BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



06 gen 2008

Passi

Il tuo viso sul cuscino aveva la trasparenza della vecchiaia e della sofferenza.
E il sorriso triste di chi sa di non avere altro tempo.
Eri tornata dall'ospedale. Sapevamo che era solo per qualche giorno, per Natale e Capodanno. Poi poteva essere tanto o poco... Non sapevamo.
Avevo vent'anni e non conoscevo la morte.
Nella mia incoscienza di allora sapevo solo che eri lì, di nuovo in quella camera che aveva raccolto i tuoi racconti, le fiabe di ogni sera, le preghiere ripetute in finto latino prima del sonno, prima dei sogni, da quando ero bambina.
Eri lì e non m'importava per quanto ancora. Eri la nonna, la mamma, l'amica, la sorella: eri l'amore.
Nonna Angela, dall'odore buono del talco, dalla risata argentina, dalle tasche piene di anisette e di pasticche alla menta.
Le nostre mani di bimbi si intrufolavano di nascosto in quelle tasche e affondavano nel piccolo rispostiglio nero a fiorellini provenzali, frugando impazienti fino a trovare il minuscolo tesoro di zucchero che allietava le impazienti bocche sdentate, nei giorni antichi di un'infanzia ingenua e senza pensieri.
Eri lì, in quel crepuscolo d'inverno, nel letto che aveva diviso con te ogni notte, le tue notti solitarie da secoli.
Ti avevo alzato la persiana e i vetri si affacciavano sui campi deserti e infagottati nel freddo della sera.
Era l'ultimo dell'anno e stavo con te, a tastare la tua mano scarna, a sentire la pelle raggrinzita sul dorso, a guardare le vene tumefatte dalle innumerevoli torture di quei mesi.
Mi guardavi e sorridevi e il tempo sembrava immobile dentro la luce del lampadario a foglie di cristallo che mi piaceva tanto.
Il cielo scuro era livido nella sera...
- Mi piacerebbe vedere la neve...- hai detto ad un tratto rompendo il silenzio.
Altri minuti si aggiunsero al buio che arrivava, altro silenzio si sovrappose a quel chiacchierio tra me e te, fatto di sguardi e di carezze...
Poi, silenziosi, i primi fiocchi...
Fluttuavano grossi, lenti, taciti, come in una magia. Più radi all'inizio, poi fitti e grossi come lembi leggeri che si sfaldano e sfarfalleggiano nel vuoto, tra i sospiri trattenuti e la meraviglioa rinnovata ad ogni rapida capriola.
Sembravano dipingere il grigio dell'oscurità, come le gocce sulla tela di Pollok...sempre più fitti, sempre più densi.
I tuoi occhi si misero a ridere come quelli di una bimba davanti alla magia uscita dalla bacchetta della fata.
Guardavi, cercando di alzare la testa sul cuscino, spingendo lo sguardo più in là, per vedere meglio.
-Aiutami a scendere- mi hai chiesto. -Voglio vedere la neve da vicino.-
Non potevi camminare, non saresti riuscita a reggerti in piedi. Ma non m'importava: sapevo che era giusto provare.
Alzai le coperte, ti deposi con delicatezza i piedi sul pavimento e ti coprii le spalle con la vestaglia. Poi, con fatica, ti mettesti in piedi, incerta, appoggiandoti a me.
Piccoli passi, lenti, insicuri...
Pochi piccoli passi trascinati, con lo sguardo fisso al baluginare dei fiocchi fuori dalla finestra.
Uno, due, tre...quattro semplici passi ed eccola lì la neve, vicina ai tuoi occhi, vicina al tuo sguardo.
Appoggiasti la mano aperta sul vetro come a voler toccare in una carezza le piume di ghiaccio che turbinavano nel vuoto e il tuo sorriso sembrò illuminare la stanza, il crepuscolo, il grigio di quella sera dell'ultimo dell'anno del tuo ultimo anno.
-Che bella! Non è bellisssima?- hai detto lieve. E ti guardavo con il cuore leggero...
Ti guardavo. E mi sembra di vederti ancora adesso, davanti a questa finestra, appoggiata al davanzale, mentre ammiri per l'ultima volta la magia che sempre ti aveva incantato.
Pochi piccoli passi per tornare a sognare.
Pochi piccoli passi per tornare bambina.
Pochi piccoli passi per regalarmi ancora un ricordo.

Loretta

1 commento:

In punta di penna ha detto...

Loretta, grazie per questo bellissimo e delicato racconto.
Sono commossa. Ti abbraccio.
bwu Lucia