BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



05 dic 2008

COSA VOLEVO FARE DA GRANDE


Fin da piccola amavo disegnare; disegnavo sui muri esterni di casa, sui bordi del giornale l’Unità, sulla carta blu da zucchero e quella gialla da macelleria, insomma su qualsiasi carta che mostrasse un po’ di superficie, perché in casa non ce n’era di carta bianca, né osavo chiedere che me la comprassero.
Quando mi mettevo a disegnare andavo a nascondermi su in camera da letto, ma la mamma arrivava sempre, silenziosa da dietro le spalle e mi sgridava forte, così io mi spaventavo e dovevo smettere subito.
Sembrava che disegnare fosse un peccato da sradicare al più presto in casa mia. Il tempo si doveva usare soltanto per rammendare o per altri lavori odiosi e noiosi di casa. Allora i vestiti non si compravano già fatti; prima si andava a comprare il tessuto e poi dalla sarta. Io amavo andare con la mamma nei negozi di tessuti o di scampoli e anche nei negozi di mercerie; m’incantavo a guardare i bottoni e restavo affascinata nel vedere tutta quella roba e dal rituale della scelta più appropriata. Ma ancora di più mi piaceva andare dalla sarta.
La sarta era sempre una persona fine e gentile di modi, ti faceva accomodare, prendeva le misure su un quaderno e poi ti mostrava sempre diversi figurini: Quelli nuovi appena usciti all’ultima moda da Parigi e quelli dell’anno precedente. Io li trovavo bellissimi e li sfogliavo tutti, pian piano per tenermeli bene impressi nella memoria. Guardavo queste donnine appena abbozzate, eleganti, con vestiti disegnati così bene perché anch’io volevo imparare a disegnare i figurini.
Una volta tornata a casa, cercavo di disegnare a memoria quelle donnine con dei vestiti di mia invenzione … e ci riuscivo.
La mia maestra puntualmente mi confiscava sempre i disegni con fare arcigno e con una sgridata, tanto che mi ero convinta che proprio non si doveva disegnare.
( L’ho incontrata in piazza a Bovolone dopo più di vent’anni, avevo la mia bambina per mano, e mi chiese se facevo ancora “quei bei disegni”.. Io dissi di no, che lavoravo con i miei fratelli e che non avevo più disegnato. “ Peccato “ mi rispose, “ io li ho conservati tutti i tuoi disegni.. e ogni tanto me li guardo … sono così belli..” L’avrei strangolata ! )
Ma torniamo ai figurini, come ho già accennato, dopo la prima media ho smesso di andare a scuola per la malattia di mia mamma, ma l’anno successivo, a 13 anni, andai ad un corso di taglio e imparai a fare le camicie e le mutande da uomo, ma anche i vestiti da donna. Allora disegnavo i vestiti per me e per mia cugina Franca, poi li tagliavo e li confezionavo, a patto che mia cugina mi aiutasse a fare i sottopunti e i soprafili. Disegnavo modelli complicati con drappeggi, grandi colli, poi li realizzavo con la carta da giornale e mi divertivo un mondo.
Mi ricordo che non si buttava mai via niente; da una vecchia gonna si ricavava una camicetta, da un lenzuolo grande, uno piccolo e da quello piccolo una federa e così via.
Venivano da me anche qualche amica di mia mamma e anche mia a farsi tagliare, sempre gratis, qualche vestitino. Io prendevo loro le misure, abbozzavo qualche disegno, e poi tagliavo il tessuto ( non prima di essermi segnata con il segno della croce per scongiurare un danno irreparabile). Questa mania di segnarmi prima di tagliare persiste ancora adesso. A confezionare il vestito pensavano poi loro, perché a me non piaceva neanche un poco cucire.
Pensavo che da grande avrei fatto sicuramente “ LA FIGURINISTA come lavoro, non appena avessi avuta la possibilità economica per iscrivermi ad una scuola specializzata che sapevo si trovava solo a Milano. Non è andata così …

Lucia ( dic.2008 )

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quanti ricordi si intrecciano con i tuoi!Anch'io intorno ai 13 anni ho fatto un corso di taglio,dalle suore, ho imparato a tagliarmi gonne e qualche camicetta semplice semplice.
Anch'io ho ancora l'abitudine di "segnarmi" se devo tagliare anche solo un orlo dei pantaloni, che sia un eccesso di sicurezza, o solo
un abitudine troppo radicata?
Non sono mai riuscita invece ad imparare a ricamare, ero troppo impaziente,ed ancora adesso mi cimento solo in lavoretti dove il risultato è a breve termine.
Grazie di questi scampoli di ricordi da tagliare e cucire assieme!
Ti abbraccio Luisa