BENVENUTE

Ciao a tutte,
Benvenute nel blog "inpuntadipenna2007"
Questa iniziativa ci offre ulteriori occasioni
di scrittura e di scambio di relazioni.
Una volta in più avremo così modo di stare insieme,
di condividere interessi ed esperienze.
Un contributo di crescita ed amicizia per il nostro
gruppo di scrittura molto speciale.
Che un buon demone ci accompagni.
Corinna



15 gen 2008

LETTERA APERTA ALLO ZIO SERGIO
Caro zio, di te voglio ricordare l'amore per la semplicità, la coerenza ed il gusto del bello e del vero.
Mi mancheranno le tue battute ironiche, la risatina sardonica, la critica a volte feroce, che però lasciava trasparire una forte carica d'umanità.
Non amavi parlare della morte, piuttosto della vita.
Proprio la voglia di vivere ti dettava l'affermazione che il peggior pentimento è quello dei peccati non commessi e l'adesione alla filosofia del "carpe diem".
Per te, uomo integerrimo, "peccato" significava prioritariamente quello della gola.
Affermavi che si può credere all'esistenza di Dio se al mondo esiste la cioccolata.
Rammento quando, durante i nostri soggiorni in montagna, non riuscendo a trovare dove ti fossi cacciato, una mattina scoprii che ti eri piazzato davanti all'albergo che ci ospitava per goderti il rituale dell'arrivo dei rifornimenti della Sanson.
"Vedi - mi dicesti - da quel foro posteriore del camion uscirà, da un momento all'altro, una tale quantità di gelato al cioccolato da poter essere raccolto col badile. E io,...a badilate, ne mangerei!"
E pensare che da buon salutista eri così rigorosamente ligio alle diete...
Hai giocato fino all'ultimo il ruolo di "personaggio notevole", che vuol far sorridere, non rendere tristi.
Ci sei riuscito, anche se il prezzo che hai pagato è stato alto per te.
Perfino poco prima di morire hai avuto il coraggio di sussurrare ai medici con un fil di voce:"Quanto chiasso per un'influenzina..." e sapevi benissimo che si trattava della fine.
Ti ricordiamo divertente e tenero.
Sapevi ridere di te stesso, completamente calvo, definendoti "bello" e, a fronte di complimenti, se eri ben vestito, dichiaravi:"Hai visto come mi ha tirato a lucido?" riferendoti alla zia Delia, godendo, in fondo, in fondo, delle attenzioni che a te si riservavano, considerandole manifestazioni d'affetto.
Amavi più l'usato che il nuovo.
Per questo limavi il tavolo troppo lucido per i tuoi gusti, e volevi la casa "vissuta", non troppo in ordine, dove però ognuno trova i suoi strumenti di lavoro, le sue cose.
Un pomeriggio capitasti a casa mia chiedendo, stranamente, un po' di Vinavil.
Cercavi di mimetizzare il foro provocato dal toscano nella costosa sciarpa di cashmir , regalo della zia , creando con l'aiuto della colla una piega fissa, sicchè il danno passasse inosservato.
Tutto questo non con l'intento di imbrogliare tua moglie, piuttosto sinceramente dispiaciuto di contrariarla, desideroso che lei non s'accorgesse di nulla.
Perchè farla star male?
Comprendevi chi si trovava in difficoltà ed andavi controcorrente: eri l'unico zio a far regali a chi veniva rimandato o bocciato a scuola per "incidenti di percorso", perchè conoscevi la frustrazione da insuccesso.
"Tanto - affermavi- chi è stato promosso il suo premio l'ha già avuto!"
Tutto questo era frutto di una grande sensibilità , che ti rendeva lo zio prediletto , a cui confidare pene e segreti.
Sei rimasto coerente fino in fondo al ruolo che ti sei creato e a ciò che hai voluto essere.
Non è da poco in tempi in cui sembra che l'apparire valga più dell'essere.
Ti sei sforzato di essere.
A fronte di un'imperante ipocrisia anche in fatto di fede, a chi si definiva "cattolico non praticante" dichiaravi provocando: "Io, invece, sono ateo praticante!", rivendicando la validità di uno stretto rapporto tra teoria e prassi, la coerenza tra convinzioni e comportamenti.
Non ho conosciuto persona più altruista di te, pronta ad intervenire in caso di bisogno in qualsiasi ora del giorno o della notte.Per questo venivi definito "E' bello sapere che c'è".
Te ne sei andato in sordina, non volendo scomodare nessuno.
Le tue ultime volontà:"Non voglio essere ricordato con tristezza.
Odiavo recarmi ai funerali, perciò non voglio costringere nessuno a venire al mio.
L'avviso della mia morte avvenga a funerali avvenuti".
Così si fece.
Eppure quanti sono venuti a darti l'ultimo saluto tramite il passaparola degli amici più cari, che si tenevano informati sul tuo stato di salute...
Io mancavo, mi trovavo all'estero, ma, ti assicuro, ti ero più vicina che mai.
La tua nipote Laura

2 commenti:

In punta di penna ha detto...

E'toccante il tuo ricordo dello zio,Laura.Inoltre trovo sincero e vero il ritratto di Corinna che in dialetto rende davvero bene. Adriana

In punta di penna ha detto...

Mi piacerebbe averlo conosciuto. Te lo invidio. Deve essere stato uno spasso ma anche una sicurezza. Marisa