BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



09 gen 2008

PIANETA DONNA

Sei un pianeta a colori:

bianco candore – ingenuità

arancio calore – libertà

giallo oro - solarità

verde speranza di giada

azzurro trasparenza d’acqua

indaco fiori a Primavera

viola intenso del tramonto

Dal bianco candore della infanzia al viola maturo della senilità

un arcobaleno di emozioni, sentimenti, progetti volti al futuro

Traduzione non fedelissima in vernacolo:

DONA

bianco candor d’ingenuità

arancio splendor de libertà

giallo oro solar

verde che fa sperar

celeste acua de mar

indaco fior a primavera

viola de ciel a sera

Da timida butina a dona fata

‘n arcobalen d’emossion te si’, dona,

‘n arco de vita, che fa sperar

nel doman

laura

MAI DIRE MAI

Ci fu un periodo della mia adolescenza in cui affermavo con sicurezza che mai da grande mi sarei sposata.

Volevo studiare, diventare autonoma economicamente, libera da qualsivoglia vincolo o condizionamento.

Successivamente pensai che se mai un giorno mi fossi sposata, il mio patner sarebbe stato molto più grande di me.

Su questa convinzione influiva sicuramente il fatto che mio padre, figura alquanto idealizzata, aveva dieci anni più di mia madre.

Per questo gli amici d'infanzia, tutti pressocchè coetanei, li "scartavo" in partenza dalla lista dei papabili futuri mariti.

A fronte dell'evenienza di sposarne uno mi sarei fatta una fragorosa risata.

"Mai dire mai"...Infatti, a ventiquattro anni, sposai Silvano, per l'appunto un coetaneo, amico d'infanzia, per di più compagno di classe alla scuola media.

All'epoca la scuola media, non unica, selezionava gli allievi mediante un esame d'ammissione, al quale ci preparammo insieme ad altri amici di quartiere.

Silvano era il ragazzo della porta accanto: io abitavo al civico 175, lui al 173.

Al pomeriggio dopo la scuola ci si trovava sempre a casa mia con cugini e cugine,amici ed amiche.Si giocava e si litigava anche.

Rammento una volta in cui, durante un litigio che Silvano ebbe con mio cugino Mario, anch'io entrai nella mischia in difesa del cugino, e ci picchiammo ben, bene.

Mai e poi mai avrei pensato che un giorno avrei sposato quell'avversario!

Ci legò la confidenza e la conoscenza reciproca.

Esiziale fu la confessione che gli feci, diciottenne, riguardante il mio possibile fidanzamento con un ragazzo più grande di me, gelosissimo, che quel giorno era piombato a casa mia per controllare se era vero che stavo studiando, mettendo in dubbio la mia buona fede.

Profondamente offesa e delusa,piansi sulla spalla dell'amico di sempre chiedendo consiglio circa la decisione da prendere, se lasciare o no l'innamorato geloso.

Fu l'unica volta in cui Silvano mi negò il suo aiuto.

Lo fece piuttosto seccamente dichiarando che in quell'occasione non potevo contare su di lui.

Mi piantò in asso, là sui gradini della scala di casa, sconsolata, sorpresa e anche un po' incavolata.

Nei giorni seguenti scomparve dalla circolazione.

Capii da sola, senza bisogno di alcuna spiegazione, il motivo della sua “fuga”.

L'amicizia si era tramutata in amore.

laura

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