BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



27 giu 2008

Giochi della memoria

Ambientazione:
Estate
Anni ‘50
Viale Spolverini (circa a metà della via)
Borgo Venezia
Verona

Si chiama viale ma non è largo e nemmeno alberato, senza asfalto, lo faranno qualche anno più tardi, fiancheggiato da case modeste, abitate soprattutto da famiglie con basso reddito: operai, impiegati, ferrovieri, qualche militare. Niente negozi e poche botteghe. Tanti bambini.

La strada è parallela a via Antonio Pisano arteria ben più importante perché vi passano i filobus, ci sono i negozi ed è asfaltata.

Dall’altra parte è parallela al cosiddetto Fiumicello o meglio fosso anche se non vi passa nemmeno una goccia d’acqua da molto tempo. E’ un luogo pieno di macerie e rifiuti di vario genere e confina con un alto muro che lo separa dai capannoni di alcune fabbriche. Luogo proibito perché ci si può far male, si corre il rischio di prendere il tetano o di trovare qualche bomba inesplosa, ma anche luogo ideale per giochi diversi.

I buteleti vi giocano alla guerra, indiani contro caoboi e vi accendono meravigliosi quanto pericolosissimi fuochi. Noi butelete invece vi troviamo le pietre ideali per costruire il perimetro della casa.

Alle quattro del pomeriggio si fa merenda. Dopo si può scendere in strada a giocare. Se si tarda un po’ arriva subito la scampanellata impaziente dalle mie compagne di giochi.

Si gioca a peta, a corda, a palla, a volte con le pentoline: un miscuglio di polenta, farina, terra ed erba di marciapiede. Se piove si gioca sulle scale.

La sera assume un fascino misterioso. Si sta insieme buteleti e butelete. Nell’attesa che tutti scendano ci si siede in fila sul marciapiede o sul muretto della frutarola. C’è sempre qualcuno che racconta storielle o che fa il pagliaccio.

Giochiamo al telefono senza fili? Si dai. Io prima. Io seconda. Io terza. … E io? Devo sempre essere ultima? Allora non gioco! Dai ci sto io per questa volta!

Naturalmente nel passaparola le lettere si storpiano ed è difficile che arrivino esatte a destinazione, la parola urlata è spesso assurda e incomprensibile, con grandi risate di tutti i partecipanti. Il gioco per essere spassoso deve essere composto da almeno 4 o 5 giocatori e riesce divertente quando si usano parole strane o complicate (niente parolacce).

Annamaria

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