BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



29 dic 2008


Ho scelto queste otto parole. Non chiedetemi per quale ragione perchè non lo so:

CARRIERA
RUOLO
DIGNITÀ
IDENTITÀ
GRADUATORIA
CURIOSITÀ
MOTIVAZIONI
INTERESSE



Cos’è stata la carriera nella mia vita lavorativa?
La scuola dell’infanzia degli anni settanta non aveva classi di merito verticali; nella scuola dell’infanzia (o almeno in quella comunale) non si faceva carriera ma si viaggiava in orizzontale. Eri insegnante? In questo ruolo restavi per tutta la tua vita lavorativa.
Un ruolo per il quale avevi penato, accumulando diplomi su diplomi, punteggio di servizio, mesi di faticosa colonia estiva … per poter accedere ai primi, ambiti posti della graduatoria pubblica.
Al tempo della mia assunzione avrei al massimo potuto aspirare ad un posto di Dirigente Scolastica e coordinare una struttura.
Le nostre battaglie sindacali degli anni settanta avevano limitato ulteriormente le possibilità, abolendo le Dirigenti, in ragione del troppo clientelismo lamentato nelle nomine di allora.
Accantonata da subito l’idea di fare carriera mi dedicavo completamente a fare bene il lavoro che avevo scelto. La forte motivazione personale si realizzava in un grande e costante impegno; la curiosità mi portava ad approfondire sempre gli argomenti; la creatività mi trasformava in persona eclettica e vivace; l’amore e l’interesse per i bambini facevano di me una buona maestra.
E tutto ha contribuito a conferire dignità al mio lavoro e alla mia persona, una dignità che non ho mai consentito a nessuno di scalfire o mettere in dubbio.
Sono stata apprezzata ed amata come insegnante e questo ha rinforzato la mia identità di donna lavoratrice, consapevole di portare avanti scelte spesso difficili, come il dualismo tra lavoro fuori e il ruolo di madre, le lotte e le conquiste sindacali … con la consapevolezza però di vivere un momento storico privilegiato ed unico.
Soltanto a fine carriera, negli ultimi cinque anni, posso dire di “aver fatto carriera” nel senso più comune dell’accezione. Questo grazie al lavoro pregresso riconosciuto come lodevole, a trentacinque anni di scuola a cui si sommano tutte le numerose esperienze fuori ruolo, e alla stima di cui ho goduto in ambito lavorativo.

Marisa

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