BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



4 dic 2008

IL MIO PRIMO GIORNO DI LAVORO

Ero giovanissima, il progetto di continuare la scuola era sfumato con la voglia di studiare e con l’alibi che la morte di mio padre aveva cambiato la situazione economica della famiglia, pertanto cercai lavoro.
Da bambina mi piaceva molto giocare alla bottega, preparare pacchetti, dire:”Buon giorno signore, desidera?” e “Arrivederci e grazie”
Trovai quindi lavoro come commessa.
Era un negozio che vendeva materiale elettrico, lampadari, piccoli elettrodomestici.
Arriva il mio primo giorno di lavoro, ricordo la tremarella e il batticuore alla vista dello scaffale, dietro al banco alle mie spalle: un enorme alveare pieno di lampadine: “da 25/40/60..watt,” con attacco Edison e Mignon,a goccia,a torciglione, smerigliate e trasparenti “da 220 e 125 volt. E sotto il banco
oltre al cassetto della cassa, tanti altri pieni di cavi elettrici, per allacciamenti, per ferri da stiro,impianti TV e lampadari.
I lampadari, il soffitto piuttosto basso, di quel negozietto ne era ricoperto,tanti lampadari incombenti sulla mia testa!!

A quel tempo erano molto in voga quelli “a gocce” copia di altri immensi e di valore che arredavano palazzi prestigiosi; imparai poi, che a volte qualche raggio di sole, riuscendo a filtrare dalla vetrina si posava su quei prismi di vetro e per qualche momento, il buio locale, si illuminava di mille stupendi riflessi, regalandomi tutti i colori dell’arcobaleno rallegrando l’ambiente.
Ma intanto il primo giorno ( e per diversi altri a seguire) provavo un ansia indicibile quando un cliente entrava e mi chiedeva: “Signorina, mi dia una lampada da 100 watt / 220 volt/attacco Edison” Allora mi giravo e scrutavo, con il cuore che mi pulsava nelle orecchie, ma fingendo di avere la situazione in pugno, quel mostruoso alveare pieno zeppo di misteriose lampade, alla ricerca di quella famigerata!!
Lavorai in quel negozio per circa un paio d’anni, nei quali imparai a fare i collegamenti dei lampadari, sostituire la resistenza ai ferri da stiro , a preparare le lampadine in serie per gli addobbi natalizi e quello scaffale poi per me non ebbe più misteri..
…Ma la notte del primo giorno di lavoro ebbi un incubo, sognai che tutti i lampadari appesi nel negozio, scendevano piano piano su di me soffocandomi e lo scaffale , a causa di una mia mossa maldestra, mi cadeva addosso e tutte le lampadine si infrangevano scoppiando sul pavimento.


Luisa

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