BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



17 gen 2009

CURA


Non soffro di forme deliranti, se decido di dialogare con me stessa (a me ogni tanto capita) è per cercare di capire meglio il mio mondo interiore a volte confuso. Così ho deciso di concedermi un’ intervista sull’argomento trattato l’altra sera: la “cura”.

IO: Penso di prendermi abbastanza cura di me stessa? Riesco cioè a fare cose che mi piacciono e mi fanno stare bene?
BETTY: Ce la metto tutta. Prima CERCO di svolgere al meglio i miei doveri, poi mi costruisco sani momenti di pausa anche molto vari tra loro, passo dalla pasticceria per un caffé E NON SOLO, una passeggiata, una biciclettata appena mi è possibile, vado in piscina per compensare certe abbuffate (tanto vincono loro), amo da sempre il cinema, andare per mostre, qualche concerto, il teatro e la lettura. Sin da quando ero giovane applico la pratica della scrittura e ne ho sempre ricavato un ottimo beneficio, negli ultimi tempi lo scrivere non è più solo personale, ma frequento un gruppo di donne SUPER con le quali condivido la stessa passione e devo dirmi che mi diverto davvero molto.
Cosa ne penso? Mi curo abbastanza?
IO: Direi che non mi faccio mancare nulla. ANZI. Qualche briciolo e senso di colpa magari? Sei certa di non trascurare niente e nessuno?
Ma mi devo rispondere sinceramente, almeno sono felice?
BETTY: Si fino ad un secondo fa lo ero, perlomeno serena. E’ molto meglio che non rilasci più nessuna intervista a me stessa, invece di essermi chiarita le idee sono più confusa di prima. Meglio “dialogare” con il blog in vostra compagnia, che con questa me stessa che mi getta perennemente in crisi. E’ decisamente una forma di autocoscienza deprimente. Dopo provo a parlarmi ancora, spero mi sia passata.


Mi sono ricordata vedendo gli scritti delle amiche “blogghiste”, che ho fatto anch’io il compito della “Lettera”.
Quando si parla di alunne diligenti!

Ti stupirà questa mia lettera, cara Patrizia. E’ un modo ormai desueto per comunicare, ma sicuramente non è invadente. Voglio scriverti del sentimento di simpatia e affetto che provo nei tuoi confronti, nonostante siano ormai passati molti mesi dalla nostra ultima telefonata e posso in parte capirne il motivo. Ho incontrato una nostra ex collega e mi ha raccontato che hai subito un’ operazione importante, ma che tutto sembra essersi risolto, so che sei già ritornata al lavoro e questo mi permette di scriverti con maggior leggerezza.
E’ stato il lavoro infatti a farci ritrovare. Quando ci siamo riviste già molto grandi nella cucina di quella scuola, il tempo è ritornato come un lampo all’infanzia e all’adolescenza, vissuta in gran parte insieme. Scuola, parrocchia, compagnia, i primi flirt, momenti molto importanti nella crescita e da qui tutta la nostra gioia nel rivederci dopo anni, a condividere un lavoro abbastanza pesante e monotono. Scelte di vita diverse ci avevano allontanato. Complice del nostro stare bene insieme è stata sicuramente la cucina, situata in un luogo piuttosto isolato rispetto alle aule, che ci ha così permesso di poter esprimere tutta la nostra vitalità, cantando a squarciagola, inventandoci storie demenziali, ti ricordi il nostro romanzo “vocale” a cui ogni giorno aggiungevamo un tassello? Una storia tragicomica che tu hai persino scritto. Ma ci sono stati pure momenti di sconforto e quella cucina, ha visto qualche lacrima e molte dolci consolazioni, infatti è capitato spesso che io abbia portato qualche torta per un breve momento di ristoro. Alla fine del nostro turno tutto in ordine perfetto, ricordi? La nostra allegria contagiosa ha fatto star bene noi, ma anche chi ha lavorato al nostro fianco.
Ho fatto ancora qualche anno nelle cucine delle scuole, ho cambiato varie sedi, ma ovviamente non sono più riuscita a stabilire con nessuno un rapporto così giocoso e profondo. Certe alchimie non si possono ripetere.
Spero di risentirti presto e mi auguro che questa lettera possa farci ritrovare un po' l’intimità del nostro bel rapporto. Voglio augurarti tutto il meglio per la tua salute e stringendoti in un forte abbraccio ti dico “ciao Mery” … come ci dicevamo da bambine. Aspetto il saluto che tu sai come risposta.

Betty

2 commenti:

In punta di penna ha detto...

Che belli i tuoi scritti!
Sicuramente l'esperienza del nostro gruppo ti ha aiutato a vincere alcune timidezze,ma io lo so per certo la giocosità del tuo carattere ,seppur messo adura prova,è sempre stata dirompente e coinvolgente.
Originale l'autointervista,cerca di non lasciare troppo spazio ai sensi di colpa, inutili e credi fuori luogo.
Con tutto l'affetto che sai, Luisa

In punta di penna ha detto...

Betty sei sempre GRANDE!
Ci racconterai un pezzo del romanzo vocale con cui tu e Patrizia vi dilettavate?
Ciao Betty, mi dispiace non averti conosciuto prima. Avrei il diritto di dirti "Ciao Mery".
Marisa