BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



01 dic 2008

IL PRIMO STIPENDIO

Il mio primo stipendio vero, quello continuativo, mi suscita adesso tenerezza. Non era un vero stipendio poichè ero stata assunta da un Istituto religioso per insegnare inglese a delle terribili ragazzine della Scuola Media e si trattava di uno stipendio esiguo, meno della metà di uno stipendio della scuola statale ed inoltre non ero stata assunta ad orario completo. In più spesso scherzavo con le mie amiche che pure insegnavano in scuole private dove tutto si doveva fare per amore di Dio e senz'altro non a scopo di lucro e mi chiedevo chissà se e quando avrei avuto uno stipendio. Invece terminato il primo mese di lavoro vengo invitata a passare dalla segreteria alla fine delle lezioni perchè il mio stipendio era pronto. La segreteria era rappresentata da una sola persona, una piccola suora scattante ed efficiente che riusciva a tenere a bada le richieste di tutti e devo dire che non doveva essere facile perchè l'Istituto comprendeva tutti gli ordini di scuola dall'asilo (oggi è la scuola dell'infanzia) alla scuola magistrale (oggi non c'è più ). Dunque, alla fine dell'orario di servizio mi presento in segreteria e la suora segretaria mi presenta una piccola busta completata da un tagliandino staccabile dove sento tintinnare delle monetine e già questo rumore mi mette in agitazione; che mi abbiano pagata con una manciata di monetine? La suora stacca il tagliandino dalla busta e mi invita a controllare i soldi e a firmare il tagliandino. Apro la busta ed estraggo due banconote da cinquantamila lire, una da diecimila, una da cinquemila, quattro da mille ed una manciata di monete da cento e cinquanta lire, in tutto 119.000 più spiccioli.Sul fronte della busta ci sono tutti i calcoli dello stipendio, la cifra corrisponde a quella consegnatami, firmo, ripongo tutto il mio lauto stipendio nella bustina e vado a casa. Non erano i primi soldi che guadagnavo ma sapevo che questi li avrei avuti tutti i mesi e anche se non sarebbero stati sufficienti a mantenermi mi abrebbero permesso di godere di una certa autonomia quindi quando arrivai a casa feci vedere orgogliosamente la mia bustina tintinnante annunciando ai famigliari la grande notizia. Ricordo che al momento decisi di mettere da parte quei soldi perchè già pensavo a qualche progetto per le vacanze estive.
Rimasi in quella scuola per due anni ma conservai le bustine degli stipendi fino all'altr'anno quando cominciai a ristrutturare la casa e me le ritrovai tra vecchie carte che avevo dimenticato.

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