BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



7 lug 2008

FANTASIA - L'infinito gioco di sempre

bambine che giocano - 1959


Nel lontano 1957 una bimba di appena cinque anni lasciava un piccolo paese delle Madonie verso il Nord.
Nel paese che abbandonava i bambini scorazzavano liberi per le stradine tortuose.
I maschietti con alte grida gioiose si lanciavano giù per le discese, seduti su tavole di legno da loro munite di manubri e ruote che chiamavano “carruzzuni”, preoccupati solo di scansare pecore, capre e galline.
Le bambine, più tranquille, stavano ferme a piccoli gruppi: un cardellino ricevuto in dono, tenuto in mano con tenero affetto (ambito dalle altre compagne di giochi) bastava per trascorrere gaiamente tutta la giornata.
Interminabili pomeriggi estivi assolati passati a giocare a girotondo cantando per ore e ore “….. a cavallo di un cavallo è arrivato l’ambasciatore con le piume sul cappello ..…”
Giungevano gli anni Sessanta pieni di modernità.
La Festa in cui i bambini aspettavano con meraviglia i “Pupi di zucchero” (colorate ballerine e cavalieri e galletti di zucchero) che la notte dei morti, nonni, mamme, papà, zii defunti tornando nelle loro case lasciavano loro in dono, ponendoli in scatole di scarpe con qualche dolcetto e frutta in segno che si ricordavano di chi avevano tanto amato, era stata sostituita da “Santa Lucia” che portava coloratissimi Shanghai per giocare in compagnia, Lulla op (sempre sognato e mai avuto), grandi bambole camminanti che l’indomani finivano a fare bella mostra di sé sul lettone di mamma e papà.
Nella bella stagione i giochi con la palla: palla prigioniera, palla avvelenata, ai dieci fratelli e con la corda: a tre, salto a piedi uniti, salto con una gamba, in velocità……..
Insostituibili e lunghissime ore a cavalcare cavalli insieme a tanti amici per immensi deserti e oasi, scalando montagne altissime, attraversando fiumi in piena sotto tempeste tremende e ostacoli imprevedibili ….. lottando furiosamente fino allo sfinimento, ma sempre vincitori.
E alla fine, mettere a riposo il ramo di siepe fantasticamente trasformato e vivo….. purtroppo era ora di cena.


(Francesca Aguglia)

1 commento:

In punta di penna ha detto...

Cara Francesca, benvenuta sul blog
con il tuo tenero racconto e la dolcissima foto.
Ricordati di mettere sempre il tuo nome.
A presto ! lucia