BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



12 gen 2009

EMOZIONI IN VIAGGIO TRA NATALE E L'ANNO NUOVO

Caro papà,
Ciao, sorpreso vero? Lo so non ti scrivo da tanto, non sono riuscita a trovare il tempo. La solita scusa che usi per giustificarti starai pensando e forse è anche così, eppure oggi sono di nuovo qui a scrivere per parlare con te, ho voglia di raccontarti ciò che già sai perché tu puoi vedere dove io non arrivo.
Per domenica quattro gennaio con i miei fratelli abbiamo programmato un viaggio a Padova per incontrare cugini e zii che non vediamo da tanto tempo e per riscoprire luoghi, emozioni , paesaggi ed atmosfere lontane.
L’appuntamento è a Casalserugo, il paesino che ci ha dato i natali, a casa di Luciano tuo nipote, alle ore 12 circa, ma strada facendo è Liliano a lanciare l’idea di fare una capatina anche dalla zia Flavia per farle una sorpresa ed un veloce saluto.
Nessuno ha avuto dubbi che dovevamo farlo, che sarebbe stato la ciliegina sulla torta di un giorno che sentiamo dentro di noi come un evento straordinario e io respiro di questa attesa, l’eccezionalità, il fermento e l’euforia di quei tempi lontani che sembravano perduti mentre ora ritornano.
Ritorna il tuo viso, ritorni tu meraviglioso e ti siedi al volante, la mamma ti è accanto con Franco in braccio e ci conduci verso la sospirata meta mentre noi già leggiamo ogni cartello pubblicitario, giochiamo, li contiamo, vince chi legge per primo la pubblicità, ridiamo chiassosi mentre tu minacci di riportarci indietro, ma noi piccoli sovraeccitati dunque sordi continuiamo.
La mamma bellissima e paziente che invano c’invita dolcemente a stare calmi. Un minuto dopo il richiamo è dimenticato e ci urtiamo l’un l’altro per avere un po’ più di spazio, siamo in quattro dietro e sulla Fiat topolino si sta stretti.
Ti rivedi papà brontolone, infastidito dalla nostra frenesia a lanciare invano ripetute minacce affinché ti regalassimo una tregua e stessimo un po’ fermi e zitti?
Io chiudo gli occhi e mi abbandono ai ricordi di quei luoghi incantati, ritorno bambina e la felicità canta nel mio petto e non voglio lasciarti andare. Sono alle origini, sono di nuovo bambina. Sopra una nuvola trasparente ed impalpabile tu sei ritornato da me e con te per un soffio di tempo altri affetti importanti, nonno Giuseppe e nonna Giuseppina e non poteva certo mancare lo zio Giovanni, l’allegria fatta uomo.
Ritornano le vostre immagini che mi parevano perdute. Guardo finalmente nei vostri occhi, i vostri sorrisi mi riscaldano l’anima, le vostre voci diventano poesia soave che cura la mia cronica malinconia; ai vostri baci, abbracci stretti beata mi sono arresa, mi avvolgono come una dolce morsa che non soffoca. S’accendono i giochi, l’allegria, i canti, le scommesse e le promesse; riappaiono i profumi e i fumi rotondi di brodo caldo di arrosti deliziosi, carni lessate e croccanti patatine fritte,insalatina e verdure cotte sfiziose più per i grandi che i piccoli; pizzicano i sottoaceti fatti dalla nonna e un dito mi sfugge impertinente ed affonda appena nel purè morbido e cremoso che lesta porto alla bocca. Elegante il tavolo spazioso preparato per venti commensali, rivestito dalla pallida tovaglia di raso color avorio, ogni cosa è pronta al suo posto, l’antipasto che dice mangiami e tutti che giriamo attorno furtivi per rubarne il profumo ma non solo anche la fettina prima del tempo. L’aperitivo con il vino bianco frizzantino mosso da curiose bollicine, ma è soltanto per i grandi, l’acqua o l’analcolico annacquato per i piccoli e qualche salatino. Il brindisi e poi tutti seduti e la nonna e la zia che ad una ad una servono felici le portate. Tra un boccone e l’altro chiacchiere, schiamazzi, risate, barzellette, non c’è tregua per i grandi e neppure per i piccoli che dopo un po’ aprono le loro corse, instancabili nonostante il “ basta!” dei grandi che ogni tanto ci richiamano al tavolo per qualche altra specialità. Ma noi facciamo un boccone e via dentro e fuori su e giù dalla sala in giardino, qualche corsa in bicicletta lungo la strada di campagna, a turno con i più piccoli seduti sul manubrio. Non ci sono soste è tutto tempo da vivere intensamente perché la sera arriva presto ed è un grande dispiacere il distacco. Passeranno giorni e giorni prima che si ritorni nel paese dei balocchi.
Papà ho vagato felice in quelle stanze . Ad ogni sguardo ogni attimo il vuoto si riempiva di ricordi vivi e dolci purificati dalla tristezza e dal dolore che pure c’era allora, nascosto a noi bambini, ma chiaro nell’anima dei grandi per i cattivi presagi che portavano con se la tua malattia e quella dello zio Giovanni ed entrambe a quei tempi lasciavano poche speranze.
Sono tornata bambina in un attimo in quella casa che è stata il luogo della magia, un’oasi di felicità dove tu papà proprio per questo quando la salute te lo permetteva per farci felici ci portavi.
E’ passato tanto tempo quasi mezzo secolo da quando ti ho perduto, ma lo scrivere rende la tua presenza immortale anche se quando apro gli occhi ho sempre tanta voglia che tu ritorni.
Ti bacio papà, amore troppo presto perduto e ancora una volta veglia su me e sulle persone a me care.
La tua Stellina

1 commento:

Anonimo ha detto...

Fintanto lo ricordi lui é vivo e vicino a te, non se n'é mai andato,
non ti ha mai lasciato il tuo papà.
Ne sono certa. Ciao a stasera.Lucia