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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



23 dic 2008

NATALE 1962

Cammino nella neve e ascolto lo scricchiolio sottile che accompagna il mio passo.
Tutto è silenzio e il torrente è coperto di ghiaccio, c’è solo un flebile respiro dell’acqua che di tanto in tanto ritrova vitalità tra le due ali di gelo che la opprime.
Ascolto il silenzio …
Non è un comune silenzio che avvolge l’ambiente.
E’ proprio quello di quando nevica; si dice che allora stuoli d’angeli battano le ali e regalino alla natura il loro inafferrabile soffio.
Nell’aria fredda le soffici falie di neve scendono. Non c’è anima viva intorno; gli alberi hanno le fronde pesanti e curve verso terra e piccoli cumuli si staccano e precipitano sfiorandomi.
Nel sentiero vergine, non vedo un’impronta ed è con un sottile dispiacere che lascio le mie orme, leggere più che posso, quasi come piume.
L’incanto mi avvolge, mi sento leggera , un folletto, uno spirito felice in questo bosco, che mi si stringe addosso, ed io voglio arrendermi al suo respiro. Sospesa nel sogno vorrei rimanere così a lungo … ma un fruscio mi distoglie, un’improvvisa folata di vento con forza scuote gli alberi ed io mi desto.
Penso che tra breve sarà Natale, un magico Natale. E il ricordo vola veloce e recupera immagini dei tanti Natali tristi della bambina orfana senza pace, e della donna e figlia infelice.
In ognuno di quei Natali tristi, le luci s’accendevano per gli altri, ma non per me . Unica eccezione il Natale del 1962.
Ero bambina e fu il primo Natale dopo il mio ritorno a casa … ed anche l’ultimo perché poi il papà mi lasciò per sempre.
Quell’anno eravamo tutti insieme alla messa di mezzanotte.
Io tra la mamma ed il papà.
Io, finalmente accolta a casa.
Quella Notte Santa mentre in chiesa io pregavo felice, la neve scendeva lieve, senza far rumore, coprendo ogni cosa ed illuminando di riflessi d’argento la notte.
Magica quella notte, quei sorrisi, quegli abbracci e scambi d’auguri, sempre stretta tra mamma e papà! I fiocchi di neve scendevano ancora instancabili, danzando adagio; le campane suonavano a festa e i bambini già si tirano felici le prime palle di neve.
Non più in collegio e questo era ciò che contava.
Che bello il Natale del 1962! Tuttavia ancora un sottile filo di tristezza adombra la gioia per l’arrivo di questa festa se penso a chi, come me, viene derubato di un’infanzia lieta.
di Maristella

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