BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



29 nov 2008

"TRIBULAR" per vivere

LA LATTAIA

La lattaia abitava all’angolo del vicolo dove vivevo: era una donnina piccola e più che magra veniva da pensare “rinsecchita”, sempre in affanno, l’eterno grembiule legato in vita,le maniche del vestito rigorosamente scuro rimboccate sui gomiti, le mani rozze ed arrossate, un sorriso un po’ sdentato, a me, bambina, sembrava tanto vecchia, molto più di mia madre, era invece ben più giovane.
La vedevo trascinare i bidoni del latte fin dentro casa, e pensavo che doveva essere molto forte per riuscirvi , quando la mamma mi mandava a prendere il latte spariva dietro una porta che dalla cucina portava in un locale dove teneva i fusti di alluminio, nella sua cucina c’era sempre un odore penetrante ed aspro piuttosto nauseante, odore appunto di latte.
Ricordo che cercavo di sbirciare in quella stanza semibuia e fredda, la vedevo allora immergere un mestolo dal lungo manico nel bidone e versare il latte , con l’aiuto di un imbuto, nella bottiglia di vetro che portavo da casa, chiudendola poi con un tappo di stagnola.

Quella piccola donna, grande lavoratrice e grandissima chiacchierona era sempre al corrente dei fatti altrui, instancabile con le braccia e non di meno con la lingua, mamma e papà la chiamavano” il Gazzettino.”
Il marito, simile ad un’entità sconosciuta, lavorava in una fabbrica credo, vedendolo dava da pensare ad una persona stanca e rassegnata, era per certi versi un po’ succube della moglie in quanto , in casa , non aveva diritto di parola, ma ricordo che tutto l’onere della vendita del latte e l’andamento della famiglia era unico "privilegio" della moglie!
Avevano due figli maschi di qualche anno più grandi di me, il primo, misteri della genetica, era un ragazzo molto bello, biondo occhi azzurri, ricordo che mi sembrava somigliasse a Paul Newman…


Luisa

2 commenti:

In punta di penna ha detto...

Cara amica, che bello questo blog. Non ci parliamo più solo dal "vivo", per telefono, attraverso un sms o un e mail, ma anche attraverso questo mezzo che ci arricchisce e ci unisce ancora di più.
Bello il tuo racconto, lattaie così non ce ne sono proprio più.
Un abbraccio, Betty.

In punta di penna ha detto...

Mi ricorda la lattaia vicina a casa mia, chiamata da tutti la Rina latàra. Aveva un figlio ma era rosso di capelli e non somigliava a Paul Newman. Lei aveva un camioncino con cui girava per le contrade a raccogliere il latte e le ragazzine dei casali erano spedite a recapitarlo col bidoncino di alluminio. Il latte raccolto alla sera veniva distribuito al mattino in latteria.
Forte la Rina latàra, unica donna della valle a indossare i calzoni e a guidare il camioncino!
Marisa