BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



17 dic 2008

LETTERA DI NATALE

ARRIVA IL NATALE
Cammino nella neve e ascolto lo scricchiolio sottile che accompagna il mio passo. Tutto è silenzio e il torrente è coperto di ghiaccio, c’è solo un flebile respiro dell’acqua che di tanto in tanto ritrova vitalità tra le due ali di gelo che la opprime.
Ascolto il silenzio … avvolge l’ambiente ed è proprio quello di quando nevica; allora si dice che stuoli d’angeli battano le ali e regalino alla natura il loro inafferrabile soffio. L’aria è fredda e le soffici falde di neve scendono. Non c’è anima viva intorno, gli alberi hanno le fronde pesanti e curve verso la terra e piccoli cumuli si staccano e precipitano sfiorandomi. Il bosco è bianco, un bianco abbagliante, totale ed il sentiero è vergine, non vedo un’impronta d’uomo o di animale davanti e intorno ed è con un sottile dispiacere che lascio le mie, leggere più che posso, quasi come piume.
L’incanto mi avvolge, mi sento leggera , un folletto, uno spirito felice in questo bosco, nel suo elemento che mi si stringe addosso, mi seduce ed io voglio arrendermi al suo respiro. Sospesa nel sogno vorrei rimanere così a lungo … ma un fruscio fulmineo mi distoglie, un’improvvisa folata di vento scuote gli alberi che mormorano ed io mi desto. Penso che tra breve sarà Natale, un magico Natale e lo sarà per te, per me, per i nostri cuccioli grandi e piccoli e per tutto il mondo. Che gioia ricordare che sarà ancora … “Natale con te” e ancora si fa grande l’emozione e la magia per questo nostro giorno.
Assieme alle luci dell’albero e del presepe una nuova luce illuminerà il mio cuore e non posso e non voglio non sentire l’intima voce dell’anima che mi ricorda che ancora e sempre di più tu sei per me l’insostituibile compagno del mio viaggio .
Tu ed io come pastori in cammino per ritrovare il Bambino Gesù, disposti a dargli posto nella nostra anima affinché possiamo ritrovare la nostra grande gioia e divenire per noi e per i nostri figli e non solo, messaggeri di un annuncio nuovo, straordinario che amare ed amarsi tutta la vita si può ed è appagante e splendido riuscirci. E’una sfida che con te io voglio vincere.
E il ricordo vola veloce e recupera immagini dei tanti Natali tristi della bambina orfana senza pace, e della donna, mamma e figlia infelice. Dispersa nei dolori della vita con una fragile speranza nel cuore che prima o poi, umile pastorella alla ricerca di un amore, io ti avrei incontrato.
In ognuno di quei Natali tristi, le luci s’accendevano per gli altri, ma non per me che negli occhi stringevo le lacrime mentre la nostalgia gonfiava il cuore.
Unica eccezione quello del 1962, ero bambina e fu il primo dopo il mio ritorno a casa ed anche l’ultimo perché tu papà mi lasciasti per sempre ed io avevo ancora tutto e tanto da dirti e domandarti.
Quell’anno eravamo tutti insieme alla messa di mezzanotte, finalmente con tutta la mia famiglia, tra la mamma ed il papà, io come Gesù Bambino venivo finalmente accolta a casa.
Quella Notte Santa mentre in chiesa io pregavo per dire “Grazie Signore … grazie perché alla fine sono davvero e per sempre ritornata qui a casa mia”, la neve scendeva lieve, lieve, senza far rumore coprì ogni cosa ed illuminò di riflessi d’oro e d’argento la notte. Fu una sorpresa meravigliosa sostare fuori della chiesa per un tempo indefinito ad ammirare quel paesaggio stravolto. Magica quella notte, quei sorrisi, quegli abbracci e scambi d’auguri, sempre stretta tra mamma e papà ad ammirare una coltre bianca, immacolata. Le falde di neve scendevano ancora copiose, instancabili danzando adagio su tutti noi felici ed attoniti e le campane suonavano a festa e riempivano la magica notte delle dolci note del Natale mentre i più piccoli, già si tirano le prime palle di neve.
Non più in collegio e mai più vagabonda tra l’indifferenza del mondo, ma a casa mia … casa umile … casa povera e fredda … quasi una capanna, ma stretta in un caldo abbraccio tra mamma e papà e questo è ciò che conta.
Da quel natale in poi non sono stata mai più infelice, ma nasce ancora un sottile filo di tristezza che adombra la gioia per l’arrivo di questa festa se penso a chi come me vive, viene derubato di un’infanzia lieta.
Mi sento un po’ malinconica, ma felice perché tu, mio caro amore mi sei accanto e non importa se ancora nuvole e tormenti affliggono i nostri giorni a me basta essere con te affinché insieme si possa andare oltre ogni gioia ed ogni dolore, oltre le nubi mentre stringo forte la tua mano e insieme guardiamo al sole.
Buon Natale allora a te, ai nostri tesori piccoli e grandi, ma buon Natale anche a tutto il mondo e che sia per tutti una festa di serenità e di pace.
Maristella

3 commenti:

In punta di penna ha detto...

Molto bella, complimenti!!!
E' una bella dichiarazione d'amore.
Tuo marito sarà felice di sentirti. Un abbraccio Ornella.

Anonimo ha detto...

Cara Maristella anche i miei Natali non sono stati felici; da piccola per la povertà ed il freddo, da grande per l'assenza della bella famigliola unita.
Aspettavo S. Stefano come una liberazione. Ora, per me ma anche per te le cose sono cambiate, vogliamo godercele con serenità ?
Questo il mio augurio, con affetto
Lucia

In punta di penna ha detto...

" Mi chiedo se ci sia un'età in cui le orfane smettono di cercare il proprio padre.."
"Avere un padre da adulti dev'essere come andare per la vita sotto un immenso ombrello"
(Angeles Mastretta)

Bello , malinconico pieno d'amore e dolce come te il tuo racconto
A stasera un bacio Luisa