a me disperata
ad ogni tuono o botto ti avvicinavi sempre di più fino a fare il salto finale e
rifugiarti sul letto in mezzo fra me e Franco col cuore che ti batteva forte, forte.
Da qualche anno non ti fidavi più a salire le scale, restavi sul primo gradino
a piangere come una bambina, così scendevo io per starti vicino e consolarti
fino a mattina.
Non sopportavi i ricci che incontravi nel cortile, perché al tuo abbaiare
restavano fermi, immobili; ciò ti faceva impazzire.
Eri golosa, mangiavi con gioia di tutto, ma il cibo rubato alla micia era in
assoluto quello che gustavi di più.
Un richiamo irresistibile era la voce del vento; impaziente ti lanciavi
di corsa fuori nella notte ululando alla luna frasi misteriose.
Almeno una volta all’anno c’era un raduno notturno con tanti cani sconosciuti,
non ho mai scoperto dove andavate, forse un sabba, un convegno ?
Certamente andavate lontano, io vi sentivo al ritorno abbaiare gioiosamente.
Anche ieri ti sei lanciata fuori nella bufera, cadeva una gelida pioggia invernale,
il cielo era cupo, e tu saltellante sei corsa gioiosa verso il tuo paradiso.
Ti ha trovata il tuo amichetto di giochi nell’orto qui in basso,
ci ha avvisato il suo pianto straziante;il suo correre dall’orto alla casa.
Tu dormivi nascosta sotto le foglie di un cavolo grosso,
mostrando i bianchi canini in un sorriso.

Lucia 3 febbraio 2009

1 commento:

In punta di penna ha detto...

Io e mia figlia comprendiamo profondamente commosse.
Betty e Maddalena