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Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



02 nov 2008

LETTERA APERTA ALLA MAMMA DI NICOLA TOMMASOLI

Madre, il tuo dolore straziante che ancora non trova un senso nella brutale assurda casualità che ti ha strappato Nicola, le tue lacrime, che ancora non asciugano perché la sorgente è alimentata dall’insensatezza, dall’irragionevolezza, dalla banalità del gesto che ti ha privata del bene più grande. Madre, lasciami oggi gridare la mia rabbia.
Io, donna di pace, madre e educatrice di tanti fanciulli della nostra Verona grido forte, con voce rotta, perché niente deve essere dimenticato. Grido per non finire afona, muta tra tanto rumore, sviata dalla troppa confusione, irretita dai falsi silenzi, soffocata nell’istituzionale ipocrisia, confusa dalle false verità.
Ciò che è accaduto è frutto di una società che giustifica, che nel migliore dei casi perdona, che molto più frequentemente dimentica e cancella.
Una società assuefatta alla violenza, una violenza che istituzionalmente si evita di riconoscere per non doverci fare i conti, per non entrare nel merito.
Madre oggi sono qui per dirti questo. Io lotto, ho lottato per cambiare questa società. Io, educatrice, ho educato alla pace, alla comprensione, alla solidarietà, all’accoglienza, all’amicizia, alla tolleranza. Accanto, a volte, a genitori distratti, indaffarati, indifferenti, lontani o assenti, ma anche spesso accanto a genitori meravigliosi, che come te, che come me, hanno creduto nella forza dei valori morali e nella forza dell’educazione.
Io ci ho provato, per una vita intera e ora sono vecchia e stanca e guardando indietro con sguardo disincantato e malinconico vedo quanta dolcezza, vedo quanta pazienza, vedo quanta attenzione, quanta gioia, quanto sorriso, la nostra società ha via via perduto, rincorrendo falsi modelli e inseguendo valori effimeri ed esasperati.
Però io ci ho provato, ed è questo che oggi voglio donare a te, madre di un giovane normale, solare, tranquillo, stroncato dalla violenza di una società violenta: ti faccio dono di ciò che ho di più caro, ti faccio dono ideale del mio impegno di quarant’anni nell’educazione dei piccoli.
Ti lascio questo, madre, perché non ho nient’ altro da offrire al tuo dolore se non la mia solidarietà, perché so che le tue lacrime devono trovare una via per scorrere tutte, per scendere al mare ed annullarsi ricongiungendosi al dolore di tante madri ferite.
Te lo lascio in un momento in cui la scuola lotta per mantenere dignità e ruolo, io ti dono questa convinzione: possiamo cambiare questa società se noi, madri, educatrici, insegnanti, continueremo a credere, unite, nel valore alto dell’educazione, fino a farne una bandiera, senza mollare. Mai.
Un abbraccio Marisa

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